“Il senso della terra”, corto per Emergency che racconta i migranti senza nome del Mediterraneo

Venezia – Un giovane migrante morto nel Mediterraneo è sul tavolo di un centro dove viene fatto l’esame autoptico del corpo. Lì in una tasca la dottoressa che ha quell’ingrato compito rinviene un piccolo sacchetto di plastica contenente una sostanza misteriosa. Da quel momento lei e il pubblico rivivono il viaggio del ragazzo, a ritroso fin dal suo punto di partenza.

Si intitola Il senso della terra, il cortometraggio di Alessandro Ingaria e Simone Massi, presentato in anteprima mondiale nella sezione Orizzonti Fuori Concorso che Emergency contribuirà a distribuire in Italia attraverso i suoi gruppi di volontari. “Mi è capitato di leggere su un giornale un articolo che raccontava un fatto di cronaca minore. Prima di intraprendere un viaggio lungo, difficile e pericoloso, un ragazzo aveva deciso di portare con sé un sacchetto contenente un pugno di terra del proprio Paese, un dettaglio riaffiorato durante l’autopsia effettuata dopo la sua morte nel Mar Mediterraneo – spiega Ingaria – Mi ha colpito profondamente questo gesto minimo – portare con sé la terra del proprio paese, magari del giardino in cui si è cresciuti, del luogo del primo bacio o del campo in cui riposano i nonni – che racchiude più parole e significati di quanti ne potrebbero contenere decine di libri. Ho provato a realizzare un piccolo film che aprisse a tutte queste suggestioni, facendo in modo che arrivassero allo spettatore attraverso le immagini e lasciando a lui il compito di completare la storia. La realizzazione è stata possibile grazie all’impegno e alla sensibilità di tanti professionisti straordinari che desidero ringraziare per aver creduto fin dall’inizio in questo progetto”.

Nel cast figurano Valentina Carnelutti, Sebastiano Kiniger, Beatrice Elena Festi e Shukuru Zanon. Simone Massi, animatore marchigiano, il cui tratto poetico dialoga con il linguaggio cinematografico ha realizzato in animazione il viaggio del migrante a ritroso. “Ingaria ha, prima di tutto, condiviso la storia, abbiamo avuto molti scambi – spiega Massi – Nel momento in cui è stato chiaro il margine entro cui dovevo stare ho lavorato in piena libertà. Non è stato difficile, anche perché con Alessandro ci conosciamo da molti anni e avevamo già fatto dei lavori insieme”.

“Il fascino del termine “terra” sta nella molteplicità dei suoi significati: astronomico, geologico e religioso, per citare i principali – dice Ingaria – Altrettanti sono i possibili legami di ciascun essere umano con essa. L’obiettivo del film è lasciare che sia lo spettatore a trovare il proprio legame personale, rendendo così la parola un concetto universale in cui tutti possano riconoscersi”. Pur con una storia così dura e dolorosa nella parte animata c’è una grande poesia. “Mi pare che si viva in un mondo dove esiste e fa notizia solo la violenza, al punto che non ci si fa più neanche caso, da oltre trent’anni si cena guardando immagini di guerra – commenta Massi – Ecco, a me non va bene e provo a spostare il punto di vista e, soprattutto, ha cercare sempre un motivo di speranza”.

Coerentemente con il proprio impegno civile, il film aderisce inoltre ai principi della campagna R1PUD1A di EMERGENCY, condividendone il messaggio di pace, dialogo e rifiuto di ogni guerra.

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