ROMA – La battaglia dei bilanci entra in Parlamento. E, almeno per ora, è tutta in casa della maggioranza. Un deputato leghista commercialista contro una senatrice di Fratelli d’Italia consulente del lavoro. Sul tavolo c’è l’articolo 13 del Ddl Concorrenza, quello che apre ai consulenti la possibilità di depositare i bilanci al Registro delle imprese e attestarne la conformità. Uno scontro, per ora di dichiarazioni. Un assaggio di quello che sarà quando il testo arriverà alla Camere per essere discusso e votato.

De Bertoldi contro Mancini
Andrea de Bertoldi, deputato della Lega e commercialista, si schiera con il presidente dell’Ordine Elbano de Nuccio. La norma «suscita perplessità», ha detto nei giorni scorsi all’Ansa. «Il punto è tecnico: il bilancio rappresenta la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società». Per questo, sostiene, anche le modalità del deposito devono essere valutate «tenendo conto delle competenze professionali coinvolte e delle garanzie necessarie per le imprese».
Dall’altra parte Paola Mancini, senatrice di FdI e consulente del lavoro, dice l’esatto contrario: «L’articolo 13 va difeso in Parlamento». Perché, sostiene, «non inventa una competenza: la riconosce». I consulenti del lavoro, ricorda, sono abilitati dal 1998 alla trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali e dal 2019 possono essere nominati curatori, commissari giudiziali e liquidatori. «È difficile sostenere che chi può essere chiamato a gestire un’impresa in crisi non sia in grado di attestare la conformità di un bilancio già approvato». E aggiunge: «Una piccola impresa che già si affida al proprio consulente per tutto il resto deve poter scegliere, senza costi aggiuntivi e senza doppi passaggi».
Il derby professionale è servito. Entrambi invocano le «competenze». Solo che arrivano a conclusioni opposte.
Calderone: “La norma non è mia”
In mezzo c’è Marina Calderone. La ministra del Lavoro ha fatto sapere di non aver saputo nulla della norma: non nasce al ministero del Lavoro, è la linea, ma al ministero delle Imprese di Adolfo Urso, titolare del Ddl Concorrenza.
Una precisazione delicata. Calderone ha guidato per diciassette anni l’Ordine dei consulenti del lavoro e oggi quello stesso Ordine è presieduto dal marito Rosario De Luca. È su questo intreccio che il M5S ha sollevato il caso del possibile conflitto d’interessi.
L’articolo 13 aggiunto a Palazzo Chigi
Ma Repubblica ha potuto ricostruire un passaggio in più. La bozza del Ddl Concorrenza arrivata a Palazzo Chigi in vista del Consiglio dei ministri del 23 luglio conteneva dodici articoli.
Il tredicesimo, quello sui consulenti del lavoro, è stato aggiunto proprio a Chigi.
Una manina, insomma, c’è stata. Resta da capire di chi.
Commercialisti e consulenti in pressing
Intanto le categorie fanno pressione. Forsennata. I commercialisti hanno mobilitato Consiglio nazionale, ordini territoriali, associazioni e parlamentari. I consulenti rispondono colpo su colpo.
Lobby, certo. Ma anche qualcosa di più. Perché ormai ciascuna categoria ha trovato i suoi interpreti dentro la maggioranza: commercialisti da una parte, consulenti del lavoro dall’altra.
E il Ddl Concorrenza deve ancora cominciare davvero il suo viaggio parlamentare. Sull’articolo 13, però, la maggioranza è già divisa prima ancora di arrivare agli emendamenti.
