di Ciro Di Pietro
Il centrosinistra discute di primarie, candidati e regole. Ma la credibilità di un’alternativa di governo dipende soprattutto dalla capacità di concordare le decisioni da prendere una volta vinte le elezioni. E sull’Ucraina resta una distanza politica che il confronto sulla leadership rischia di lasciare irrisolta.
Giuseppe Conte conferma la disponibilità alle primarie, chiedendo una competizione aperta a più candidati per evitare un duello divisivo con Elly Schlein. Il Movimento 5 Stelle spinge per il turno unico, mentre nel PD e in Italia Viva emerge l’ipotesi del doppio turno. I democratici precisano comunque che le regole andranno concordate con gli alleati dopo la definizione del programma.
Dietro queste formule si intravedono anche calcoli politici. Secondo la ricostruzione giornalistica, una competizione a turno unico potrebbe favorire Conte, mentre un ballottaggio offrirebbe a Schlein la possibilità di raccogliere consensi trasversali. Sono valutazioni legittime, ma insufficienti a costruire una coalizione capace di governare.
Conte sollecita intanto proposte economiche e sociali da tradurre già in emendamenti alla legge di bilancio. Romano Prodi richiama una sequenza ragionevole: definire il programma e poi procedere rapidamente al voto. Proprio questa esigenza impone di affrontare anche il capitolo più delicato della politica estera.
L’Ucraina è uno dei banchi di prova decisivi. Schlein conferma il sostegno a Kiev, anche militare, accompagnandolo alla richiesta di una più forte iniziativa diplomatica europea per una pace giusta. Nel PD, inoltre, gli esponenti riformisti insistono sulla prosecuzione degli aiuti militari come impegno del futuro governo.
Conte porta invece al tavolo della coalizione la contrarietà alla prosecuzione dell’invio di armi, confermata dalla consultazione degli iscritti del Movimento 5 Stelle. La posizione pentastellata considera il proseguimento delle forniture un ostacolo alla pace.
Questa divergenza avrebbe conseguenze concrete: voti parlamentari, decisioni sulle forniture militari, iniziative diplomatiche e rapporti con gli alleati. Il richiamo comune alla pace deve quindi tradursi in una linea comprensibile, chiarendo quali strumenti utilizzare, a quali condizioni e con quali obiettivi.
Le primarie possono dare legittimazione a un candidato. La tenuta della coalizione richiede però un accordo sulle scelte che quel candidato sarà chiamato a compiere. Rinviare il chiarimento sull’Ucraina significherebbe trasferire dentro un eventuale governo una frattura già visibile.
Gli elettori hanno diritto di conoscere insieme il nome di chi si propone di guidare il Paese e la politica che intende realizzare. È su questa chiarezza che il centrosinistra deve costruire la propria credibilità.
