Venezia – Nicolas Maupas torna al Lido per chiudere la Mostra insieme a Greta Scarano. Dopo la serata inaugurale ha dovuto dividersi tra Venezia e un set ancora segreto, facendo avanti e indietro mentre il festival proseguiva. Ora si prepara a risalire sul palco della Sala Grande con qualche emozione in meno e una consapevolezza in più. Lo intervistiamo mentre sta entrando a vedere Naza, il film da 25 minuti di applausi.
Che bilancio fa della prima serata da conduttore?
“Mi sono rivisto un po’ e ho avuto quasi la sensazione di vivere quella serata due volte. È stato un privilegio enorme e sono ancora elettrizzato. Ritrovarmi sul palco con George Clooney e Maggie Gyllenhaal è una cosa che non avrei mai immaginato nel mio quotidiano. Ma la parte più interessante è stata anche tutto il lavoro dietro: con Greta abbiamo lavorato sulla stesura del monologo, abbiamo inserito parole concetti che ci stavano a cuore. Mi sono sentito parte di un ingranaggio enorme, dentro quella che per me è una cattedrale del cinema”.
Ha dovuto andare avanti e indietro dal set. È riuscito almeno a vedere qualche film?
“Ho visto Ink di Danny Boyle, a cui tenevo molto, e mi è piaciuto moltissimo. Mi affascina da sempre il suo sistema narrativo, l’uso della macchina da presa, quel cinema palpitante che ti tiene attaccato allo schermo. E mi interessa molto che parta dalla nascita di un certo meccanismo mediatico per parlare anche del nostro presente. Quando torno vedrò il film di chiusura e cercherò di recuperare tutto quello che mi manca”.
E della Mostra vista anche da lontano che impressione si è fatto?
“Mi è sembrata una Mostra molto legata alla realtà. I film raccontano in modi diversi pezzi del nostro presente e siamo in un momento storico estremamente delicato. Il cinema assorbe quello che accade e mette al centro questioni importanti. Credo che questa edizione lo abbia fatto molto”.
Proprio intorno a una di queste questioni è finito dentro una polemica. Alla vigilia della Mostra aveva detto di voler leggere e approfondire l’appello di Venice4Palestine prima di firmarlo. Quella frase è stata interpretata sui social come una presa di distanza dalla causa palestinese.
“Sono rimasto stupito dalla reazione, per fortuna di pochi, proprio perché negli anni ho sempre cercato di essere presente e di prendere posizione su temi che riguardano i diritti, la libertà e le questioni umanitarie. Sono ben consapevole di quella che è la tragica situazione. Capisco che in un momento così drammatico sia facile essere fraintesi, ma dire di voler leggere un documento prima di firmarlo non ha niente a che vedere con il mio sostegno alla causa palestinese, che è totale ed è sempre stato molto chiaro. Significa semplicemente voler sapere esattamente che cosa si sta sottoscrivendo”.
E sulla situazione a Gaza qual è la sua posizione?
“Per me la priorità è molto chiara: bisogna fermare le morti degli innocenti e quello che sta accadendo in Palestina per arrivare a una vera pace. Sul palco della serata inaugurale ho detto che il cinema deve raccontare la realtà, anche quella che ci ferisce e quella che va cambiata. E mi riferivo alla Palestina, al genocidio che va avanti da tempo ma anche a tutte le altre guerre e tragedie del nostro tempo”.
L’ha colpita la velocità con cui una frase può trasformarsi in qualcosa di diverso? “Sì, molto. Mi sorprende sempre come la violenza può esplodere sui social. Oggi c’è una grande tendenza a estremizzare. Viviamo un’epoca complicata, con situazioni realmente tragiche, e a volte invece di concentrarci su quelle finiamo per costruire altro rumore feroce intorno. La rabbia è un altro terrificante demone dei nostri tempi”.
Per la serata finale lei e Greta avete già capito cosa volete portare sul palco?
“Vogliamo mettere al centro il cinema, con i suoi protagonisti e le sue storie, che sono quelle di tutti noi. Sono felice di sentirmi parte attiva di questa Mostra e anche di rappresentare una generazione come la mia, estremamente caotica ma presente, che ha voglia di farsi sentire”.
Torna sul palco più tranquillo?
“Non so se più tranquillo, ma sicuramente con un’esperienza in più. La prima serata è stata magica. Adesso c’è la chiusura e voglio viverla con la stessa attenzione, ma godendomela un po’ di più sapendo un po’ meglio che cosa significa stare dentro una macchina così grande”.
