“Naza” in testa al box office. Sold out molte proiezioni, il doc rimarrà in sala oltre i tre giorni

Nonostante i registi Yuval Abraham e Rachel Szorabbiano annunciato che a novembre il loro film Naza, che racconta attraverso le testimonianze anonime di 24 soldati l’uccisione sistematica di civili a Gaza da parte dell’esercito israeliano, sarà online gratuitamente, più di 60.000 italiani sono andati al cinema lunedì per vederlo sul grande schermo nel primo dei tre giorni di programmazione previsti in sala.

“In sala un silenzio agghiacciante”: nei cinema di Roma per la prima di Naza



Un risultato straordinario per il documentario uscito in 515 copie e con un incasso di 451.872 euro nella giornata d’esordio, si piazza al primo posto del box office davanti al ritorno di Avengers: Endgame Extra e del docufilm di Ultimo Tutto. Live a Tor Vergata. Il film, premiato alla Mostra del cinema di Venezia con con il premio speciale della giuria, è previsto in sala ancora oggi e domani e molte proiezioni serali sono sold out. Ma visto il risultato al botteghino la casa di distribuzione I Wonder Pictures lo terrà in sala oltre i tre giorni previsti.

La proiezione a San Sebastian

La proiezione a San Sebastian (afp)

Il film dopo l’anteprima a Venezia sta continuando a girare nei festival internazionali, come San Sebastian e il New York film festival, ma i suoi registi – già premiati con l’Oscar per il loro precedente lavoro No other land – hanno promesso che nonostante le minacce e gli insulti torneranno in Israele.

“Naza”, i registi: “La pace è diventata il nemico. E l’Italia ha una responsabilità”



“La critica non è tradimento – ha scritto Abraham sui social – È un dovere di ogni cittadino il cui governo commette crimini sapere, e di ogni soldato che ne è stato testimone raccontare. Ci sono migliaia di soldati del genere qui in giro, che guarderanno il film e riconosceranno ciò che è descritto in esso in modo personale: l’uccisione di persone disarmate che attraversano una linea immaginaria, le centinaia di autorizzazioni per il fuoco, gli attacchi sistematici nelle case delle famiglie, l’incendio e la distruzione fisica di Gaza, omicidi e spari su persone affamate nei centri di distribuzione alimentare e altri crimini senza giustificazione. Anche se fa paura, è vostro dovere trovare il modo di testimoniare ciò che avete visto. Vi diranno che è meglio nascondere la verità per la propaganda all’estero, ma è una sciocchezza. Lì sanno già tutto. I crimini non si giustificano, si fermano. Nascondere la verità avvelena prima di tutto la nostra società e soprattutto permette che il danno alle persone a Gaza continui. È stata una settimana dura. Ma in essa c’è anche tanto supporto, e molta generosità. Una cosa è certa: le minacce non aiuteranno. Non ci intimoriscono. Io e Rachel torneremo nel Paese e continueremo a lottare per il futuro di questo luogo insieme a molti partner”.

source

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *