CHIOMONTE La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno effettuato questa mattina un sopralluogo ai cantieri della futura linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, in Val di Susa, teatro sabato degli assalti da parte delle frange più violente del movimento No Tav.
La premier e il titolare del Viminale sono arrivati all’aeroporto di Torino Caselle intorno alle 10,30 e hanno poi raggiunto la valle in elicottero. Ad accoglierli c’erano il capo della Polizia Vittorio Pisani, il questore di Torino Massimo Gambino, il prefetto Donato Cafagna e, per Telt, il direttore di produzione Piergiuseppe Gilli, che sovrintende ai lavori di costruzione della futura linea ferroviaria merci e passeggeri Torino-Lione. Il sopralluogo è durato circa un’ora, il tempo necessario per verificare i danni provocati dagli assalti al cantiere.
“Questa non è contestazione, è violenza organizzata”
Durante la visita, la presidente del Consiglio ha diffuso un videomessaggio registrato davanti al cantiere, definendo quanto accaduto «violenza organizzata, premeditata».
“Centoventi operatori delle forze dell’ordine sono rimasti feriti negli scontri di sabato scorso contro l’infrastruttura dell’Alta velocità Torino-Lione. Quello che si vede qui dietro non è la scena di una guerra, è la scena di una presunta contestazione. Ma questo non è dissenso, questa è violenza organizzata, premeditata e come tale deve essere trattata”, ha affermato la premier.

Meloni ha quindi assicurato il massimo impegno del Governo nell’individuazione dei responsabili: «Noi faremo tutto quello che possiamo per assicurare queste persone alla giustizia e chiediamo anche a chi ne è responsabile, alla magistratura, a tutti gli inquirenti, di fare il massimo del lavoro, perché uno Stato normale non può tollerare una cosa del genere».
La telefonata al sindaco di Chiomonte
Prima dell’arrivo al cantiere, Meloni ha telefonato al sindaco di Chiomonte, Roberto Garbati. “Mi ha telefonato mentre arrivava con il ministro Matteo Piantedosi per la visita al cantiere assalito sabato – racconta il primo cittadino -. La premier ha voluto vedere direttamente le conseguenze degli attacchi e portare solidarietà e vicinanza a noi valsusini. Mi ha chiesto di girare le sue parole a tutti i colleghi della zona. In modo molto empatico ci ha detto che lo Stato è con noi, ho apprezzato molto il gesto simbolico”.
Garbati ha aggiunto che tornerà a scrivere alla presidente del Consiglio “per parlare del futuro della Tav e dei 98 milioni di euro di compensazioni che stiamo aspettando. Intanto è molto importante che ci abbia dimostrato vicinanza come capo del governo”.
Cirio: “La Regione sarà parte civile”
Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha riferito di aver parlato telefonicamente con Giorgia Meloni prima del suo arrivo a Torino.
“L’ho voluta ringraziare per la sua presenza qui oggi, perché in questi momenti è importante dimostrare la presenza e la vicinanza, anche fisica, dello Stato e delle istituzioni”, ha dichiarato.
Cirio ha inoltre comunicato alla premier la decisione della Giunta regionale di costituirsi parte civile nei procedimenti che seguiranno ai gravi scontri di Chiomonte.
“La prima stima dei danni diretti ai cantieri supera il milione di euro. A questo si aggiunge un danno ancora più ampio, che colpisce l’immagine della Val di Susa e dell’intero Piemonte proprio nel pieno della stagione turistica estiva. Chi devasta beni pubblici e mette a rischio la sicurezza delle persone deve rispondere delle proprie azioni. La Regione farà fino in fondo la propria parte, a tutela del territorio, delle imprese e dei cittadini”, ha concluso il governatore.
Quattro fermati, indagini della Procura
Intanto proseguono le indagini della polizia di Stato della Questura di Torino per identificare i responsabili delle violenze. Nelle scorse ore sono stati fermati quattro antagonisti di nazionalità straniera, ritenuti probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero.
Le loro posizioni sono ora al vaglio degli investigatori e, al momento, non sono state rese note le eventuali contestazioni nei loro confronti.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, ipotizza per ora il reato di devastazione. Gli investigatori non escludono che, con il proseguire degli accertamenti, ai singoli possano essere contestati anche altri reati in relazione agli scontri di sabato.
Identificate oltre 800 persone dopo il Festival Alta Felicità
Dalle prime ore di questa mattina la polizia ha identificato oltre 800 persone che avevano partecipato al campeggio organizzato in occasione del Festival Alta Felicità, a Venaus. I controlli, disposti dalla Questura di Torino, sono stati effettuati lungo le vie di uscita dall’area del festival dopo i disordini e gli assalti al cantiere dell’Alta Velocità di sabato. Il Movimento No Tav ha contestato l’operazione, definendola una forma di pressione nei confronti dei partecipanti alla mobilitazione.
La replica del Movimento No Tav
Dal presidio di Venaus, il Movimento No Tav ha convocato una conferenza stampa dopo i controlli effettuati dalle forze dell’ordine all’uscita del Festival Alta Felicità. Secondo il movimento, questa mattina sono stati predisposti posti di blocco e identificazioni dei partecipanti sulle strade verso Susa, una misura che viene collegata alla visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al cantiere di Chiomonte.
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, gli esponenti del movimento hanno definito i controlli una “strategia di pressione” da parte del governo e della questura, ribadendo la propria contrarietà alla Torino-Lione e annunciando l’intenzione di proseguire la mobilitazione.
“Siamo tutti responsabili di quello che è successo a Chiomonte, c’eravamo tutti, non solo i Black Bloc”, ha dichiarato lo storico militante Guido Fissore, intervenuto insieme a Nicoletta Dosio. “L’ingresso nel cantiere è stata una scelta condivisa e questo è bene che si sappia”.
