Terremoto in Venezuela: sale a 1430 il bilancio dei morti, oltre 50mila i dispersi. Tra le vittime Berroteran, giovane calciatore

Continua ad aggravarsi il bilancio del terremoto che ha devastato il Venezuela: i morti sono saliti a 920, mentre restano oltre 50mila i dispersi. Proseguono senza sosta le operazioni di soccorso, rafforzate dall’arrivo di squadre di emergenza da nove Paesi; arrivati i team di Italia e Germania. Intanto una nuova scossa di magnitudo 4.9 è stata avvertita nel nord del Paese.

L’ora della rabbia: “Abbandonati, qui i soccorsi non arrivano”

Francesca Mannina, è morta la donna di Balestrate che era fra i dispersi

Il dramma dei bimbi rimasti soli in ospedale in Venezuela

L’analista: “Il terremoto definirà l’evoluzione della politica venezuelana”

Nuova scossa di magnitudo 4.8 avvertita a Caracas

Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4,8 ha colpito la costa del Venezuela ed è stata avvertita anche a Caracas, mentre il Paese continua a fare i conti con le conseguenze del devastante doppio sisma di mercoledì che ha causato almeno 1.430 morti. Secondo l’Usgs, il Servizio geologico degli Stati Uniti, il terremoto si è verificato alle 15.20 ora locale (21.20 in Italia). L’epicentro è stato localizzato in mare, circa 30 chilometri a nord-ovest di El Limòn, nello Stato di Aragua, non lontano dalla capitale venezuelana. La scossa è stata registrata a una profondità di 10 chilometri. Al momento non sono stati segnalati danni.

Volontari bloccati per i permessi: proteste a Caracas

I volontari accorsi per partecipare alle operazioni di soccorso nelle zone devastate dal doppio terremoto in Venezuela denunciano ritardi e ostacoli burocratici dopo l’introduzione da parte del governo di un sistema di permessi obbligatori per accedere a La Guaira, l’area più colpita dal sisma. A Caracas, centinaia di persone si sono messe in fila davanti al Poliedro, la struttura dove da sabato vengono rilasciati i lasciapassare necessari per raggiungere la zona sinistrata. Sul posto, secondo quanto constatato dall’Afp, si sono registrati momenti di confusione, rabbia e disinformazione. “Serve un permesso per salvare vite umane, vi rendete conto?”, ha protestato Carlos Itriago, soccorritore di 27 anni. “Sono qui dall’alba per andare a soccorrere delle persone e non siamo riusciti a partire. Quante vite abbiamo già perso?”, ha aggiunto Ezequiel Rivero, 53 anni.

Il nuovo bilancio del terremoto è di 1.430 morti

Il nuovo bilancio del terremoto che ha colpito il Venezuela è di 1.430 morti e 3.238 feriti. Almeno 3.142 persone sono sfollate. Lo ha reso noto il presidente del Parlamento di Caracas, Jorge Rodriguez

Rodriguez: “Attivato numero verde di assistenza”

Il governo venezuelano ha attivato un numero verde a cui comunicare i nomi delle persone disperse nel terremoto e chiedere assistenza. E’ quanto ha reso noto oggi l’ufficio della presidente ad interim, Delcy Rodriguez, precisando che l’obiettivo della creazione della linea 0800-RESCATE, che in spagnolo significa salvataggio, è quello di centralizzare a risposta all’emergenza. Attraverso questo numero si potranno anche registrare volontari per lavorare con le squadre di ricerca e soccorso che stanno lottando con il tempo per cercare tra le macerie sopravvissuti al terribile sisma.

Il Papa: “Non venga meno la solidarietà”

Il Papa, prima di tirare le conclusioni della due giorni di Concistoro, esprime “vicinanza alla popolazione del Venezuela duramente colpita” dal terremoto. Il Pontefice assicura la preghiera “per le vittime e per chi soffre per questa tragedia”.
Quindi l’appello: “Non venga meno la solidarietà della comunità internazionale”.

Il governo di Caracas: “Distribuite 2.600 tonnellate di alimenti”

Il governo del Venezuela ha annunciato di aver distribuito 2.600 tonnellate di alimenti e acqua potabile nello Stato costiero di La Guaira, il più colpito dai terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 di mercoledì, per assistere oltre 69 mila famiglie.
In un video diffuso sui social, la presidente ad interim Delcy Rodriguez ha spiegato che tra i generi inviati figurano anche prodotti proteici, mentre supervisionava la partenza dei convogli da un centro logistico.

Il presidente della Caritas: “La priorità è continuare a cercare i sopravvissuti e assistere i feriti”

“I medici e gli operatori sanitari stanno dando il massimo, soprattutto per assistere i feriti e le tante persone che arrivano con crolli nervosi e con tutte le conseguenze provocate dai due terremoti contemporanei”. Lo sottolinea mons. José Luis Azuaje Ayala, presidente di Caritas Venezuela, esortando a non abbassare l’attenzione sulle conseguenze dei disastrosi terremoti di mercoledì scorso nel Paese. Monsignor Azuaje delinea ai media vatican le priorità: prestare soccorso ai feriti; continuare a cercare eventuali sopravvissuti; valutare le infrastrutture vulnerabili alle scosse di assestamento e coordinare gli sforzi tra le varie agenzie statali e la società civile per “lavorare insieme al fine di minimizzare le conseguenze di questa tragedia”. Caritas Venezuela, aggiunge, “è stata dispiegata fin dalle prime ore del mattino, soprattutto nelle zone più colpite, con l’obiettivo primario di assistere al salvataggio delle vittime intrappolate sotto le macerie, ma anche di cercare i dispersi nei vari luoghi indicati da parenti o amici”.

Una donna partorisce tra le macerie

Nel mezzo dell’emergenza causata dai due devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela, una donna ha partorito tra le macerie. L’evento, avvenuto senza energia elettrica né assistenza medica specializzata, è stato documentato in un filmato diffuso dalla rete televisiva Antena 3 e sulle piattaforme digitali.
Nelle immagini si vede la madre stesa a terra mentre alcune persone si mobilitano per aiutarla durante il travaglio. A causa della totale mancanza dei servizi di base, i volontari hanno illuminato l’area unicamente con delle torce. Mentre i soccorritori continuavano a cercare persone intrappolate negli edifici crollati, i presenti hanno protetto la partoriente con delle coperte. Durante le fasi più concitate, si sente una delle donne, improvvisatasi levatrice, esclamare: “Un attimo, un attimo”.
Al momento le autorità non hanno fornito comunicazioni ufficiali riguardo al luogo esatto del parto, all’identità della madre, al sesso del neonato o all’attuale stato di salute di entrambi.

Ong per i diritti umani: “La Guaira è un cimitero a cielo aperto: con 40 gradi e i corpi in strada il rischio di infezioni è alto”

La Guaira “puzza di morte, è diventata un cimitero a cielo aperto”. Quando stanno scadendo le 72 ore dal sisma, nelle aree più colpite emergono evidenti gli effetti della putrefazione dei corpi senza vita.
A Caraballeda, una zona residenziale della città, gli attivisti dell’organizzazione per i diritti umani Provea, la più antica del Paese, hanno raccontato come per le strade si percepisca un fortissimo odore di decomposizione, proveniente dai tantissimi cadaveri sotto le macerie e non ancora recuperati. Le stesse fonti riferiscono la presenza lungo le strade, vicini ai calcinacci, di molti corpi senza vita ancora non portati via. L’Ong ha ricordato che “lo Stato ha l’obbligo di garantire operazioni di recupero dignitose per ogni vittima e le loro famiglie”. Inoltre il combinato disposto tra a i detriti, l’immondizia, il calore (con temperature fino a 40 gradi) e i corpi in stato di decomposizione stanno creando un serio rischio di infezioni o virus che potrebbero minacciare la salute dei sopravvissuti che da due giorni dormono per strada.

Espulsi dagli Usa il giorno del sisma, muoiono per il crollo dell’hotel: 12 i superstiti del gruppo dei 147 venezuelani deportati

Espulsi dagli Usa nel giorno del sisma hanno trovato la morte in un hotel di La Guaira, dove attendevano il disbrigo delle pratiche burocratiche. I componenti del gruppo di venezuelani deportati dall’amministrazione Trump era atterrato da poche ore nell’aeroporto a pochi chilometri dall’epicentro del sisma. Si tratta di 147 venezuelani sbarcati da un volo proveniente da Miami nell’ormai distrutto scalo internazionale Simón Bolívar, a Maiquetía. Quindi sono stati trasferiti in un hotel della zona di La Guaira, prima che diventasse una delle zone più colpite dal sisma, dove le autorità di Caracas avevano deciso di ospitarli temporaneamente. Hotel che è totalmente crollato, si è sbriciolato come decine di altri edifici della zona.
Secondo le testimonianze dei sopravvissuti rilasciate dai parenti, solo 12 persone del gruppo di espulsi sono riuscite a uscire vive dalle macerie.

Aeronautica militare: “Decollato secondo aereo per Venezuela”

Decollato per il Venezuela secondo velivolo dell’Aeronautica Militare con a bordo ulteriori squadre specializzate dei vigili del fuoco per fornire aiuto alla popolazione colpita dal sisma. “Come disposto dal ministro Guido Crosetto prosegue il supporto della Difesa in coordinamento con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Dipartimento della ProtezioneCivile”, rende noto su X il ministero della Difesa.

Oim: “Fino a 7 milioni di persone colpite dal terremoto”

Potrebbero essere fino a circa 7 milioni le persone colpite dal devastante doppio terremoto del 24 giugno in Venezuela. È quanto riferisce l’Organizzazione internazionale delle migrazioni (Oim), citando le sue stime preliminari, che parlano precisamente di fino a 6,76 milioni di persone interessate. “Le proiezioni, basate sui dati disponibili relativi alla popolazione e sull’analisi dei danni, includono fino a 2 milioni di persone nella sola Caracas ed evidenziano il potenziale impatto umanitario di vasta portata del disastro, mentre proseguono le valutazioni”, sottolinea l’Oim. L’agenzia Onu spiega di avere ricevuto le prime analisi di mappatura satellitare , in collaborazione con Microsoft AI for Good Lab, e che da queste si evince che il 31,5% degli edifici a Catia La Mar sia stato danneggiato. Queste valutazioni stanno aiutando gli operatori umanitari a identificare le comunità più colpite e a dare priorità alla fornitura di assistenza salvavita, mentre proseguono le valutazioni sul campo.

Rodriguez: “Meloni mi ha detto che è molto colpita dalla tragedia”

“Il Venezuela in queste ore drammatiche non è sola: è atterrata da poco la squadra di soccorsi italiana e poche ore fa ho ricevuto un messaggio della presidente Meloni. Mi ha detto, ‘presidente, sono molto colpita dalle immagini della tragedia. Provo profondo dolore anche perché c’è una comunità italiana importante in Venezuela, e il Venezuela all’epoca aprì le sue braccia a chi venne nel suo Paese e ora l’Italia è commossa di fronte a questa situazione”.
Lo ha detto la presidente ad interim, Delcy Rodriguez, durante uno dei suoi frequenti briefing con il suo governo in questi momenti difficili per il suo Paese colpito dal terremoto.

Vigili del fuoco al lavoro a La Guaira: “Area devastata”

“I danni sono concentrati su un’area devastata”. A parlare è Ciro Bolognese, team leader del modulo Usar dei vigili del fuoco che è operativo già dalle prime luci dell’alba a La Guaira, la cittadina costiera a pochi chilometri da Caracas dove sono crollati numerosi edifici a causa del terremoto di due giorni fa.
“La giornata non è mai finita. Si lavora senza sosta già dal nostro arrivo. Al momento stiamo allestendo il campo base allo stadio del baseball di La Guaira nella zona dove insiste l’Ucc (il centro di coordinamento di tutti i team Usar) insieme con squadre da tutto il mondo. Accanto a noi abbiamo la Germania, l’Ecuador, il Cile…”.
Al momento l’attività dei vigili del fuoco è concentrata nella fase di valutazione delle priorità. “Sono stati identificati cinque settori – spiega Bolognese – e a noi è stato assegnato il settore B, dove stanno lavorando due squadre di valutazione. Operiamo per individuare le priorità di intervento, solo successivamente passeremo all’attività operativa. La situazione è molto complessa. Il nostro team light ha a disposizione sia di strumenti per la ricerca, come le telecamere, sia demolitori e sistemi per il tranciamento delle barre d’acciaio”.

Dopo 50 ore estratte vive una 15enne e la sua cagnolina

Nelle prime ore di sabato, le squadre di soccorso di El Salvador hanno concluso un’operazione durata oltre 13 ore a Playa Grande, nello stato di La Guaira, estraendo viva la 15enne Camila Sofía Medina Rivas e la sua cagnolina Chanel. Le due erano rimaste intrappolate per più di 50 ore al 9 piano di un edificio crollato a seguito del duplice sisma di mercoledì. L’intervento si è svolto in tre fasi. Dopo aver stabilito il primo contatto, i soccorritori hanno dovuto abbattere diverse pareti per raggiungere la giovane in sicurezza. Dapprima è stata estratta la cagnolina e, subito dopo, è stata liberata la ragazza, risultata del tutto illesa. Il presidente salvadoregno Nayib Bukele ha annunciato la notizia dichiarando: “Abbiamo salvato Camila! Grazie a Dio per averci usato in questo modo. Forza Venezuela”. Questo salvataggio arriva a poche ore da un altro intervento nella stessa area, durante il quale gli stessi soccorritori avevano liberato dalle macerie la 39enne Nayarit Colmenares, anch’essa sepolta da oltre 50 ore

Terremoto: oltre 1.600 soccorritori dall’estero

Oltre 1.600 soccorritori sono arrivati da tutto il mondo per aiutare i venezuelani dopo i devastanti terremoti di mercoledì. Lo ha riferito il vice ministro degli Esteri venezuelano per l’Europa e il Nord America, Oliver Blanco. “Il Venezuela ha ricevuto 17 voli con più di 1.600 membri delle squadre di soccorso e nelle prossime 24 ore è previsto l’arrivo di altri 25 voli. Apprezziamo il sostegno e la solidarietà della comunità internazionale”, ha scritto su X. A Caracas sono giunti volontari ed esperti da Italia, El Salvador, Messico, Repubblica Dominicana, Svizzera, Ecuador, Spagna, Cile, Colombia, Olanda e Stati Uniti, ha spiegato la presidente Delcy Rodriguez. Altri dieci paesi stanno inviando aiuti

Terremoto in Venezuela: ospedali della capitale sotto pressione

In Venezuela, centinaia di feriti sono giunti dallo stato di La Guaira a Caracas, dove il sistema sanitario è andato in saturazione. Gli ospedali cittadini, tra cui il Pérez Carreño e il Domingo Luciani, registrano un afflusso critico di pazienti, con le aree di pronto soccorso invase da familiari in attesa di notizie. Il personale medico opera al limite delle proprie possibilità, supportato dall’aiuto di molti cittadini che donano acqua, cibo e presidi sanitari per sopperire alle gravi carenze. “Abbiamo curato tutti con il poco che abbiamo” ha dichiarato un medico, sottolineando lo sforzo corale tra istituzioni e volontari. La mobilitazione civile resta fondamentale per gestire l’emergenza, mentre il personale continua a garantire assistenza in uno scenario di estrema difficoltà

Morta la donna di origini siciliane che era dispersa in Venezuela

È morta anche Francesca Mannina, la seconda siciliana che risultava dispersa dopo il terribile terremoto in Venezuela. La donna era originaria di Balestrate, in provincia di Palermo. Il compagno della donna era stato ritrovato vivo ieri. A dare la notizia lo zio Davide Emma sui social. “Addio, nipotina dal cuore immenso – scrive su Fb. Sempre pronta a incoraggiare, a donare speranza e augurare il bene. Ora il terremoto ti ha portata via e il dolore che hai lasciato è indescrivibile. Grazie di cuore a tutti coloro che ci sono stati vicini e che fino all’ultimo si sono uniti alla nostra speranza di poterti ritrovare indenne”

Ambasciatrice del Venezuela in Italia: “Il più grave disastro naturale negli ultimi cento anni”

“Questo e il più grave avvenimento negli ultimi cento anni legato a un disastro naturale. La presidente incaricata Delcy Rodriguez lo stesso giorno dei terremoti ha fatto un appello all’unità negli sforzi di salvataggio. Ha predisposto la sospensione della fornitura di gas residenziale nelle aree colpite, la sospensione dei servizi di metropolitana e ferroviari, la disposizione di hotel e rifugi per chi ha perso la casa, l’attivazione dello Stato maggiore per coordinare la risposta umanitaria e la successiva ricostruzione delle abitazioni colpite dai terremoti di forte intensità verificatisi nel Paese. Il Venezuela non è abituato a questo tipo di tragedie, ma in questo momento la necessità si basa su quelli che sono i protocolli utili per far fronte a questo tipo di emergenza come l’assistenza tecnica, squadre di soccorso, beni di prima necessità e medicinali per la popolazione colpita”. Così a LaPresse l’ambasciatrice del Venezuela in Italia, Maria Elena Uzzo

Tajani: “Per il Venezuela primi 5 milioni di aiuti, altri in arrivo”

L’Italia ha stanziato sinora i primi 5 milioni di euro in aiuti di emergenza, “e ne arriveranno altri”: lo ha annunciato da Dubrovnik il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Del primo pacchetto, tre milioni sono di supporto a organizzazioni della società civile italiane attive in Venezuela, uno per la Croce Rossa e la Mezzaluna Rossa e uno per il programma alimentare mondiale

Tajani: “Soccorritori italiani già all’opera, secondo aereo in arrivo”

“Questa notte è arrivata la prima squadra inviata dall’Italia, il primo aereo è atterrato in un aeroporto vicino a Caracas. Sono già all’opera i nostri Vigili del fuoco, l’Unità di crisi e la Protezione civile”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, facendo il punto da Dubrovnik sul sisma in Venezuela a ‘Uno Mattina Weekly’, su Rai1. “Un secondo aereo con altro personale esperto in recupero di feriti arriverà oggi”, ha proseguito Tajani, che ha parlato di “un quadro purtroppo tremendo”, confermando per quanto riguarda gli italiani che ci sono tre deceduti, quattro feriti e 42 dispersi

Nuove scosse, il governo limiterà l’accesso alle aree colpite

Un nuovo sisma di magnitudo 4.9 ha colpito il Venezuela nelle scorse ore dopo le scosse devastanti avvenute nel pomeriggio di mercoledì 24 giugno (la notte di giovedì 25 in Italia). Il governo venezuelano ha fatto sapere, attraverso il ministro dell’Interno Diosdado Cabello, di essere pronto a limitare l’accesso allo stato di La Guaira, una delle aree più colpite dalle scosse mortali dei giorni scorsi. La presidente ad interim Delcy Rodriguez in precedenza ha chiesto alle persone di non recarsi nella zona a nord di Caracas.

La missione italiana è in Venezuela, team verso le aree del sisma

È atterrato alle 3:30 ora italiana all’aeroporto militare di El Libertador, a Maracay (ovest di Caracas) il volo messo a disposizione della Difesa per la missione italiana in Venezuela. Il team, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile e composto da 97 persone tra soccorritori, sanitari, vigili del fuoco e funzionari dell’Unita di crisi della Farnesina, raggiungerà ora le aree colpite dal sisma per garantire i primi aiuti alla popolazione. Video

Venezuela, l’opposizione denuncia ritardi nei soccorsi

A più di 48 ore dai violenti terremoti che hanno devastato il centro-nord del Venezuela, le forze dell’opposizione denunciano la carenza di assistenza nelle aree più colpite. Il politico Juan Pablo Guanipa ha riportato numerose segnalazioni riguardanti la mancanza di attrezzature per salvare le persone intrappolate sotto le macerie, specialmente nello stato di La Guaira. In un video diffuso online, il figlio Ramón Guanipa ha sollecitato interventi immediati dichiarando: “Esortiamo gli organismi statali e i governi stranieri a inviare squadre di ricerca e rimozione macerie per chi è ancora intrappolato”.

Contestata presidente in area colpita da terremoto

Un gruppo di residenti e familiari di persone rimaste intrappolate sotto le macerie di un edificio crollato durante i terremoti in Venezuela ha contestato la presidente Delcy Rodrìguez durante una visita a un quartiere benestante di Caracas. Lo ha riferito un giornalista dell’Afp presente sul posto. Mercoledì, il Venezuela è stato colpito da due violenti terremoti – di magnitudo 7.2 e 7.5 – che hanno causato almeno 920 vittime, secondo gli ultimi dati ufficiali. Le scosse hanno provocato il crollo di centinaia di edifici a Caracas e a La Guaira, lo Stato più colpito. La presidente ad interim si è recata sul luogo delle operazioni di soccorso all’edificio “Petunia”, una struttura di 22 piani nella zona orientale di Caracas crollata. “Ne abbiamo abbastanza di propaganda politica durante una tragedia come quella che stiamo vivendo”, hanno gridato decine di persone rivolgendosi a Rodrìguez da dietro il cordone di sicurezza. “Il governo non sta facendo nulla per la popolazione”, hanno aggiunto.

Tsunami, il cane soccorritore che cerca superstiti tra le macerie

Tra i protagonisti delle operazioni di soccorso dopo i devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela c’è Tsunami, un border collie addestrato alla ricerca di persone sepolte sotto edifici crollati. Insieme al suo conduttore, il soccorritore Jorge Beens, il cane opera con il centro di formazione delle unità cinofile d’intervento nei disastri, contribuendo all’individuazione di sopravvissuti tra le macerie. Uno degli interventi più significativi è avvenuto nelle Residenze Rita, a Caracas, dove Tsunami ha segnalato la presenza di un anziano intrappolato, consentendone il successivo salvataggio.
Il border collie, salvato in passato da una situazione di abbandono e maltrattamenti, aveva già partecipato alle missioni di soccorso dopo il terremoto in Turchia del 2023 e alle operazioni per le frane di Las Tejerías ed El Castaño, diventando oggi uno dei simboli della speranza nelle aree devastate dal sisma. A Tsunami è dedicato anche un account Instagram con oltre 21mila follower.

Gli Usa inviano una squadra di soccorso di 250 persone

Gli Stati Uniti hanno annunciato l’invio in Venezuela di una squadra di soccorso composta da oltre 250 persone, tra cui tre unità speciali di ricerca e salvataggio, per individuare eventuali sopravvissuti al devastante terremoto di mercoledì. Le tre unità speciali comprendono vigili del fuoco, medici, paramedici, ingegneri e specialisti nella ricerca con unità cinofile, per un totale di 18 cani addestrati a localizzare persone intrappolate tra le macerie. Le squadre sono partite da Miami, Los Angeles e dalla contea di Fairfax, vicino a Washington. Gli Usa hanno anche annunciato lo schieramento di due navi da guerra, aerei da trasporto ed elicotteri, nonché lo stanziamento di 150 milioni di dollari in aiuti per il Venezuela. Inoltre, il maggiore generale dei Marines Kevin Jarrard è arrivato nella capitale, Caracas, per coordinare le operazioni di soccorso del dipartimento della Difesa.

Trovato morto il promettente centrocampista Berroteran: lutto nel calcio venezuelano

È stato trovato morto Yimvert Berroteran, il centrocampista diciottenne della nazionale Under 20 e dell’Universidad Central de Venezuela (Ucv), del quale non si avevano più notizie dopo le scosse che hanno devastato lo Stato di La Guaira. Berroteran era stato visto per l’ultima volta nel settore di Los Corales, una delle aree più colpite dal sisma. A confermare il decesso è stata la Federazione venezuelana di calcio (FVvf), che ha espresso “profondo dolore” per la scomparsa di uno dei suoi giovani talenti. “Il calcio venezuelano saluta con immenso dolore un ragazzo che ha rappresentato con orgoglio i colori del Paese”, si legge nella nota, che conclude: “La tua luce continuerà a vivere in ogni battito Vinotinto”.

Venezuela, la presidente ad interim Delcy Rodríguez sente Trump e Rubio

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha reso noto di aver ricevuto una telefonata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e dal segretario di Stato Marco Rubio, che hanno confermato il sostegno di Washington al Paese dopo i devastanti terremoti che questa settimana hanno colpito soprattutto la regione costiera di La Guaira. Rodriguez ha aggiunto che Trump ha riaffermato “l’impegno a sostenere gli sforzi di soccorso” con l’invio di squadre di emergenza, personale specializzato, assistenza ai rifugi temporanei e aiuti umanitari per le famiglie colpite dal sisma. Rodríguez ha infine espresso “profonda gratitudine” per quello che ha definito “un gesto di amicizia e cooperazione”.

Un nuovo terremoto di magnitudo 4.9 avvertito in Venezuela, giorni dopo i due devastanti sisma

Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4.9 è stata registrata oggi nel centro del Venezuela, con epicentro a 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, a una profondità di 4,6 chilometri. Lo rende noto la Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis), mentre il sisma è stato confermato anche dall’Istituto geologico degli Stati Uniti (Usgs). Secondo numerose segnalazioni sui social media, la scossa è stata avvertita negli Stati di Aragua, Carabobo, Miranda e La Guaira, oltre che nel Distretto Capitale, dove si trova Caracas.

Venezuela, arrivate le squadre di soccorso da nove Paesi

Nelle ultime ore sono giunte in Venezuela squadre di soccorso provenienti da Spagna, Messico, Colombia, Cile, Ecuador, El Salvador, Stati Uniti, Repubblica Dominicana e Svizzera per trarre in salvo le vittime rimaste intrappolate negli edifici crollati dopo i due violenti terremoti di mercoledì scorso. Lo ha reso noto la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodríguez, aggiungendo che nelle prossime ore si uniranno al gruppo anche le squadre provenienti da altri paesi, come Germania e Italia.

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