Guerra in Iran. Meloni: “Non abbiamo partecipato alla guerra, abbiamo rispettato gli impegni”

“L’Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran. Essi, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione”, ha scritto su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqei, commentando l’intervista di ieri di Mark Rutte a Fox News. Il segretario generale della Nato ha messo in imbarazzo il governo italiano dicendo che “500 aerei sono decollati dalle basi Usa in Italia per sostenere l’azione militare Usa contro l’Iran”. Il presidente americano, Donald Trump, è “rimasto turbato non solo ma anche dall’Italia” ma le relazioni con il Paese “vanno avanti senza ostacoli”. E’ il messaggio che ha dato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando con i giornalisti a Manama.

Teheran: “Non garantito un passaggio sicuro a Hormuz nelle rotte non autorizzate”

L’Autorità dello Stretto del Golfo Persico (Pgsa), l’agenzia governativa iraniana incaricata di autorizzare e regolamentare il transito marittimo attraverso lo stretto di Hormuz, ha dichiarato che “qualsiasi passaggio attraverso rotte al di fuori del quadro designato dall’autorità non sarà coperto da garanzie di passaggio sicuro e non darà diritto a copertura assicurativa o alle relative responsabilità”. E’ quanto si legge in una nota diffusa in risposta a numerose “richieste di informazioni” e dopo l’attacco subito oggi da un’imbarcazione battente bandiera di Singapore al largo delle coste dell’Oman. “Le conseguenze derivanti dal transito attraverso rotte non autorizzate saranno responsabilità dell’armatore, dell’operatore e del comandante della nave”, conclude il messaggio dell’autorità

Onu: “Sospeso il piano di evacuazione di Hormuz dopo l’attacco nel golfo di Oman”

Il piano per l’evacuazione delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz è stato temporaneamente sospeso dopo l’attacco avvenuto oggi nel Golfo dell’Oman contro un’imbarcazione che aveva appena attraversato il corridoio marittimo. Lo ha annunciato l’Organizzazione marittima internazionale (Omi). In una nota, il segretario generale dell’agenzia Onu, Arsenio Dominguez, ha spiegato di aver deciso di interrompere temporaneamente l’attuazione del piano “per verificare che siano ancora garantite le necessarie condizioni di sicurezza, sia per le navi inserite nel programma di evacuazione sia per tutte le imbarcazioni che operano nella regione”

Wsj: “I pasdaran hanno attaccato una nave nello stretto di Hormuz”

Il ‘Wall Street Journal’ ha citato funzionari statunitensi secondo i quali “le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno attaccato oggi una nave mercantile battente bandiera di Singapore nello Stretto di Hormuz”

Wsj: “Teheran punta a generare miliardi di dollari dalle tariffe di Hormuz”

L’Iran sta valutando un sistema per generare miliardi di dollari imponendo tariffe alle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti iraniane, secondo cui il piano prevede la riscossione di pagamenti per servizi di sicurezza, protezione e tutela ambientale lungo uno dei principali check-point energetici mondiali, attraverso il quale transita circa un quinto del petrolio globale. Teheran stima che il meccanismo potrebbe produrre fino a 40 miliardi di dollari l’anno e punta a coinvolgere anche i Paesi del Golfo nella gestione e nella distribuzione dei proventi. La proposta, tuttavia, incontrerebbe la ferma opposizione di Stati Uniti, Oman e altri Paesi della regione, che ribadiscono come le rotte marittime internazionali debbano restare libere da pedaggi o tasse di transito

Dichiarazione Usa-Paesi del Golfo: “Ok ai negoziati, stop alle ostilità”

“Accogliamo con favore la firma del memorandum d’intesa tra Washington e Teheran e prendiamo atto dell’importanza della mediazione intrapresa da Pakistan e Qatar. Sottolineiamo la necessità di mantenere lo slancio dei negoziati per porre fine alle ostilità e impedire all’Iran di sviluppare un’arma nucleare”. Lo si legge nella dichiarazione congiunta di Stati Uniti e Paesi del Golfo. “La pace nella regione – prosegue la dichiarazione – richiede di contrastare le minacce provenienti dall’Iran, tra cui i suoi missili, i droni e il sostegno ai suoi gruppi alleati. Sottolineiamo l’importanza della riapertura dello Stretto di Hormuz e che la libertà di navigazione senza restrizioni è essenziale per la sicurezza della regione e del mondo. Qualsiasi investimento o scambio commerciale con l’Iran è subordinato al rispetto del memorandum d’intesa e dell’accordo definitivo. Riaffermiamo il nostro impegno a favore della sovranità, della sicurezza e dell’integrità territoriale del Libano e accogliamo con favore i negoziati tra Israele e Libano promossi dagli Stati Uniti. Sottolineiamo l’importanza di mantenere aperto il processo negoziale tra Israele e Libano e che questo non venga collegato ad altri conflitti. Affermiamo che la sovranità del Libano non sarà raggiunta finché i gruppi non governativi manterranno capacità militari al di fuori dell’autorità dello Stato. Chiediamo il disarmo di tutti i gruppi, il ripristino del monopolio statale libanese sull’uso della forza e il sostegno alle sue forze armate. Condanniamo gli attacchi lanciati da gruppi iracheni fedeli all’Iran contro i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo. Ci opponiamo all’imposizione di qualsiasi tariffa, tassa o tentativo di esercitare un controllo sullo Stretto di Hormuz”

Meloni: “Non abbiamo partecipato alla guerra in Iran, abbiamo rispettato gli impegni”

In merito all’Iran “vale quello che ha già detto il ministro Crosetto. Noi non abbiamo partecipato al conflitto in Iran. Del resto, se avessimo partecipato non si spiegherebbe questa delusione che viene reiterata da parte del presidente americano molto spesso”. Così la premier, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron, ad Antibes, in Francia. “Noi abbiamo rispettato i nostri impegni, chiaramente, cedendo le basi per attività che non erano cinetiche, ma che erano di natura logistica e tecnica – ha spiegato – quando si sono prospettate delle richieste che esulavano da quel perimetro, noi non abbiamo concesso l’utilizzo, l’autorizzazione, Quindi il Governo ha fatto esclusivamente quello che ha dichiarato in Parlamento”

Meloni: “Continueremo a fare la nostra parte per la libertà di navigazione a Hormuz”

“Sul medio Oriente noi continueremo a fare la nostra parte per dare una mano nell’intesa tra Usa e Iran soprattutto per garantire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz che è una priorità strategica per tutti”. Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron al termine dell’incontro bilaterale

Atterraggio di emergenza per l’elicottero di Herzog in Israele

L’elicottero che trasportava il Presidente israeliano, Isaac Herzog, è stato costretto a un atterraggio di emergenza presso una base dell’aeronautica militare nel centro di Israele, di ritorno da una cerimonia per il dodicesimo anniversario dell’Operazione Protective Edge, a seguito dell’impatto con un uccello. Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha annunciato che non ci sono state vittime né danni. L’equipaggio è stato trasferito su un altro elicottero e ha ripreso il volo.
L’incidente è oggetto di indagine e l’elicottero è stato affidato ai tecnici dell’aeronautica per ulteriori verifiche, con l’obiettivo di ripristinarne l’operatività il prima possibile

Macron: “Con Meloni lanciamo una coalizione sul meccanismo post Unifil in Libano”

“Per il Libano, la Francia e l’Italia hanno un ruolo particolare perché entrambe contribuiscono all’Unifil e insieme al presidente” Meloni “vogliamo lanciare una coalizione su un meccanismo post Unifil, naturalmente in collaborazione con l’Unione Europea e le Nazioni Unite, per rafforzare la sovranità in Libano e evitare che il suo territorio diventi il punto di partenza una nuova escalation regionale. Da questo punto di vista, penso che la nostra collaborazione sia eccellente, speriamo potrà aprire una prospettiva in vista della fine del mandato dell’Unifil”. Lo ha dichiarato Emmanuel Macron in conferenza stampa con Giorgia Meloni

Usa-alleati Golfo: “Per una pace duratura affrontare anche missili e proxy dell’Iran”

I ministri degli Esteri del Golfo e degli Stati Uniti affermano che nei negoziati con gli ayatollah devono essere affrontati anche i ‘proxy’ di Teheran e il programma missilistico dell’Iran. “I ministri hanno sottolineato che una pace e una sicurezza regionali durature richiedono di affrontare l’intero spettro delle minacce rappresentate dall’Iran, compresi i suoi missili balistici, i droni e il sostegno ai gruppi alleati (proxy) nella regione”, hanno dichiarato in un comunicato congiunto diffuso al termine di una riunione co-presieduta dal segretario di Stato statunitense Marco Rubio a Manama, capitale del Bahrein

Araghchi sente omologo omanita: “Definiremo insieme le regole per Hormuz”

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha sentito il suo collega omanita Badr Albusaidi per discutere della gestione dello stretto di Hormuz. “Abbiamo ribadito che Iran e Oman condurranno un dialogo per definire la futura amministrazione e i servizi marittimi nello Stretto di Hormuz”, ha spiegato lo stesso Araghchi su X. “Siamo determinati e lo faremo in discussione con i nostri vicini”, ha confermato.

Teheran: “Da Hormuz si passa solo col nostro ok, altrimenti rischiate conseguenze”

La Marina dei pasdaran sta diffondendo un messaggio audio a tutte le navi nei mari di Hormuz e dell’Oman nel quale sottolinea come il transito nello Stretto sia consentito solo con il loro via libera e lungo rotte designate. Il messaggio audio è ripreso da molti account X, e viene messo in relazione con l’imbarcazione colpita da un proiettile, nel pomeriggio, vicino all’Oman.
“Il transito nello Stretto di Hormuz è consentito solo con l’autorizzazione della Marina e lungo le rotte designate – si sente dire alla radio dai pasdaran – Qualora una qualsiasi imbarcazione tenti di transitare senza la nostra autorizzazione, con l’Ais (il sistema di tracciamento, ndr) disattivato o al di fuori della rotta designata, sarà responsabile di tutte le conseguenze e i pericoli”.

Netanyahu: “Altre missioni da portare a termine con Iran, Hamas, Hezbollah”

“Ci sono ancora altre missioni da portare a termine, altre cose da fare riguardo all’Iran, Hezbollah e Hamas”. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu alla cerimonia del fine corso degli ufficiali.

Vance: “Avremo canale diretto con i pasdaran per risolvere le controversie”

Durante i colloqui in Svizzera, gli Stati Uniti hanno deciso di istituire un canale di comunicazione diretto con i Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, in modo da “risolvere le controversie”e ridurre il rischio di una nuova escalation. Lo ha dichiarato il vicepresidente americano JD Vance in una intervista al sito di notizie britannico UnHerd, affermando che questo accordo di principio è uno dei risultati più significativi dei colloqui che si sono svolti in Svizzera.
“Uno degli obiettivi che volevamo raggiungere era un canale da parte iraniana per ridurre il conflitto”, ha affermato Vance spiegando che i negoziatori inviati da Teheran hanno dato il loro assenso di principio. “Va bene, invieremo qualcuno delle Guardie Rivoluzionarie a Doha per incontrare qualcuno del Centcom ed è così che risolveremo molte di queste controversie”, ha affermato.

Colpita una nave a Hormuz: nessuna vittima

Una nave è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz: lo segnala l’agenzia marittima britannica Ukmto. “L’Ukmto – si legge sul sito dell’agenzia – ha ricevuto la segnalazione di un incidente avvenuto a 7,5 miglia nautiche a sud-est di Dahit, in Oman. Una nave mercantile è stata colpita sul lato di dritta da un proiettile non identificato, causando danni al ponte di comando. Il comandante ha riferito che non ci sono state vittime e che non si sono registrati impatti ambientali”.

Crosetto: “Parole di Rutte inopportune e superflue, sempre operato nel rispetto dei trattati”

“Le parole a ‘caso’ del Segretario Generale della Nato, inopportune e superflue, amplificate da un approccio politico interno sempre pronto a danneggiare l’Italia pur di colpire il Governo pro tempore, stanno generando una tempesta in un bicchiere d’acqua sul piano interno, ma rischiano di produrre conseguenze ben più serie sul piano internazionale. Lo ribadisco in modo chiaro, semplice e inequivocabile. Il personale della Difesa italiana che, quotidianamente, ha gestito i rapporti tecnici con gli Stati Uniti in relazione all’utilizzo delle basi ha sempre operato nel pieno e rigoroso rispetto dei trattati vigenti e delle norme che regolano tali attività. Quando le richieste presentate uscivano dal perimetro consentito dai trattati, l’autorizzazione è stata negata. È già accaduto e tutti lo ricordano”. Lo ha detto in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto riferendosi alle dichiarazioni di Mark Rutte, in un’intervista a Fox News.

Israele: “Non ci ritiriamo dal sud del Libano fino al disarmo di Hezbollah”

“Non ritireremo le nostre forze dal sud del Libano fin quando Hezbollah continuerà a costituire una minaccia, non sarà disarmato e smilitarizzato”. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del governo israeliano, David Mencer.

Ghalibaf sconfessa Trump: “Fondi iraniani sbloccati acquisteranno prodotti agricoli Usa? Una falsità”

Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha accusato Washington di diffondere informazioni false sulla destinazione dei fondi iraniani sbloccati.
“Gli Stati Uniti affermano falsamente che i nostri beni sbloccati serviranno ad acquistare i loro prodotti agricoli – ha scritto Ghalibaf su X – Interessante. L’unico raccolto che stiamo mietendo è quello che avete seminato voi: decenni di sfiducia. È un raccolto biologico, abbondante e coltivato in cas. Ma a quanto pare gli Stati Uniti esportano soltanto soia Ogm, promesse non mantenute e parole offensive”.

Al via terzo giorno colloqui diretti tra Libano e Israele negli Usa

Sono ripresi i colloqui diretti tra israeliani e libanesi a Washington, incentrati sugli accordi per il cessate il fuoco, il coordinamento della sicurezza e il dispiegamento delle forze libanesi nel sud del Libano. E’ il terzo giorno che le delegazioni si incontrano in questo quinto round di negoziati da quando hanno preso il via lo scorso aprile.

Ghalibaf: “Falso compreremo beni Usa con asset scongelati”

Il presidente del parlamento iraniano, Mohammed Ghalobaf, ha smentito che Teheran userà i suoi beni scongelati per comperare prodotti americani, come invece sostenuto da Donald Trump. “L’America afferma falsamente che con i nostri asset scongelati acquisteremo loro beni agricoli”, ha scritto su X. “Interessante. L’unico raccolto che stiamo mietendo è quello che avete seminato voi: decenni di sfiducia. E’ biologico, abbondante e fatto in casa. Ma a quanto pare gli Usa esportano solo soia Ogm, promesse infrante e chiacchiericcio”, ha aggiunto.

Rubio in Bahrein: “Israele e Libano vicini a un impegno d’intenti nei colloqui”

“Le autorità israeliane e libanesi stanno facendo buoni progressi nei colloqui negli Stati Uniti e sono vicini a un impegno d’intenti tra i due paesi”. Lo ha detto il Segretario di Stato Usa Marco Rubio durante una conferenza stampa al termine della visita in Bahrein. “Penso sarà lo schema di un futuro promettente, ma richiederà tempo e molto lavoro”, ha aggiunto.

Media Libano: “Tre morti e un ferito per raid israeliano”

Tre persone sono state uccise e una è rimasta ferita a seguito di un attacco israeliano che ha preso di mira un veicolo Honda Crv sulla strada tra Zawtar e Mayfadoun, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa libanese Nna.

Tajani ad Araghchi: “Italia non ha mai preso parte ad azioni belliche”

“Ho parlato con il ministro degli Esteri iraniano Araghchi. L’Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare e non ha mai autorizzato l’utilizzo delle basi per azioni di guerra contro l’Iran, nel rispetto più rigoroso dei trattati con gli Stati Uniti”. Così su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Ho chiesto che si torni a una piena apertura dello Stretto di Hormuz – aggiunge – favorendo il passaggio di tutte le navi cargo italiane ancora bloccate. La riapertura dell’ambasciata italiana a Teheran è un forte segnale di dialogo anche in vista della ripresa dei rapporti economici e culturali”.

Rubio: “Delusione da Trump, ma non ci sono ostacoli a relazioni con Italia”

Il presidente americano, Donald Trump, è “rimasto turbato non solo ma anche dall’Italia” ma le relazioni con il Paese “vanno avanti senza ostacoli”. E’ il messaggio che ha dato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando con i giornalisti a Manama. “Le nostre relazioni con l’Italia continuano senza ostacoli, a tutti i livelli, a livello militare e non solo”, ha spiegato. “Ovviamente, il presidente è molto turbato perché ritiene che non solo l’Italia, ma anche altri Paesi, in un momento in cui ci trovavamo ad affrontare una minaccia, non solo per noi, ma soprattutto per l’Europa, molti paesi europei non si siano fatti avanti e non abbiano fatto abbastanza, non c’erano, l’Italia, purtroppo, è tra questi”, ha evidenziato il capo della diplomazia americana. “Ma lavoreremo su questo, e i suoi punti di vista su questo sono stati molto chiari e non dovrebbero sorprendere nessuno. Lo ha detto ripetutamente. E sono sicuro che questi punti verranno riproposti durante il vertice Nato tra un paio di settimane”, ha concluso Rubio.

Rubio: “Buon rapporto con Tajani; firmeremo intese”

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, conferma “i buoni rapporti” con il ministro degli Esteri italiani, Antonio Tajani, pur affermando la sua “delusione” per l’annullamento del business forum che doveva tenersi a Miami lunedì ma assicura che “gli accordi previsti saranno comunque firmati” in qualche altro luogo. “Ho un buon rapporto con lui”, ha detto ai giornalisti a Manama riferendosi al ministro Tajani. “Mi ha chiamato, mi ha detto che non sarebbe venuto a Miami. Immagino che sia stato un peccato che un evento del genere sia stato annullato, secondo me avrebbero dovuto venire comunque, ma detto questo, avevamo degli accordi pronti per la firma. Li firmeremo presto. Troveremo solo un luogo dove farlo”, ha spiegato.

Rubio: “Stati Golfo contrari a ogni pedaggio a Hormuz”

“Una cosa è emersa con chiarezza: non c’è alcun sostegno, nessun sostegno da parte dei Paesi del Golfo, a qualsiasi tipo di pedaggio, tassa o qualsiasi altra forma di addebito per l’utilizzo delle acque internazionali”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando con i giornalisti al termine del suo incontro con i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo a Manama. “Il presidente ha chiarito che questo non accadrà. Non farà parte di questo accordo. Non può farne parte. Lo ha ribadito ieri nello Studio Ovale durante una conferenza stampa, e io ho ribadito questo concetto, il che credo sia stato un messaggio positivo anche da parte dei nostri partner”, ha aggiunto.

Pasdaran, Israele lasci il Libano oggi o sarà costretto a fuggire

Il comandante della Forza Quds iraniana, Esmail Qaani, ha dichiarato che Israele deve lasciare il Libano oggi o affrontare un ritiro forzato e una sconfitta. “Dovete lasciare tutto il Libano – ha dichiarato Qaani – Questa terra è un campo di battaglia per la fermezza e la resistenza, non un parco giochi per gli occupanti”. “Se non vi ritirate di vostra spontanea volontà oggi, domani sarete costretti a fuggire in preda all’umiliazione e alla sconfitta”, ha affermato, come riportano i media iraniani.

Oman: “Nessun pedaggio Hormuz negli accordi con Teheran”

L’Oman ha assicurato che non verranno imposti pedaggi per il transito nello stretto di Hormuz, dopo che nei giorni scorsi Muscat e Teheran avevano parlato della possibilità di discutere i “costi” dei servizi legati alla navigazione nel passaggio marittimo. Il ministro degli Esteri omanita, Badr Albusaidi, ha dichiarato che “i futuri accordi riguardanti lo stretto non comporteranno l’imposizione di alcuna tassa di transito”. La dichiarazione è stata resa a Manama, capitale del Bahrain, durante una riunione dei ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo con il segretario di Stato americano, Marco Rubio.

Paesi Golfo a Rubio: “Intesa garantisca nostra sicurezza”

I Paesi arabi del Golfo Persico hanno chiesto agli Stati Uniti che qualsiasi accordo futuro con l’Iran tenga conto dei loro interessi e della loro sicurezza e garantisca la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso il quale esportano petrolio e gas. La richiesta è stata avanzata dai ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo durante un incontro con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, nella capitale del Bahrein, Manama. “E’ stato sottolineato che qualsiasi futura intesa o accordo deve includere le esigenze degli Stati del Consiglio in modo da salvaguardarne gli interessi e garantirne sicurezza e stabilità”, ha affermato il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Jasem Albudaiwi. Secondo Albudaiwi, gli accordi dovrebbero basarsi “sui principi del diritto internazionale, sul rispetto della sovranità degli Stati, sul buon vicinato e sulla non ingerenza negli affari interni”, contribuendo così alla stabilità regionale. I Paesi del Golfo hanno inoltre espresso sostegno ai negoziati tra Washington e Teheran avviati sulla base del memorandum d’intesa firmato la scorsa settimana per porre fine alla guerra e riaprire lo stretto di Hormuz. Durante l’incontro è stato accolto con favore ogni sforzo diplomatico volto a favorire la de-escalation, la sicurezza delle rotte marittime e la libertà di navigazione. Rubio, che conclude in Bahrain una missione nei Paesi del Golfo che ha toccato anche Emirati Arabi Uniti e Kuwait, ha ribadito che è “inaccettabile” l’ipotesi che l’Iran imponga pedaggi alle navi in transito nello stretto di Hormuz. Il segretario di Stato ha inoltre assicurato che Washington punta a un accordo con Teheran, ma “non a qualsiasi prezzo”, e che gli interessi e la sicurezza degli alleati arabi saranno tenuti in considerazione in ogni futura intesa.

Israele smentisce ritiro Idf da parti della zona cuscinetto

Funzionari di sicurezza ed esercito israeliani negano le notizie di stampa secondo cui l’Idf si sarebbe ritirato da parti della zona cuscinetto in territorio libanese. Lo riporta il Times of Israel, sottolineando che secondo i funzionari i vertici politici non hanno ancora dato all’esercito israeliano l’ordine di ritirarsi. L’eventuale ritiro dell’Idf da alcune zone del Libano meridionale è stato discusso nel corso dei negoziati diretti tra Israele e il Libano, ma non è stato ancora raggiunto alcun accordo.

Navi Maersk sono riuscite a uscire da Stretto di Hormuz

La compagnia di navigazione danese Maersk ha riferito che la sua nave portacontainer Maersk Baltimore e un’altra nave noleggiata sono riuscite a uscire dallo Stretto di Hormuz.

Petroliera liberiana supera Hormuz seguendo rotta Onu-Oman

Una petroliera liberiana è riuscita a superare lo Stretto di Hormuz nonostante le minacce della Guardia Rivoluzionaria iraniana, utilizzando una nuova rotta vicino alle coste dell’Oman promossa dall’Organizzazione marittima internazionale delle Nazioni Unite (Imo). Il transito della Stoic Warrior e le minacce giungono in un momento di crescente tensione tra l’Iran e gli Stati Uniti riguardo ai termini dell’accordo provvisorio volto a porre fine in modo definitivo alla guerra.

Turchia: “Schierato un sistema difensivo Patriot tedesco nel sud est”

Il ministero della Difesa di Ankara ha affermato che, nell’ambito del piano di Difesa permanente della Nato, un sistema difensivo aereo Patriot tedesco è stato schierato nell’impianto militare di Kurecik, in provincia di Malatya nel sud est del Paese. “Nell’ambito del Piano di Difesa Permanente della Nato, un sistema di difesa aerea Patriot tedesco è stato schierato a Kurecik per rafforzare la difesa aerea dell’Alleanza e, il 24 giugno 2026, ha assunto il servizio del sistema di difesa aerea Patriot statunitense schierato nella stessa area”, ha affermato il portavoce del ministero della Difesa, Zeki Akturk, come riferisce l’emittente Haberturk.
La scorsa settimana, sempre nell’ambito del piano di Difesa permanente della Nato, un sistema di difesa aerea Samp-T italiano era stato schierato in una base militare di Konya, nell’Anatolia centrale, mentre durante il conflitto tra Iran e Stati Uniti il sistema difensivo della Nato, schierato nel Mediterraneo orientale, aveva intercettato quattro missili lanciati dall’Iran verso lo spazio aereo turco e la Nato ha schierato una nuova batteria di missili Patriot presso la base militare di Incirlik, nella Turchia sud orientale.

Media, 1.100 marittimi evacuati dall’Onu a Hormuz

Circa 1.100 marittimi sono stati evacuati finora a bordo di navi che hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nell’ambito di un piano di evacuazione delle Nazioni Unite. Lo scrive Reuters, citando dati dell’agenzia marittima delle Nazioni Unite, ripreso da Iran International. I dati hanno mostrato che 57 navi hanno attraversato il canale navigabile nell’ambito del programma tra il 23 e il 25 giugno.

Media: “Idf si è ritirato da una parte della zona cuscinetto nel sud del Libano”

Israele si è ritirato da una parte della zona cuscinetto nel sud Libano. Lo riportano i media israeliani citando un fonte americana di Reuters. Un funzionario del Dipartimento di Stato americano ha dichiarato che Israele si sta ritirando da alcune aree della zona di sicurezza “come gesto di buona volontà nei confronti del governo libanese”, aggiungendo che l’esercito libanese si ristabilirà in queste aree. Una fonte della tv pubblica israeliana Kan ha smentito la notizia, nonostante nei giorni scorsi siano già stati registrati movimenti di truppe.

Idf: “Ucciso a Gaza il comandante del centro produzione armi della Jihad Islamica”

“Martedì, in un attacco mirato nell’area di Khan Younis, l’Idf ha eliminato il terrorista Adam Muhammad Ibrahim Abu Hadid, comandante del centro di produzione di armi dell’organizzazione terroristica Jihad Islamica”. Lo comunica il portavoce dell’Idf in una nota, aggiungendo che “Abu Hadid era coinvolto in diverse fasi del processo produttivo e supervisionava le infrastrutture utilizzate per la fabbricazione di ulteriori armi destinate ad attaccare le truppe e i civili israeliani”.

Rubio: “Con pedaggi a Hormuz sarà caos totale nel mondo”

Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha ribadito il rifiuto di Washington all’introduzione di pedaggi nello stretto di Hormuz, affermando che una simile misura potrebbe generare un “caos totale”. “Se accettassimo che si possa far pagare l’utilizzo di una via navigabile internazionale perchè si trova vicino allo spazio territoriale di un Paese, questo si diffonderebbe nel mondo come un’epidemia”, ha avvertito Rubio durante una riunione con i ministri degli Esteri del Consiglio di Cooperazione del Golfo a Manama, in Bahrein.

Maersk riprende il transito attraverso Stretto Hormuz

La compagnia di navigazione danese Maersk ha ripreso il transito delle proprie navi attraverso lo stretto di Hormuz dopo la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. La decisione è arrivata dopo che due cargo della compagnia hanno attraversato l’area nelle ultime ore senza incidenti. “La decisione di avviare il transito attraverso lo stretto di Hormuz è stata presa sulla base di valutazioni di sicurezza dettagliate e delle raccomandazioni dei partner responsabili della sicurezza nella regione”, ha spiegato la società in una nota. La Maersk Baltimore e un’altra nave noleggiata dalla compagnia hanno attraversato lo stretto tra la tarda serata di ieri e le prime ore di oggi. “Siamo lieti di confermare che entrambi i viaggi sono stati completati con successo senza alcun problema”, ha aggiunto la compagnia. Maersk mantiene attualmente tre navi cargo nella regione e ha annunciato che tenterà “più avanti” ulteriori transiti attraverso Hormuz. La scorsa settimana il gruppo aveva dichiarato che non avrebbe ripreso la navigazione nello stretto finché non fossero state garantite condizioni di sicurezza adeguate. Secondo la piattaforma di monitoraggio marittimo Kpler, il traffico attraverso Hormuz sta gradualmente tornando a crescere, con circa 31 navi al giorno che transitano attualmente nell’area. Prima dello scoppio del conflitto armato del 28 febbraio, il passaggio registrava mediamente tra 100 e 120 imbarcazioni al giorno.

Iran: “Provvedimenti contro il transito da Hormuz non autorizzato”

La Marina delle Guardie della rivoluzione islamica iraniana ha messo in guardia rispetto al passaggio su rotte non autorizzate dall’Iran attraverso lo Stretto di Hormuz, affermando che “saranno presi provvedimenti” contro le navi che non osservano questa condizione. “Il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz è possibile solo attraverso le rotte designate dall’Iran, e verranno presi provvedimenti contro le navi che non si conformano”, si legge in un comunicato della marina dei pasdaran, come riferisce l’agenzia Isna. “Poche ore fa, senza alcun preavviso o coordinamento con l’Iran, alcune autorità hanno annunciato una nuova rotta per il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz. Questa rotta è inaccettabile e assolutamente pericolosa”, hanno dichiarato le Guardie della rivoluzione, senza aggiungere ulteriori dettagli.

Rubio: “Usa vogliono accordo ma non a qualunque prezzo”

Gli Stati Uniti “vogliono un accordo con l’Iran ma non a qualcuno prezzo”. Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, oggi in Bahrein per incontrare i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo.

Rubio: “Nessuna intesa con Teheran a danno dei Paesi del Golfo”

Gli Stati Uniti non accetteranno alcun accordo con l’Iran che possa danneggiare gli interessi dei Paesi del Golfo. Lo ha affermato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, all’incontro con i ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo. “Vogliamo confermare che qualsiasi decisione presa nei colloqui con l’Iran garantirà gli interessi dei nostri alleati nella regione”, ha dichiarato Rubio, sottolineando che Washington “non accetterà un accordo con l’Iran che sia in contrasto con gli interessi degli Stati del Golfo”. Il capo della diplomazia americana ha inoltre ribadito la volontà degli Stati Uniti di mantenere “la partnership e l’alleanza con i Paesi del Golfo” e si è detto fiducioso che i negoziati tra Libano e Israele possano produrre “risultati positivi”.

Teheran: “Italia e Romania spieghino complicità nella guerra”

“L’Italia e la Romania sono esplicitamente nominate dal segretario generale della Nato come partecipanti all’aggressione contro l’Iran. Essi, insieme a tutti gli altri Paesi europei che hanno sostenuto l’aggressione americano-israeliana contro l’Iran, devono spiegare ai propri cittadini e al mondo perché hanno scelto di colludere in questo palese atto di aggressione e nella commissione di atrocità di massa contro le popolazioni iraniane a Minab, Lamerd, Teheran, Isfahan, Sanandaj, Hamadan, Tabriz, Shiraz, Bandar Abbas”. Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqei, commentando l’intervista di ieri di Mark Rutte a Fox News. “Si tratta di una chiara e schiacciante ammissione della complicità attiva della Nato in una guerra di aggressione illegale contro uno Stato membro sovrano delle Nazioni Unite: una flagrante violazione delle norme imperative del diritto internazionale e dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite. L’Organizzazione e i suoi singoli Stati membri che hanno partecipato a tale processo decisionale devono essere ritenuti responsabili di tutte le conseguenze”, afferma ancora il portavoce.

Pasdaran: “Provvedimenti per navi che non rispetteranno a Hormuz le rotte designate”

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane afferma che il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz è possibile solo attraverso le rotte designate dall’Iran, e che una nuova rotta annunciata senza coordinamento con l’Iran è inaccettabile e rappresenta un rischio per la sicurezza. I Pasdaran affermano che adotteranno provvedimenti contro le imbarcazioni che non rispetteranno i requisiti. “Senza informare o coordinarsi con la Repubblica islamica dell’Iran, alcune autorità hanno annunciato una nuova rotta per le navi nello Stretto di Hormuz, il che è inaccettabile e assolutamente pericoloso”, si legge nella dichiarazione dei Pasdaran. “Vi avvertiamo di evitare rigorosamente qualsiasi traffico al di fuori delle rotte annunciate”, si legge nel comunicato, che aggiunge che “le imbarcazioni che non rispetteranno le regole saranno sanzionate”.

Trump: “L’Iran non avrà mai l’arma nucleare”

“Abbiamo firmato un accordo che ha ottenuto ciò che nessun presidente aveva fatto prima: l’Iran non avrà mai l’arma nucleare”. Lo ha detto Donald Trump a Washington. “Il Medio Oriente è ora più sicuro”, ha aggiunto il presidente americano.

Libano: Onu, famiglie rientrano a casa ma c’è il rischio mine

In Libano l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari ha dichiarato che sempre più famiglie stanno tornando nelle proprie comunità o stanno cercando di farlo nel sud del Libano. “Tuttavia, i rischi per la sicurezza restano una grave preoccupazione, in particolare a causa della presenza diffusa di ordigni inesplosi e di altri residuati bellici esplosivi”, ha spiegato il portavoce dell’Onu, Farhan Haq. Le autorità locali di diversi villaggi del distretto di Tiro, nel governatorato del Sud, hanno emesso avvertimenti dopo segnalazioni sulla presenza di ordigni inesplosi.


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