Teheran aveva denunciato un attacco statunitense contro il porto di Sirik, nello Stretto di Hormuz, e i media iraniani avevano attribuito ai Pasdaran la rivendicazione di averlo respinto, con la minaccia di una risposta. Nelle ore successive, però, quelle dichiarazioni sono state ritirate: Al-Jazeera ha rimosso il lancio e l’agenzia iraniana Fars ha sostenuto che le frasi attribuite alle Guardie rivoluzionarie erano false. Intanto a Washington Israele, Libano e Stati Uniti hanno firmato un accordo quadro al termine del quinto round di negoziati diretti.
Accordo tra Israele e Libano, ma Hezbollah non ci sta
Hormuz, raid americano contro i siti iraniani
Italia e Francia: nuova Unifil con dentro i Paesi del Golfo
Axios: nuovi raid Usa su zona Stretto di Hormuz
“L’esercito statunitense sta conducendo attacchi su obiettivi iraniani nella zona dello stretto di Hormuz in rappresaglia per l’attacco iraniano di questa mattina su una petroliera commerciale”. Lo riporta Axios citando un funzionario statunitense.
Iran: udite esplosioni a Sirik, la stessa località colpita ieri
Sono state udite delle esplosioni a Sirik, nel sud dell’Iran. Lo riporta la tv di Stato Irib. Si tratta della stessa località colpita ieri nei raid americani.
Colloquio tra il premier del Qatar e il ministro degli Esteri saudita
Il primo ministro del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al-Thani, e il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita, il principe Faisal bin Farhan bin Abdullah Al Saud, hanno discusso degli ultimi sviluppi regionali, “in particolare degli sforzi diplomatici per rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione a seguito della firma di un memorandum d’intesa tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran”, si legge in una nota del governo del Qatar.
Nel corso della telefonata, Al-Thani “ha sottolineato l’importanza di preservare la regione dalle conseguenze di attacchi ingiustificati, di garantire la libertà di navigazione a Hormuz, di proseguire sulla via del dialogo e della diplomazia, di ridurre le tensioni. Ha quindi ribadito – prosegue la nota – il pieno sostegno di Doha ai negoziati in corso tra Usa e Iran per raggiungere soluzioni sostenibili alle questioni in sospeso attraverso il dialogo e mezzi pacifici, rafforzando così la sicurezza regionale, aprendo nuovi orizzonti di cooperazione, sviluppo e realizzando gli interessi comuni dei popoli della regione e del mondo.
Trump: “L’Iran ha lanciato 4 droni contro navi ad Hormuz”
“La Repubblica Islamica dell’Iran ha lanciato almeno quattro droni contro navi in transito nello Stretto di Hormuz. Uno dei droni ha colpito in pieno il ponte superiore di una grande e costosissima nave da carico. Sono stati riportati danni, ma la nave ha potuto proseguire la navigazione. Noi abbiamo abbattuto altri tre droni. Ovviamente, si tratta di una folle violazione del nostro accordo di cessate il fuoco”. Lo scrive Donald Trump su Truth.
Trump si è congratulato al telefono con Aoun per intesa Libano-Israele
Il presidente americano, Donald Trump, ha sentito al telefono il presidente libanese, Joseph Aoun, per congratularsi della firma dell’intesa con Israele. Lo riporta Axios che cita funzionari di Stati Uniti e Libano.
Teheran all’Italia: “Offrire sostegno logistico è contributo all’aggressione”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, torna ad attaccare l’Italia affermando che “fornire sostegno ‘tecnico e logistico’ agli aggressori non è altro che un contributo chiaro e diretto alla commissione di una guerra di aggressione illegale di scelta, un atto sfacciato di aggressione e una grave violazione del diritto internazionale”.
Per il portavoce della diplomazia di Teheran la precisazione fornite dall’Italia dopo le affermazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, rappresentano “una palese contraddizione e un argomento fallace mirato a eludere la responsabilità per la complicità in un grave atto illecito a livello internazionale”. Ossia, “negare pubblicamente qualsiasi aiuto o assistenza agli aggressori, mentre si riconosce apertamente il sostegno ‘tecnico e logistico’ che ha consentito e facilitato la guerra di aggressione americana-israeliana illecita contro l’Iran”.
Gli Usa diffondono i video degli attacchi contro i depositi di missili iraniani
Il Comando centrale americano ha diffuso i video degli attacchi contro i depositi di missili e droni iraniani e postazioni radar costiere. Nelle clip di poco più di 30 secondi postata su X si legge solo “unclassified”, “desecretato”.
Netanyahu: “Intendo formare un ampio governo nazionale”
“Non c’è posto per due Stati dal fiume al mare: questo è anche uno dei principi che andranno riconosciuti per fare parte di un ampio governo nazionale che intendo formare. Fino a tre anni fa, esisteva ancora un grande consenso rispetto a questo principio, e credo che le cose siano cambiate”. Lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu.
Ben Gvir: “L’accordo con il Libano è un grande errore”
Il ministro israeliano di estrema destra, Itamar Ben Gvir, ritiene “un grande errore” l’accordo siglato tra Israele e il Libano e si impegna a fare in modo che non si concretizzi. “L’accordo con il Libano è un grande errore, mi sono già rivolto stasera al primo ministro con la richiesta di effettuare una votazione nel gabinetto e sto lottando contro l’accordo da settimane”, scrive su X.
“In effetti, per ora rimaniamo nella maggior parte del territorio, ma lo Stato del Libano non smantellerà Hezbollah dalle sue armi, membri del governo libanese sono ministri di Hezbollah, e non si può fare affidamento sul Libano per togliere le armi a Hezbollah, pretenderò una votazione nel gabinetto. Solo i soldati delle Idf distruggeranno Hezbollah, nessun altro attore lo farà per noi!”, aggiunge.
Netanyahu: “Eliminato il 90% dell’arsenale di Hezbollah”
“Hezbollah aveva un arsenale di 150,000 missili e razzi, ne abbiamo eliminato il 90% e abbiamo ucciso dall’inizio della guerra oltre 9000 membri di Hezbollah”. Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa.
Netanyahu: “Le zone pilota partiranno in due aree a ridosso della Linea Gialla”
“Israele e Libano hanno concordato due aree nei pressi della linea gialla, in cui partirà la zona pilota per il disarmo di Hezbollah e il ridispiegamento dell’esercito libanese”, ha detto Netanyahu in conferenza stampa, mostrando su una mappa i luoghi in discussione.
Netanyahu: “Spezzato l’asse iraniano, ora il disarmo di Hezbollah”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha rivendicato il successo dell’accordo raggiunto con il Libano, sostenendo che è stato reso possibile dai “colpi dolorosi” inflitti a Hezbollah. “Abbiamo spezzato l’asse iraniano”, ha dichiarato Netanyahu, definendo l’intesa con Beirut “un duro colpo per l’Iran e il suo asse”.
Secondo il premier israeliano, Israele e il Libano hanno concordato la creazione di “due zone di sicurezza” per verificare il processo di disarmo di Hezbollah. Netanyahu ha inoltre affermato che Israele non lascerà la zona di sicurezza nel Libano meridionale finchè non avrà verificato l’effettivo disarmo del movimento sciita. Il premier ha infine sostenuto che le forze israeliane hanno distrutto il 90% del sistema missilistico di Hezbollah e che i due Paesi sono riusciti a raggiungere accordi per risolvere il conflitto.
L’esercito israeliano : “Ucciso Walid Haniyeh, nipote dell’ex leader di Hamas”
Giovedì Israele ha ucciso Walid Haniyeh, vicecomandante di compagnia dell’unità élite Nukhba delle Brigate al-Qassam di Hamas. Lo comunica il portavoce dell’Idf in una nota congiunta con lo Shin Bet.
Haniyeh era il nipote di Ismail Haniyeh, il capo dell’Ufficio Politico di Hamas ucciso da Israele a Teheran nel 2024. Secondo il comunicato, Haniyeh ha comandato l’infiltrazione di una cellula terroristica in territorio israeliano il 7 ottobre 2023 ed era coinvolto nel reclutamento di nuovi miliziani.
L’esercito del Libano ai cittadini: “No ad atti che compromettano la pace civile”
L’Esercito libanese ha ribadito “l’importanza dell’unità nazionale e del rispetto dell’ordine pubblico“, annunciando in un comunicato che “non tollererà alcun atto di violenza o turbativa della pace civile”. Il Comando dell’Esercito sottolinea che, “di fronte alle sfide eccezionali dinnanzi il Libano”, pur “affermando il pieno rispetto della libertà di espressione pacifica”, invita i cittadini “ad esercitare la massima responsabilità in visita degli appelli a manifestare e protestare a Beirut e in altre a Beirut e in altre regioni”. “Non permetteranno -si legge nel testo -alcun atto che violi la sicurezza o comprometta la pace civile attraverso iniziative dalle conseguenze non calcolate, blocchi stradali o aggressioni contro beni pubblici e privati”. Il comunicato dell’Esercito giunge dopo le proteste registrate in diverse aree del Paese contro la firma dell’accordo quadro tra Libano e Israele.
Domani al via collaborazione Israele-Libano nelle zone pilota
La collaborazione tra esercito israeliano e libanese sulle ‘zone pilota’ nel sud del Libano inizierà già domani, sotto la supervisione del Comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper che si trova in Israele e domani si recherà al confine nord per questo. Lo riporta Channel 11 citando fonti militari. Secondo l’emittente, il pilot inizierà nei villaggi di Froun e Zawtar al-Gharbiyah nel Libano meridionale.
Vance: “Accordo o non accordo gli Usa escono vincitori dalla guerra contro l’Iran”
JD Vance ha dichiarato che gli Stati Uniti escono vincitori “in ogni caso” dai negoziati con l’Iran. “Se raggiungiamo l’accordo definitivo, tanto meglio”, ha detto il vice presidente americano in un’intervista ad un talk show. “Se non dovessimo raggiungere l’accordo definitivo, il loro programma nucleare rimarrebbe comunque distrutto e sono molto più deboli. Quindi, la mia opinione è che l’America vinca in entrambi i casi”, ha sottolineato il numero due di Donald Trump.
Vance ha, inoltre, affermato che l’aumento del flusso di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz è un “segnale che sta accadendo qualcosa di concreto” ma ha anche ammesso che l’accordo sancito dal memorandum d’intesa “comporta sempre qualche complicazione quando si ha a che fare con gli iraniani”.
Nuovi raid aerei nel sud del Libano
Le forze israeliane hanno bombardato nell’area di Nabatiye, nel sud del Libano, all’indomani dell’accordo-quadro tra Beirut e Tel Aviv per una “pace duratura” sotto l’egida di Washington. Secondo l’Agenzia nazionale di stampa ufficiale del Libano (Ani), aerei da guerra israeliani hanno attaccato intorno alle 18:30 ora locale a Nabatiye al-Fawqa. La stessa zona, così come il quartiere Al-Manzala, erano già stati centrati oggi in quattro raid di droni israeliani, secondo la stessa fonte.
Katz: “Useremo la forza se l’Iran impedirà l’attuazione dell’accordo”
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha avvertito che “se l’Iran tenterà di attaccare Israele al fine di impedire l’attuazione dell’accordo con il Libano, risponderemo con una forza schiacciante e dimostreremo l’esistente divario di potenza tra noi”. Katz ha inoltre affermato che l’accordo rappresenta un “colpo strategico” per l’asse iraniano, sottolineando che Israele “manterrà la propria zona di sicurezza nel Libano meridionale e che non si ritirerà fino a quando Hezbollah non sarà completamente disarmato in tutto il Libano”.
Trump posta una foto creata con l’Ia che lo ritrae come Atlante
Dopo Gesù, Donald Trump si presenta con una nuova personalità: Atlante, l’eroe della mitologia greca che porta il peso del mondo sulle spalle. Il presidente americano, infatti, ha pubblicato su Truth un’immagine creata con l’intelligenza artificiale che lo ritrae con il globo sulle spalle, avvolto nella bandiera americana sopra un cumulo di macerie.
Nyt: “Due droni iraniani nell’attacco contro il Bahrein”
Due droni sono stati impiegati nell’attacco iraniano denunciato stamani dal Bahrein. Lo afferma un ufficiale degli Stati Uniti citato dal New York Times. Un drone, ha spiegato la fonte, è stato intercettato e abbattuto. L’altro è finito, senza conseguenze, in una zona isolata di una base aerea, ha aggiunto. Stamani il ministero degli Esteri del Bahrein aveva denunciato un attacco “all’alba” da parte di “diversi droni iraniani” dopo che i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, avevano annunciato di aver attaccato obiettivi Usa nella regione a seguito delle operazioni americane contro il territorio della Repubblica islamica.
Nuovo round di negoziati Usa-Iran il 2 luglio a Doha: sul tavolo i fondi congelati
‘È in programma per il mese di luglio un nuovo round di negoziati diretti tra gli Stati Uniti e Iran nella capitale qatarina Doha. Lo riferisce l’emittente Al Arabiya, citando fonti proprie, secondo le quali i colloqui “si concentreranno principalmente sulla questione dei fondi iraniani congelati all’estero a causa delle sanzioni internazionali”. In un secondo momento, il Pakistan ospiterà un ulteriore round di negoziati tra Washington e Teheran dedicato “specificamente al dossier nucleare iraniano”, annuncia la Tv panaraba con sede a Dubai, che parla inoltre di una visita ufficiale in Iran del premier pakistano Shehbaz Sharif il prossimo 2 luglio.
“Colloqui con l’Oman sulla gestione di Hormuz”
L’Iran e Oman avvieranno colloqui per discutere il quadro normativo per la gestione dello Stretto di Hormuz e dei servizi marittimi. Lo ha annunciato Fatemeh Mohajerani, la portavoce del governo iraniano, a quanto riporta l’agenzia Isna. “La Repubblica Islamica è determinata a portare avanti questa questione in coordinamento e scambio con i propri vicini”, ha ribadito.
Leader Hezbollah: “Un accordo umiliante che rinuncia alla sovranità, è nullo”
“Questo accordo è nullo e devono essere applicate le disposizioni del memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti. L’accordo quadro di Washington è un’umiliazione, una vergogna e una rinuncia alla sovranità. Così diciamo alle autorità libanesi: è ora che vi ritraiate dai vostri errori che stanno distruggendo il Libano. Non abbiamo abbandonato il campo nelle circostanze più difficili e non lo abbandoneremo”. Lo ha detto il leader di Hezbollah Naim Qassem in una dichiarazione riportata da Al-Jazeera
Idf: “Presi di mira, i miliziani sono una minaccia per le truppe a sud”
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver effettuato un attacco aereo contro presunti miliziani nella zona di Nabatieh, nel Libano meridionale, che rappresentavano una minaccia. Si tratta del primo attacco di questo tipo dalla firma a Washington ieri sera di un accordo quadro tra Israele e Libano. L’attacco ha preso di mira “presunti terroristi che avevano minacciato i soldati” nella zona di Nabatiyeh, ha riferito una portavoce militare
Hezbollah: “L’intesa è inchiostro su carta, avanti con la lotta”
Il deputato di Hezbollah, Ihab Hamadeh, ha condannato l’accordo firmato da Libano e Israele, assicurando che il gruppo sciita filo-iraniano non intende rinunciare alla lotta. “Collegare il ritiro (dell’Idf) al disarmo di Hezbollah è un ulteriore passo che riflette la tendenza del Libano al conflitto interno”, ha commentato, assicurando che “Hezbollah manterrà la sua posizione contro il nemico fino alla completa liberazione del territorio”. “L’accordo – ha avvertito Hamadeh – rimarrà solo inchiostro su carta. Può essere considerato un accordo israelo-israeliano”. Ieri sera centinaia di sostenitori di Hezbollah hanno protestato a Beirut, bloccando vie del centro e la strada che porta all’aeroporto
“I membri del Board of peace per Gaza si garantiscono l’immunità legale”
I membri del Board of Peace per Gaza, annunciato da Donald Trump all’inizio di quest’anno, intendono garantirsi un’ampia immunità legale e la possibilità di acquisire beni pubblici nella Striscia “a titolo gratuito”. Lo rivela il Guardian che ha preso visione di un documento di quattro pagine classificato come “sensibile ma non secretato” che definisce i procedimenti legali dai quali i membri del Consiglio sarebbero esenti come “qualsiasi arresto, detenzione o procedimento legale presso tribunali o altri organismi a Gaza”. Non è chiaro se il documento intenda esonerare il Board of Peace e i suoi affiliati da procedimenti giudiziari presso tribunali internazionali, oltre che da potenziali azioni legali legate alla situazione nella Striscia.
Secondo la bozza del documento, il presidente del Consiglio di pace Donald Trump ha il potere di revocare l’immunità legale di un individuo, previa approvazione della maggioranza dei membri del consiglio stesso. Ventisette paesi hanno aderito ufficialmente al Board più rappresentanti di quasi 50 nazioni (inclusi gli osservatori). Il “comitato esecutivo”, invece, annovera tra le sue fila il genero di Trump, Jared Kushner; l’inviato speciale Steve Witkoff, la chief of staff dell presidente, Susie Wiles; e il segretario di Stato Marco Rubio
Media: “Un numero crescente di navi chiede permessi per Hormuz”
Un numero crescente di navi sta richiedendo permessi all’Iran per attraversare lo Stretto di Hormuz, dopo che mercantili non autorizzati hanno ricevuto colpi di avvertimento. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana
Il consigliere di Khamenei: “Risponderemo rapidamente a ogni violazione Usa”
“Gli Stati Uniti, sostenendo le azioni delle proprie forze per procura nella regione, hanno violato il primo articolo del memorandum d’intesa e, continuando a creare tensioni nello Stretto di Hormuz, hanno violato il quinto articolo”. Lo ha scritto su X Mohsen Rezaei, consigliere della Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei. “La risposta alla violazione di qualsiasi articolo del memorandum d’intesa sarà rapida e decisa”, ha aggiunto
Il livello di minaccia alla sicurezza ad Hormuz salito a “sostanziale”
La rotta meridionale dello Stretto di Hormuz è stata ampliata per consentire il transito simultaneo di navi in entrata e in uscita, secondo quanto comunicato dal Joint Maritime Information Center (Jmic) che segnala inoltre come il livello di minaccia alla sicurezza marittima nello Stretto sia salito a “sostanziale” in seguito agli attacchi contro navi mercantili. Lo riporta Bloomberg
Ukmto: “Colpita petroliera nello Stretto di Hormuz”
Una petroliera è stata colpita “da un proiettile non identificato” nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l’agenzia britannica United Kingdom Maritime Trade Operations
Accordo Israele-Libano: “Riconoscimento della mutua sovranità”
“Israele e Libano affermano il diritto di ciascuno Stato ad esistere in pace e il loro reciproco desiderio di vivere in sicurezza come Stati sovrani confinanti. Israele e Libano dichiarano la loro intenzione di porre fine in modo definitivo al conflitto, di concludere formalmente qualsiasi stato di guerra tra di loro. Entrambi i Paesi affermano la loro intenzione di risolvere tali questioni in quanto Stati sovrani attraverso negoziati bilaterali diretti, con la mediazione e il sostegno degli Usa”. È quanto afferma il primo punto dell’accordo tra Libano, Israele e Usa il cui testo è stato diffuso dal Dipartimento di Stato Usa
Bahrein: “Colpiti dai droni di Teheran, minano gli sforzi di pace”
Il Bahrein ha denunciato di essere stato colpito da “diversi droni iraniani”, in una “flagrante violazione” della sua sovranità e minacciando la sicurezza dei cittadini. Come ha sottolineato il ministero degli Esteri di Manama, ripreso dai media internazionali, Teheran sta “minando gli sforzi di pace” continuando i suoi attacchi
Media: “Drone contro un campo dell’opposizione curda in Iraq”
Un drone esplosivo ha preso di mira un campo appartenente a un gruppo di opposizione curdo iraniano a Erbil, nel nord dell’Iraq, senza fare vittime. Lo ha riferito Reuters, citando fonti della sicurezza
L’Iran accusa gli Usa di “palese violazione dell’accordo di pace”
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato gli attacchi statunitensi contro alcune aree della costa meridionale del Paese, affermando che tali azioni violano la Carta delle Nazioni Unite e il recente memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti volto a porre fine al conflitto. Secondo la dichiarazione, riportata dalla televisione di Stato, gli attacchi hanno preso di mira strutture di sorveglianza costiera; il comunicato ha inoltre sottolineato che le forze armate hanno lanciato azioni di rappresaglia contro obiettivi legati agli Stati Uniti, esercitando il proprio diritto alla legittima difesa
Le proteste
Beirut, sostenitori di Hezbollah protestano in strada contro l’accordo tra Libano e Israele

Deputato iraniano: “Violazione Usa del cessate il fuoco porterà a una loro ritirata”
Un importante deputato iraniano afferma che gli attacchi statunitensi contro l’Iran durante i colloqui hanno messo in luce la mancanza di impegno da parte di Washington nei confronti della diplomazia e degli accordi di cessate il fuoco. Lo riporta Al Jazeera. Ibrahim Azizi, presidente della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento, ha dichiarato su X che gli Stati Uniti “hanno attaccato ancora una volta l’Iran nel bel mezzo dei negoziati”.
Le Guardie rivoluzionarie: colpite postazioni militari Usa
Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato di aver attaccato postazioni statunitensi nella regione del Golfo per rappresaglia contro attacchi americani in Iran. A riferirlo la televisione di Stato Irib. In precedenza, le forze armate statunitensi avevano annunciato attacchi contro obiettivi in Iran in risposta a un’offensiva contro una nave commerciale nello Stretto di Hormuz, attribuita a Teheran. “Se l’aggressione dovesse ripetersi, la nostra risposta sarà più ampia di questa”, hanno avvertito le Guardie Rivoluzionarie.
Vance commenta raid Usa contro Iran: “Alla violenza si risponde con violenza”
JD Vance ha commentato il raid americano contro depositi di munizioni e droni iraniani in risposta all’attacco di Teheran contro una nave nello stretto di Hormuz. “L’Iran ha firmato un accordo di cessate il fuoco. Noi lo abbiamo rispettato. Se hanno obiezioni sulle modalità di attuazione del memorandum d’intesa, possono prendere il telefono e chiamare. Ma alla violenza risponderemo con la violenza”, ha scritto il vicepresidente americano su X.
Hezbollah in piazza a Beirut contro l’accordo, interviene l’esercito
I sostenitori di Hezbollah hanno protestato nella notte per le strade di Beirut contro l’accordo raggiunto tra Libano, Israele e Stati Uniti. A riportarlo l’Agenzia di stampa libanese (Nna) e i giornalisti di Afp presenti sul posto. I sostenitori di Hezbollah hanno sfilato per le strade di Beirut in motocicletta, in particolare nei quartieri centrali vicino al Parlamento e lungo una strada che porta all’aeroporto, bloccando almeno una strada con pneumatici in fiamme. Sui social circolano video, attribuiti ai fatti in corso a Beirut, sui quali si vedono scontri tra i militari e i manifestanti.
Media iraniani: “False le dichiarazioni attribuite ai pasdaran”
“Ci giungono notizie secondo cui la dichiarazione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc), diffusa dai media statali iraniani, sarebbe stata rimossa”. Lo scrive Al-Jazeera. Secondo un reporter della tv araba “non c’è ancora stato alcun commento da parte dell’Irgc o di altri funzionari iraniani sugli attacchi statunitensi”. Al Jazeera ha poi spiegato di aver rimosso l’articolo precedente “per evitare confusione”. Nel precedente articolo la tv araba citava l’agenzia iraniana Isna. Sempre secondo Al-Jazeera, Isna avrebbe cancellato la dichiarazione. Su X la smentita è attribuita a un’altra agenzia iraniana, la Fars: “le dichiarazioni attribuite all’Irgc riguardo al conflitto con gli Stati Uniti nelle ultime ore sono false. I funzionari delle pubbliche relazioni dell’Irgc hanno sottolineato che le notizie e gli annunci vengono pubblicati esclusivamente tramite Irgc News e i media ufficiali”.
Pasdaran: “Attacco Usa respinto, non resterà impunito”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano che l’attacco statunitense all’isola di Sirik “non resterà impunito”, sostenendo che le loro forze navali e aeree hanno “neutralizzato” l’attacco. Hanno avvertito che qualsiasi ulteriore “follia” incontrerà una “dura risposta”. Lo scrive Al-Jazeera.
