Bonfietti, appello per Ustica: “Lo gridiamo, l’inchiesta vada avanti. La verità non si archivia”

Ci sarà il coro del Teatro Comunale davanti al Museo per la Memoria di Ustica, al Parco della Zucca, per chiudere con la magia delle voci una giornata nella quale suona forte l’appello “La memoria non si archivia”. Un appello gridato nel 46° Anniversario della Strage di Ustica, proprio in consiglio comunale a Bologna, nell’incontro con il sindaco Lepore dei parenti delle vittime della Strage di Ustica

Da Bologna è partito il volo, il DC9 dell’Itavia, solo dopo tanti anni, anni di distruzione di prove, di depistaggi, di tradimenti, di inerzie della Magistratura, abbiamo saputo la verità. “Il DC9 è stato abbattuto all’interno di un episodio di guerra aerea” era questa una verità subito nota: bastava ascoltare le telefonate degli addetti ai radar, che dai siti militari lanciavano preoccupati messaggi di allarme; bastava avere a disposizione il tracciato del radar di Ciampino che riportava un’evidente manovra d’attacco; bastava avere la documentazione esaminata all’Ambasciata americana nella notte stessa della tragedia.

A Bologna i parenti si sono incontrati, hanno fondato l’Associazione e hanno deciso di non rassegnarsi, pur in un assordante silenzio, hanno sempre operato legati alla forze democratiche della città, alla società civile, ai sindacati, alle Istituzioni, al Comune e alla Regione. E oggi continuano il loro impegno per verità giustizia e memoria. Siamo sgomenti che la Procura delle Repubblica di Roma abbia recentemente chiesto per la strage di Ustica l’archiviazione delle indagini, a chiusura di una inchiesta riaperta nel 2008, dopo le dichiarazioni del Presidente Cossiga che indicava nei Francesi i responsabili dell’abbattimento del DC 9 Itavia. È una sconfitta per la magistratura, per la giustizia, per la verità, per la storia stessa del nostro Paese, è una archiviazione che non si può accettare anche perché sono gli stessi Pm romani che ammettono che le indagini, le rogatorie non sono state sufficienti per riuscire a determinare gli autori materiali dell’evento. Ma precisano, che nuove importanti verità sono state acquisite. In particolare è documentata la presenza della portaerei francese Foch nelle acque di Napoli, presenza sempre ufficialmente negata, così come nel Tirreno, in cielo, è provata un’operazione di aerei francesi e americani collegati alla base di Grazzanise e ben seguiti fin nelle e dalle centrali operative della Nato, allo Shape della Nato a Bruxelles. È evidente che è proprio la scarsa collaborazione internazionale, peraltro sempre denunciata dagli stessi magistrati, il vero ostacolo alla ricerca della verità.

Gli avvocati, hanno preparato e stanno presentando le osservazioni, le molteplici indicazioni per proseguire le indagini. Chiediamo di non archiviare! Alla premier Giorgia Meloni chiediamo un preciso impegno formale perché l’Avvocatura dello Stato, davanti al Gip, insieme ai rappresentanti delle vittime, chieda di respingere la richiesta di archiviazione e di proseguire le indagini. E più in generale un impegno determinato a livello internazionale, perché Stati amici e alleati mettano a disposizione della nostra magistratura ogni elemento in loro possesso atto alla ricerca della verità.

E dobbiamo dire forte che non sia un impegno formale e di facciata perché oggi possiamo sostenere che la Francia ha mentito e gli Usa non hanno messo a disposizione tutte le loro conoscenze a cominciare dai documenti esaminati in Ambasciata a Roma nell’immediatezza dell’evento. Non si archivia certamente l’impegno dell’Associazione per la Storia e la memoria con la collaborazione dell’Università di Bologna e dell’Istituto Parri, come l’impegno per l’attuazione della direttiva Renzi Draghi. Come ogni anno abbracceremo il Museo, che l’Associazione ha fortemente voluto, oltre che con il costante impegno per la didattica con una serie di spettacoli di grande valore nella consapevolezza che anche la cultura può tramettere messaggi di impegno e verità. E ci impegniamo anche, con il Muretto di Andrea, a continuare il ricordo di Andrea Purgatori, che oggi deve subire perfino l’affronto di essere definito depistatore della verità!

L’anniversario della strage di Ustica non deve rimanere un momento di retorica, deve segnare sempre più l’impegno per giustizia verità e memoria nella certezza, come ha detto il presidente Mattarella che “la Repubblica non si stancherà di continuare a cercare e chiedere collaborazione anche ai Paesi amici per ricomporre pienamente quel che avvenne il 27 giugno 1980”. E nella convinzione che la verità su Ustica è dovuta alle 81 vittime innocenti, ma soprattutto alla dignità del Paese.

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