Al Circolo Rari Nantes Napoli si è svolto l’ennesimo torneo di stecca a sei partecipanti, evento che gli habitué conoscono ormai a memoria. Il motivo? Angelo Romagnuolo ha vinto. Di nuovo.
La notizia, a dirla tutta, è che non c’è più notizia. Il campione uscente si è presentato, ha impugnato la stecca, ha guardato il tavolo con aria da “già visto” e ha fatto quello che fa sempre: portare a casa il primo posto. Gli altri cinque, sportivissimi, hanno svolto il loro ruolo con dignità, contribuendo a mantenere viva quella sottile tradizione che potremmo chiamare partecipazione competitiva controllata.
C’è chi giura di aver visto un brivido di suspense all’inizio del torneo, durato più o meno quanto il tempo di allineare i birilli. Poi la realtà ha ripreso il suo corso naturale: precisione, esperienza, qualche colpo chirurgico e arrivederci alla prossima edizione.
Romagnuolo, va detto, non esulta più: vince con la compostezza di chi paga il caffè con la moneta giusta. Nessun gesto plateale, nessun colpo di scena. La vera suspense, semmai, è capire chi arriverà secondo.
Il Circolo applaude, il pubblico sorride, e qualcuno già propone una soluzione innovativa per il futuro: torneo di stecca con Romagnuolo… e premio per il miglior tentativo di batterlo. Sarebbe rivoluzionario.
Nel frattempo, tutto resta com’è. Il campione vince, gli altri imparano, e la stecca—al Rari Nantes—continua a sapere già come va a finire. 🎱
Ciro Di Pietro
