Terremoto nei Campi Flegrei, 130 famiglie sgomberate a Pozzuoli: “Siamo senza una casa”

La solidarietà del cardinale Battaglia: “Il mio pensiero a tutte le famiglie che stanno vivendo ore di paura e di incertezza”

“Le scosse che nelle scorse ore hanno nuovamente ferito il territorio dei Campi Flegrei hanno fatto tremare non solo la terra, ma anche il cuore di tante persone”, dice l’arcivescovo di Napoli don Mimmo Battaglia. “In questo momento desidero esprimere, a nome della Chiesa di Napoli e mio personale, la più profonda vicinanza e solidarietà al caro fratello Monsignor Carlo Villano, Vescovo di Pozzuoli, ai sacerdoti, ai consacrati, alle comunità parrocchiali e a tutta la Chiesa puteolana e a tutta la popolazione dei Campi Flegrei. Il mio pensiero va a tutte le donne e gli uomini dei Comuni coinvolti, alle famiglie che stanno vivendo ore di paura e di incertezza, a quanti hanno dovuto lasciare le proprie case, a chi teme per il proprio futuro. Nessuno dovrebbe sentirsi solo quando la terra trema sotto i piedi. In modo particolare, il nostro sguardo e la nostra cura si rivolgano alle persone più fragili: agli anziani, ai bambini, alle persone con disabilità, agli ammalati, a chi vive già situazioni di povertà, di solitudine o di precarietà. Sono loro, spesso, a portare il peso più grande delle emergenze e hanno diritto di trovare accanto una comunità capace di sostenere, ascoltare e accompagnare. Ringrazio di cuore quanti, in queste ore, stanno prestando servizio con generosità e competenza: il Prefetto di Napoli e tutta la squadra della Prefettura, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine, il personale sanitario, i volontari e tutti coloro che, con il proprio lavoro, stanno offrendo sicurezza, soccorso e speranza. Rivolgo anche un fiducioso appello alle istituzioni, perché continuino a fare tutto ciò che è possibile, con tempestività, responsabilità e coraggio, affinché nessuno venga lasciato indietro. Ogni decisione abbia al centro la dignità delle persone, soprattutto di quelle più vulnerabili, che non possono essere dimenticate né affrontare da sole il peso di questa prova”.
Il cardinale invita “tutte le comunità della Chiesa di Napoli a unirsi nella preghiera e a rendersi disponibili a ogni gesto concreto di fraternità: “È nei momenti della prova che siamo chiamati a riscoprirci popolo, a sostenerci gli uni gli altri, a custodire la speranza anche quando il terreno sembra vacillare”.

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