Perquisizioni della Guardia di Finanza nelle sedi di Napoli, Bari e Filmauro. Nel mirino dei magistrati i bilanci del club pugliese e la cessione del portiere Caprile.
Bari, 7 luglio 2026 – Una vera e propria bufera giudiziaria scuote il calcio italiano e la famiglia De Laurentiis. Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, e suo figlio Luigi, amministratore unico della SSC Bari, risultano iscritti nel registro degli indagati della Procura di Bari. Le accuse ipotizzate dai magistrati sono pesantissime: bancarotta fraudolenta e false comunicazioni sociali.
Dalle prime ore di questa mattina, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza stanno eseguendo perquisizioni a tappeto nelle sedi della SSC Napoli (Castel Volturno), della SSC Bari (stadio San Nicola) e negli uffici della Filmauro a Roma.
Il dissesto del Bari e la richiesta di liquidazione
Al centro dell’inchiesta, coordinata dal procuratore capo di Bari Roberto Rossi e dagli aggiunti Ciro Angelillis e Stefano Milto De Nozza, c’è la gestione finanziaria del club biancorosso. Secondo le verifiche tecniche disposte dalla Procura sui bilanci compresi tra il 2019 e il 2025, la SSC Bari si troverebbe in una situazione di perdita sistemica, con un passivo stimato in circa 30 milioni di euro.
I magistrati contestano un grave deficit patrimoniale e una forte esposizione debitoria, a fronte dei quali non sarebbe mai stato presentato un piano concreto di riequilibrio. Per questo motivo, parallelamente all’inchiesta penale, la Procura ha formalmente richiesto al Tribunale l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale (l’ex fallimento) per l’insolvenza della società barese.
Il nodo dell’operazione Caprile
Oltre al quadro generale dei conti, i fari degli inquirenti si sono accesi su un’operazione di mercato specifica che incrocia l’asse Bari-Napoli: il trasferimento del portiere Elia Caprile, avvenuto nell’estate del 2023.
Secondo l’ipotesi d’accusa, nel bilancio d’esercizio 2024 del Bari sarebbero stati esposti “fatti materiali non rispondenti al vero” o comunque omesse informazioni cruciali sul reale valore e sulle condizioni economiche della cessione del calciatore al Napoli (poi girato in prestito all’Empoli). Le perquisizioni odierne, pur non vedendoli indagati, hanno toccato anche tre direttori sportivi e un procuratore calcistico che hanno curato l’affare a diverso titolo.
Le responsabilità contestate
I pm distinguono le posizioni dei due familiari in base ai ruoli societari ricoperti:
- Luigi De Laurentiis: risponde delle ipotesi di bancarotta impropria da operazioni dolose, in qualità di amministratore unico del Bari.
- Aurelio De Laurentiis: è indagato per concorso in bancarotta patrimoniale impropria per distrazione e da reato societario, legato al suo ruolo di vertice nella Filmauro (la holding che controlla le due società calcistiche) e nella SSC Napoli.
Nelle prossime ore si attendono le prime reazioni ufficiali e le note dei legali della famiglia De Laurentiis per comprendere la linea difensiva rispetto a un’indagine che rischia di ridisegnare gli equilibri del calcio italiano.
Sandro Martorano
