Le scosse di terremoto in Venezuela registrate dal servizio geologico statunitense (Usgs) sono state due, entrambe catastrofiche, a distanza di 40 secondi: la prima di magnitudo 7.2 e la seconda, ancora più violenta, di 7.5. Sono avvenute in posizione e profondità diverse, a ovest di Caracas.
“Abbiamo 32 morti e oltre 700 feriti in ospedale. Lo stato più colpito è La Guaira. Ci sono decine di edifici danneggiati. È una vera tragedia”. Lo ha detto la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, aggiornando il bilancio delle vittime. Le ha telefonato il ministro Antonio Tajani, esprimendo la sua solidarietà: “Stiamo verificando se ci siano italiani intrappolati”. Le scene di distruzione nella capitale sono terribili: numerosi edifici sono crollati e l’interruzione delle reti telefoniche ostacola i soccorsi.
Rodriguez: “164 morti, quasi mille i feriti”
La presidente del Venezuela Delcy Rodriguez ha aggiornato le stime, che rimangono provvisorie, sulle vittime del terremoto: le morti accertate finora sarebbero 164 mentre i feriti, 971, sfiorerebbero il migliaio. Questi i numeri secondo il bollettino
ufficiale diffuso dalla presidente a interim sulla televisione di stato.
“Chiusi aeroporto, ferrovia e metropolitana in Venezuela”
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodrigues, ha annunciato la sospensione delle lezioni scolastiche e l’interruzione del servizio della metropolitana di Caracas e della ferrovia della Valles del Tuy (una vasta subregione situata nello stato di Miranda) in seguito al terremoto che ha colpito il Paese. Chiuso fino a nuovo avviso anche l’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía.
Come misura preventiva per evitare ulteriori tragedie, quali esplosioni o incendi di vaste proporzioni, le autorità hanno poi proceduto all’interruzione della fornitura di gas domestico in tutte le zone interessate dal sisma.
Rodríguez ha comunicato che lo Stato ha messo a disposizione delle vittime la piattaforma VenApp, affinché possano segnalare alle autorità eventuali danni alle proprie abitazioni o la scomparsa di familiari o amici.
Ha inoltre indicato che sono stati predisposti hotel e rifugi per “coloro che hanno perso la casa o le cui abitazioni sono state minacciate da questi continui terremoti”.
La presidente ad interim ha anche reso noto che nelle prime ore di oggi sarebbero arrivate squadre di soccorso da Messico, El Salvador e Repubblica Dominicana.
Macron: “Dispiegata squadra di 85 soccorritori in aiuto di Caracas”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha annunciato “l’immediato dispiegamento di una squadra di 85 soccorritori francesi specializzati in ricerca e soccorso” per operare in Venezuela.
“Ho appena scambiato alcune parole con Delcy Rodriguez, a seguito del violento terremoto che ha colpito Caracas e diverse regioni del paese. Ho espresso la solidarietà della Francia verso il popolo venezuelano e rivolto i nostri pensieri alle vittime e ai loro cari. La Francia è pronta, insieme ai suoi partner europei, a fornire assistenza alle popolazioni colpite in risposta alle necessità espresse dalle autorità venezuelane”, ha affermato Macron su X.
Italiana a Caracas: “Gran parte della città è senza elettricità”
E’ una città al buio, “completamente senza luce”, una città isolata, dove le comunicazioni sono state interrotte la Caracas che descrive all’Adnkronos Dora Gallo, rappresentante della comunità italiana nella capitale venezuelana. Una prima testimonianza diretta la sua, resa possibile grazie al fatto che “ho un’antenna Starlink, per questo ho Internet”. Gallo si trovava “a Rio Chico, nello stato di Miranda”, quando è avvenuto il sisma, ma “il terremoto si è sentito fortissimo” nonostante i circa 125 chilometri che lo sperano dalla capitale.
Il vescovo di Petare: “Molti danni a infrastrutture”
“A Petare il terremoto si è sentito molto forte. Ci sono danni a molte infrastrutture. Non abbiamo, fino ad ora, nessun registro di perdite umane. La situazione è stata molto delicata nell’ovest della città, a La Guaira e a Puerto Cabello. Nei quartieri si coglie molto nervosismo e preoccupazione, ma questa non è certo la zona che ha avuto i danni maggiori”, Lo dice al Sir mons. Juan Carlos Bravo, vescovo di Petare, una delle località con maggior densità abitativa del mondo. Padre Alfredo Infante, provinciale dei gesuiti in Venezuela, si trova a Puerto Ayacucho, lontano dall’epicentro: “Anche qui si è sentita la terra tremare. Sono in contatto con i confratelli della Compagnia di Gesù. Certamente ci sono molti danni alle strutture, ma prima di tutto occorre pensare alle vite umane”.
Unicef: “Preoccupa l’aggravarsi delle condizioni dei bambini in Venezuela”
“Già prima dei terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno colpito il Venezuela, 7,9 milioni persone, fra cui 3,9 milioni di bambini, necessitavano assistenza.
Siamo fortemente preoccupati l’evolversi della situazione e in particolare per le condizioni dei bambini”. Lo ha dichiarato il portavoce Unicef Italia, Andrea Iacomini in una nota.
“Voglio ricordare che il Paese è il secondo più a rischio delle Americhe per quanto riguarda le catastrofi naturali e quelle provocate dall’uomo, il che espone i bambini a gravi rischi – ha aggiunto -. Il cambiamento climatico aggrava le disuguaglianze esistenti e amplia le lacune nei servizi a causa di eventi meteorologici sempre più frequenti e intensi”.
Stime Us Geological Survey: migliaia di vittime nel terremoto
Secondo le stime preliminari dell’US Geological Survey (Usgs), le due potenti scosse di terremoto che hanno colpito il Venezuela potrebbero aver causato tra i 10.000 e i 100.000 morti, con conseguenti ingenti perdite economiche.
“E’ probabile un elevato numero di vittime e danni ingenti, e il disastro è probabilmente di vasta portata”, ha avvertito l’Usgs.
Secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti, vi è una probabilità del 44% che si registrino più di 10.000 vittime e una probabilità del 30% che siano oltre 100.000, con un rischio significativo di frane e liquefazione del terreno.
Rodriguez: “Grazie a Trump per il suo sostegno, non lo dimenticheremo”
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha ringraziato il presidente americano Donald Trump e il governo statunitense per il sostegno ricevuto dopo il sisma, affermando che sono stati in “costante contatto” con le autorità di Caracas e hanno fornito sostegno e solidarietà al popolo venezuelano. “Il Venezuela non dimenticherà mai la mano tesa al nostro popolo in queste ore difficili”, ha scritto Rodriguez in un post su Facebook. Le sue dichiarazioni sono giunte dopo che Trump, in un post pubblicato su Truth Social, aveva promesso sostegno e assistenza al Venezuela.
Von der Leyen: “Solidarietà ai venezuelani, siamo con voi”
“Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i venezuelani dopo i devastanti terremoti di stanotte. Il mio pensiero va in particolare alle vittime e ai loro familiari. Siamo con voi”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in un post pubblicato in lingua spagnola.
La Germania: “Pronti a inviare sei aerei militari per aiutare il Venezuela”
L’Esercito tedesco si dice pronto a inviare sei aerei in soccorso al Venezuela dopo il terremoto.
Telefonica Spagna ha attivato telefonate gratis verso il Venezuela
Telefonica ha attivato chiamate gratuite verso il Venezuela per i clienti Movistar, sia privati sia professionali, con l’obiettivo di facilitare le comunicazioni con familiari e persone care nel Paese colpito dal terremoto.
L’azienda metterà inoltre a disposizione schede eSIM per le persone che dovranno recarsi in Venezuela per motivi professionali, umanitari o di emergenza, così da garantire la connettività fin dal loro arrivo nel Paese sudamericano.
Appello di Maduro all’unità per fronteggiare il terremoto
L’ex presidente venezuelano Nicolas Maduro ha lanciato un appello all’unità nazionale dopo i terremoti che hanno colpito il Venezuela, affermando che “in quest’ora difficile l’appello è all’unione nazionale, alla serenità e all’amore”. In un messaggio diffuso sui social media e datato New York, dove Maduro e la moglie Cilia Flores sono detenuti in un carcere federale con accuse di narcotraffico, traffico di droga e uso di armi, l’ex capo di Stato si è rivolto all'”amato popolo del Venezuela”, sostenendo che è il momento della “massima unità, massima solidarietà e massima azione”. “Che nessuno resti solo, che ogni comunità si prenda cura dei propri bambini, dei propri anziani e dei propri malati e che tutti accompagnino il lavoro delle squadre di soccorso, della polizia, delle forze armate, della protezione civile, dei vigili del fuoco, dei lavoratori e dei volontari”, ha scritto.
Maduro ha quindi invocato “unità nazionale, serenità e amore concreto” per “aiutare, proteggere, condividere, rialzare e ricostruire”. “Il Venezuela ha affrontato grandi prove e anche da questa usciremo forti, con fede, disciplina e solidarietà”, ha aggiunto. “Il nostro cuore e le nostre preghiere sono con voi. Che Dio benedica e protegga il Venezuela”, conclude il messaggio.
Usgs, scossa più forte in Venezuela dovuta a scorrimento di una faglia tra due placche
La più forte delle scosse registrata nella serata di ieri in Venezuela, di magnitudo 7.5, si è verificata in seguito ad uno “scorrimento trascorrente superficiale lungo una faglia” situata vicino al confine tra due placche tettoniche, quella caraibica e quella sudamericana: lo ha spiegato il servizio geologico statunitense (Usgs), citato dalla Bbc. “Sebbene i terremoti siano comunemente rappresentati sulle mappe come punti, eventi di questa entità sono più correttamente descritti come uno scorrimento lungo un’area di faglia più estesa”, precisa l’Usgs, che non esclude possibili ulteriori scosse di assestamento.
Sindaco di Chacao: “Continuiamo a sentire voci tra le macerie”
Il sindaco di Chacao, uno dei cinque comuni che compongono il Distretto metropolitano di Caracas, ha affermato che le squadre di ricerca e soccorso, impegnate per tutta la notte nella capitale venezuelana, continuano a sentire persone ancora intrappolate sotto le macerie. “Fortunatamente, sentiamo che ci sono persone vive e le salveremo”, ha dichiarato Gustavo Duque in un video su Instagram, aggiungendo che finora sono state tratte in salvo 23 persone. “Non ce ne andremo finché non avremo salvato l’ultima persona che possiamo ancora trarre in salvo, e so che con l’aiuto di Dio ci riusciremo”, ha affermato. Secondo Duque, le persone soccorse finora stanno ricevendo cure mediche presso le strutture sanitarie locali.
Decine di edifici crollati a La Guaira
Decine di edifici sono crollati nello Stato di La Guaira a seguito del terremoto che ha colpito il Venezuela. La Guaira, Stato costiero situato a circa 30 chilometri da Caracas e dichiarato “zona di disastro”, torna a fare i conti con una grave calamità naturale a oltre venticinque anni dalla tragedia del 1999, quando una frana provocò migliaia di morti in quella che è considerata una delle principali località balneari del Paese. Conosciuto fino al 2019 con il nome di Vargas, il piccolo Stato caraibico vive oggi “una vera tragedia”, secondo quanto dichiarato dalla presidente a interim Delcy Rodrìguez. La Guaira, il secondo Stato più piccolo del Venezuela, si trova a nord della capitale e grazie a un clima che mantiene una temperatura media di circa 27 gradi durante tutto l’anno attira regolarmente migliaia di abitanti di Caracas sulle sue spiagge. Il sisma si è verificato in una giornata festiva, quando il Venezuela celebrava la Battaglia di Carabobo, evento simbolo dell’indipendenza dalla Spagna. La ricorrenza aveva favorito una maggiore presenza di visitatori lungo la costa.
Danni all’Ambasciata francese a Caracas
L’ambasciata di Francia a Caracas ha subito danni materiali a causa del doppio terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri francese, precisando che tutto il personale diplomatico è stato contattato ed è “al sicuro”. “Allo stato attuale non disponiamo di informazioni che segnalino vittime francesi”, ha affermato il Quai d’Orsay, aggiungendo che i servizi dell’ambasciata e del ministero restano mobilitati e in contatto con la comunità francese presente nel Paese per fornire assistenza. In Venezuela risultano registrati presso i servizi consolari circa 2 mila cittadini francesi. La Francia si è inoltre detta “pronta a esaminare, insieme ai suoi partner europei, i mezzi per rispondere alle necessità più urgenti della popolazione venezuelana”, in particolare attraverso il meccanismo europeo di protezione civile qualora le autorità venezuelane dovessero richiederne l’attivazione.
Save the Children al lavoro in Venezuela al fianco dei partner locali
Save the Children lavora nelle aree colpite insieme ai partner locali ed sta valutando i bisogni più urgenti. In diverse città del Venezuela sono state effettuate evacuazioni preventive e molte famiglie, con i loro bambini, si sono spostate in aree aperte mentre continuano le scosse di assestamento. Lo sottolinea l’organizzazione in una nota sottolineando che i soccorritori sono impegnati in una corsa contro il tempo per trovare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie. “I bambini sono tra i più vulnerabili dopo questi terremoti. Alcuni hanno perso le loro case e le scosse di assestamento continuano, generando ulteriore paura e aumentando il rischio di nuovi danni e vittime.” ha dichiarato Fatima Andraca, Direttrice di Save the Children in Venezuela. “Anche se servirà tempo per comprendere pienamente l’entità della distruzione, sappiamo da esperienze passate che i bambini avranno bisogno con urgenza di accesso a riparo, cibo, acqua e assistenza sanitaria. Nel caos potrebbero essere stati separati dalle loro famiglie ed essere esposti a rischi di sfruttamento e abusi”. “Save the Children sta valutando la situazione sul campo e lavorando con il proprio staff e i partner locali per comprendere i bisogni più urgenti e supportare le famiglie colpite il più rapidamente possibile”, conclude la nota.
Usgs, il sisma è stato il più forte in 125 anni
Il terremoto che ha colpito il Venezuela è stato il più forte a interessare il Paese o le sue coste dal 1900, riporta il New York Times, citando dati dell’US Geological Survey (usgs). Ieri, il Venezuela è stato colpito da due forti scosse: la prima di magnitudo 7.2 e la seconda di magnitudo 7.5. Il sisma ha causato almeno 32 morti e oltre 700 feriti. Un sisma di magnitudo 7.7 fu registrato vicino alla costa del Paese sudamericano il 29 ottobre 1900, secondo l’archivio dell’Usgs. Le operazioni di ricerca e soccorso sono tuttora in corso ed è stato dichiarato lo stato di emergenza nel Paese.
Al via riunione Rubio con ministri del Golfo in Bahrein
Prende il via la riunione del segretario di Stato americano, Marco Rubio, con i ministri degli Esteri dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo in Bahrein.
Tajani a Tg2: “Per ora no notizie di vittime italiane, ma comunità conta circa 120mila persone”
“La nostra Ambasciata a Caracas per ora non ha notizie di italiani vittime del terremoto, però la comunità italo-venezuelana conta circa 120 mila persone, quindi può essere che qualcuno sia rimasto intrappolato sotto le macerie”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sentito dal Tg2. “E la nostra unità di crisi della Farnesina è operativa da questa notte e stiamo cercando di avere tutte le informazioni possibili insieme all’ambasciata a Caracas e ai nostri consolati”, ha aggiunto. “Io ho parlato questa notte con la presidente ad interim Delcy Rodriguez e con il ministro degli Esteri Gil per dare intanto la vicinanza dell’Italia al popolo venezuelano, ma anche per avere contatti che possano essere utili per aiutare gli italiani eventualmente coinvolti. Per ora c’è qualche famiglia che è stata accolta nella nostra ambasciata a Caracas”, ha spiegato il titolare della Farnesina
Madrid: “Al momento non abbiamo notizie di spagnoli morti o feriti”
La Spagna “si è messa in contatto con il governo venezuelano per offrire aiuti”, dopo i terremoti devastanti che hanno colpito il Paese, secondo quanto indicato dal ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in dichiarazioni alla radio pubblica Rne. Albares ha segnalato che la situazione “è complicata”, perché “è stato uno dei terremoti più gravi nel Paese da oltre un secolo”, che è stato avvertito anche in Colombia. Il capo della diplomazia spagnola ha trasmesso “il cordoglio” alle famiglie delle vittime e “l’auspicio di una rapida ripresa dei feriti”. “Sono in contatto con il nostro ambasciatore a Caracas e al momento non abbiamo notizia di nessuno spagnolo morto o ferito, ma è presto per valutare i danni”, ha segnalato Albares, nel ricordare che sono oltre 200.000 gli spagnoli che vivono in Venezuela. Il ministero ha attivato due linee telefoniche di contatto di emergenza. “Ci sono stati crolli di edifici residenziali e le infrastrutture civili sono state danneggiate, pertanto in questi momenti, dalle informazioni che abbiamo, non risultano morti o feriti di nazionalità spagnola, ma non escludiamo possano essere stati colpiti da danni materiali”, ha aggiunto il titolare degli Esteri.
Corina Machado manda forza a venezuelani: “Appello a solidarietà internazionale”
La leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, in esilio dopo aver lasciato il Venezuela a dicembre, ha pubblicato un post su X per rivolgere le sue preghiere e augurare forza ai venezuelani a seguito del fortissimo doppio terremoto che ha colpito il Paese. “Che la forza, la serenità e la solidarietà prevalgano fra noi di fronte a questo momento difficile”, ha affermato su X. “Alle migliaia di venezuelani che in questo momento si trovano per le strade di Caracas, Vargas, Aragua, Carabobo, Yaracuy, Lara e in altri stati del nostro Paese, costretti ad abbandonare tutto a causa del crollo o dei danni strutturali delle loro abitazioni: inviamo loro tutta la nostra forza, la nostra fede e le nostre preghiere. Condividiamo il dolore di chi vive la terribile angoscia di avere persone care disperse. Lanciamo un appello urgente alla solidarietà e alla mobilitazione di tutti i venezuelani, dentro e fuori dai nostri confini, e della comunità internazionale. Vi chiediamo di seguire con attenzione i nostri canali social per sapere come convogliare il sostegno in modo efficace”, ha scritto Rodriguez. “L’emergenza è critica, il dolore è infinito; ogni ora è preziosa”, ha concluso.
Rodriguez: “Telefonata con Rubio, gli Usa invieranno squadre di ricerca”
La presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodríguez, ha reso noto su X di aver parlato al telefono con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. “Ha espresso solidarietà e sostegno al popolo venezuelano in questi momenti difficili per il nostro Paese”, ha spiegato la leader venezuelana, ringraziando Rubio per la solidarietà. “Gli Stati Uniti esprimono le più sentite condoglianze al popolo venezuelano a seguito dei devastanti terremoti”, ha affermato a sua volta il segretario di Stato americano in un post su X. “I nostri pensieri sono rivolti a tutte le persone che hanno perso i propri cari, a coloro che sono rimasti feriti e ai coraggiosi soccorritori che stanno lavorando instancabilmente nelle operazioni successive alla tragedia. L’America è al fianco del popolo venezuelano in questo momento difficile e, su disposizione del Presidente Trump, il Dipartimento di Stato sta immediatamente inviando in Venezuela squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria”, ha aggiunto.
Meloni in contatto continuo con la Farnesina
Nel seguire con profonda apprensione le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Venezuela, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime a nome del Governo la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. La Presidenza del Consiglio è in continuo contatto con il Ministero degli Affari Esteri e la Protezione Civile per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali.
Danni a ospedale Tucacas, a 200 km da Caracas
La tv di Stato del Venezuela ha riferito che un ospedale della città di Tucacas, circa 200 chilometri a nord-ovest di Caracas, ha subìto danni per il doppio terremoto di alcune ore fa e ha mostrato immagini di decine di persone in abbigliamento medico davanti all’edificio.
Tv di Stato, 3 bambini estratti vivi dalle macerie a La Guaira
L’emittente statale venezuelana VTV ha trasmesso delle immagini di tre bambini, ricoperti di polvere ma vivi, mentre venivano estratti dalle macerie nella città di La Guaira, duramente colpita dal disastro. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha dichiarato che lo Stato di La Guaira è una “zona di disastro”, l’area più duramente colpita dal doppio terremoto registrato nel Paese nella notte italiana.
Sanchez: “Tutto il sostegno della Spagna al popolo venezuelano”
“Tutto il mio sostegno e quello della Spagna al popolo venezuelano dopo i terremoti devastanti di questa notte”. Con questo messaggio su X, il premier spagnolo Pedro Sanchez ha espresso la solidarietà al Venezuela colpito dalla catastrofe, sostenendo che “i nostri pensieri sono con le vittime e con le loro famiglie”. Un messaggio analogo è stato postato sullo stesso social dal leader del Partido Popular, Alberto Nunez Feijoo: “I nostri pensieri sono con il Venezuela”, scrive nel post, assicurando “tutto l’aiuto possibile a coloro che ora ne hanno bisogno”. “Tutta la solidarietà al popolo fratello che ha davanti giorni molto difficili”, scrive il presidente del partito conservatore. “E tutto il nostro affetto a tanti venezuelani in Spagna che affrontano questa tragedia con enorme angoscia”, aggiunge. In Spagna sono almeno 400.000 le persone di origine venezuelana con residenza ufficiale nel Paese, delle quali oltre 173.299 hanno anche la nazionalità spagnola, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, anche se la cifra totale dei venezuelani presenti nel Paese è stimata in almeno 600.000 persone. Si tratta della comunità venezuelana più numerosa in Europa.
Danni critici a sede della Croce rossa ma squadre al lavoro
La sede nazionale della Croce rossa Venezuelana ha subito “danni critici” a causa dei terremoti che hanno colpito il Paese il 24 giugno, ma l’organizzazione continua a operare regolarmente e mantiene attiva la propria rete di ospedali e centri sanitari. Lo ha reso noto la Federazione internazionale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa (Ficr). La Croce rossa venezuelana ha attivato squadre di soccorso per sostenere le operazioni di evacuazione e ricerca dei dispersi e, durante la notte, ha dispiegato quattro team di valutazione nelle aree maggiormente colpite. Parallelamente, sono stati mobilitati aiuti e forniture di emergenza per la popolazione. Secondo la Federazione, le esigenze più urgenti riguardano “la ricerca e il soccorso, l’alloggio d’emergenza per le famiglie le cui abitazioni sono state danneggiate o distrutte e l’assistenza medica urgente”. La federazione ha inoltre riferito che le società nazionali della Croce rossa di Ecuador, Colombia, Messico, Costa Rica e Argentina, Paesi che ospitano numerose comunità venezuelane, hanno attivato i servizi per il ricongiungimento e il contatto tra familiari.
Modi: “India pronta a offrire assistenza dopo il terremoto in Venezuela”
Il premier indiano Narendra Modi, in un messaggio pubblicato su X, ha dichiarato che “l’India è pronta a offrire tutta la possibile assistenza” per il terremoto che ha colpito il Venezuela. Modi, nel messaggio, ha detto di esprimere condoglianze “al governo e al popolo del Venezuela” e “in particolare alle famiglie che hanno perso i propri cari”.
Rodriguez: “Ringrazio l’Italia per il supporto offerto”
“Ringrazio la disponibilità manifestata dal Governo italiano e dalla prima ministra Giorgia Meloni di offrire supporto in questo momento di difficoltà. Apprezziamo queste espressioni di vicinanza e di solidarietà verso il Venezuela”. Lo scrive su X la presidente a interim Delcy Rodriguez. “Ho ricevuto una telefonata dal ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, Antonio Tajani, che ha espresso la solidarietà del Governo italiano e la sua vicinanza al popolo venezuelano”, ha comunicato la leader del governo di Caracas.
Tajani: “Non ci sono vittime tra italiani in Venezuela registrati su Viaggiare Sicuri”
Gli italiani in Venezuela che “sono registrati con la nostra Unità di crisi, con il sistema Viaggiare Sicuri, sono stati tutti contattati e al momento non ci sono vittime”: lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in collegamento telefonico con Sky Tg24. Ma con “numeri così alti” di potenziali vittime, ha aggiunto, al momento “non sappiamo molto di più. Comunque le autorità venezuelane ci hanno assicurato che la nostra ambasciata verrà informata in tempo reale su eventuali problemi per i nostri connazionali”. L’aeroporto di Caracas “è chiuso, qualcuno non può rientrare. La nostra ambasciata sta già accogliendo alcune famiglie che non possono entrare a casa perché hanno la casa distrutta”, ha inoltre spiegato il ministro. “Seguiamo minuto per minuto e naturalmente ho informato il Presidente del Consiglio di ciò che sta accadendo fin dalla notte”, ha aggiunto.
Rubio: “Invio immediato delle squadre di ricerca e soccorso”
“L’America è al fianco del popolo venezuelano in questo momento difficile e, su indicazione del presidente Trump, il dipartimento di Stato sta immediatamente inviando squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria in Venezuela”. Lo annuncia su X il segretario di Stato americano, Marco Rubio. “Gli Stati Uniti esprimono le più sentite condoglianze al popolo del Venezuela a seguito dei devastanti terremoti. I nostri cuori sono con tutti coloro che hanno perso cari, i feriti e i coraggiosi soccorritori che lavorano instancabilmente nelle fasi successive al disastro”, afferma il capo della diplomazia americana che attualmente si trova in Bahrein.
Nelle prossime ore soccorsi da Usa, Messico, Qatar
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha annunciato l’arrivo nelle prossime ore di squadre di soccorso provenienti da diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Repubblica Dominicana, El Salvador, Messico e Qatar, che contribuiranno alle operazioni di ricerca e assistenza nelle aree colpite dal terremoto
Tajani: “Verifichiamo se ci sono italiani intrappolati”
In Venezuela ci sono “decine e decine” di palazzi crollati per le due potenti scosse di terremoto avvenute nelle scorse ore, per cui “speriamo che non ci siano italiani” coinvolti, “ma con tanti nostri connazionali anche con doppio passaporto che vivono in Venezuela potrebbe esserci qualcuno che sia rimasto intrappolato”: lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in collegamento telefonico con RaiNews24. “Dunque la nostra unità di crisi è operativa, da questa notte siamo operativi e cerchiamo di dare il massimo del sostegno possibile anche alle famiglie italiane che hanno parenti in Venezuela”, ha aggiunto.
Tajani: “Solidarietà al Paese, verifiche sulle condizioni dei connazionali”
Seguo con attenzione l’evoluzione della situazione dopo il violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Esprimo la mia solidarietà alla presidente ad interim Delcy Rodriguez e la vicinanza dell’Italia al popolo venezuelano in questo momento così difficile”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “L’Unità di crisi della Farnesina e il personale dell’Ambasciata d’Italia e del Consolato generale a Caracas sono pienamente operativi per verificare le condizioni di sicurezza dei connazionali e prestare ogni necessaria assistenza”, annuncia il titolare della Farnesina. “Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e delle vittime prodotte dal sisma, siamo pronti a prestare supporto e chiederemo alla Ue di attivare il meccanismo di protezione civile per coordinare e finanziare interventi di emergenza”.
Rodriguez: “Non ci sono dati dalla zona più colpita”
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, annunciando il primo bilancio del terremoto che ha colpito il Paese (almeno 32 morti e oltre 700 feriti) ha precisato di “non disporre ancora di dati provenienti dallo stato di La Guaira”, adiacente alla capitale e zona più colpita.
Delcy Rodriguez: “Ci sono 32 morti e oltre 700 feriti”
“Abbiamo 32 morti e oltre 700 feriti in ospedale. Lo stato più colpito è La Guaira. Ci sono decine di edifici danneggiati. Là è una vera tragedia. Stiamo ricevendo squadre di recupero e di soccorso. Voglio ringraziare il presidente Trump, come altri governi che ci stanno aiutando”. Lo ha detto la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, aggiornando sul bilancio delle vittime per il terremoto nel Paese.
Quattro morti alla periferia di Caracas: bilancio destinato ad aggravarsi
Le autorità di Caracas hanno appena confermato quattro morti a causa del crollo di edifici provocato dal terremoto che ha sconvolto il Paese. È il primo dato di un bilancio che inevitabilmente è destinato ad aggravarsi nelle prossime ore. Il sindaco di Baruta, un comune a 20 chilometri da Caracas, ha confermato tre morti a causa del crollo di due strutture a Las Minas. Allo stesso modo, il sindaco di Los Salias, poco lontano, ha segnalato un decesso nel suo comune.
Ambasciatore italiano in Venezuela: “Non risultano vittime italiane”
“Al momento non risultano vittime italiane in Venezuela”. Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Venezuela Giovanni Umberto De Vito, in collegamento telefonico con RaiNews24, assicurando che l’unità di crisi è al lavoro.
Trump: “Usa sono pronti ad aiutare Caracas”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “pronti, disponibili e in grado di aiutare” il Venezuela, dopo che il paese sudamericano è stata colpito da due violente scosse di terremoto. “I due forti terremoti che hanno appena colpito il grande popolo del Venezuela sono di enorme portata e hanno causato un numero devastante di vittime”, ha scritto Trump sulla sua piattaforma Truth Social. “Gli Stati Uniti sono pronti, disponibili e in grado di aiutare! Ho dato disposizioni a tutte le agenzie del nostro governo affinchè si preparino a intervenire rapidamente. Saremo al fianco dei nostri nuovi e grandi amici. Le prime notizie non sono buone”.
Edmundo Gonzalez denuncia la mancanza di informazioni sul terremoto
Edmundo Gonzalez, leader dell’opposizione venezuelana in esilio in Spagna, ha denunciato sui suoi profili social il “blocco” che impedisce l’accesso alle informazioni sull’entità delle due scosse di terremoto che hanno colpito il Paese. “I venezuelani all’estero non sanno se le loro famiglie sono al sicuro. Chi si trova in patria non comprende la portata di quanto accaduto. L’incertezza aggiunge un ulteriore livello di angoscia, e non si tratta solo di un’interruzione di rete: è il blocco informativo sistematico e prolungato che i venezuelani stanno subendo”, ha scritto.
Venezuela, sindaco conferma vittime nel municipio di Chacao a Caracas
Il sindaco del municipio di Chacao, distretto est della capitale venezuelana Caracas, ha confermato l’esistenza di vittime per il crollo di numerosi edifici nel distretto est della capitale Caracas a causa della forte scossa di terremoto che ha colpito oggi il Paese.”Sì, ci sono vittime”, ha affermato Gustavo Duque parlando all’emittente Telesur, senza precisare il numero dei morti. “In questo momento siamo impegnati nei soccorsi, abbiamo già ritrovato 18 persone e speriamo di trovarne di più”, ha aggiunto, sottolineando che nella zona sono crollate diverse palazzine.
Aeroporto di Maiquetìa chiuso per “gravi danni”
L’aeroporto internazionale di Maiquetìa, che si trova vicino a Caracas, è stato chiuso a causa dei “gravi danni” causati dal terremoto. Lo ha annunciato la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodrìguez.
Venezuela, è il terremoto più forte negli ultimi 126 anni
Un rapporto dello United States Geological Survey (USGS) classifica il terremoto avvenuto in Venezuela come il più forte registrato nella zona settentrionale del Paese negli ultimi 126 anni. L’evento sismico risulta paragonabile per intensità solamente allo storico sisma di magnitudo 7.7 registrato nell’ottobre del 1900. Gli esperti attribuiscono la violenza del fenomeno alla ridotta profondità dell’epicentro, calcolata tra 10 e 13 chilometri. Questa combinazione di elevata magnitudo e scarsa profondità ha sprigionato un movimento tellurico eccezionale, le cui onde si sono propagate a grande distanza. La scossa è stata infatti segnalata a oltre 160 chilometri di distanza, colpendo la capitale venezuelana e arrivando a interessare in modo distinto anche le regioni limitrofe della vicina Colombia.
La presidente Delcy Rodriguez: “Paese colpito duramente, dichiaro lo stato di emergenza”
“Ci sono state due scosse, una di magnitudo 7,2 e un’altra di 7,5. Abbiamo avuto 20 repliche. La situazione è grave, molte zone sono state colpite gravemente. Il primo messaggio ora è mantenere l’unione e la calma per salvare vite: tutte le organizzazioni si sono messe al lavoro”. Lo ha detto la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodrigues tre ore dopo il terremoto che ha colpito il Paese. “Non ci sarà scuola nei prossimi giorni: abbiamo attivato le operazioni di salute pubblica. Siamo vicini a chi ha perso propri cari. Chiediamo calma e unità alla popolazione. Dichiaro lo stato di emergenza: ringrazio i governi che si sono offerti per dare aiuto, Usa, Cuba, Gb, Brasile Messico, Onu”, ha aggiunto.
Trump loda le “vittorie Usa” e non cita il terremoto in Venezuela
Nel suo messaggio per i 250 anni degli Stati Uniti, Donald Trump ha celebrato le “vittorie” su Iran e Venezuela, senza citare il momento drammatico che la popolazione di Caracas sta vivendo, dopo essere stata colpita da uno spaventoso terremoto. “Abbiamo annientato l’Iran in un’ora. Anche il Venezuela è stato annientato”, ha detto il presidente americano.
Rientrato l’allarme tsunami
I centri di allerta tsunami statunitensi hanno dichiarato che non sussiste più alcuna minaccia di tsunami a seguito del terremoto in Venezuela: lo riferisce la Cnn. Un precedente avviso, emesso dopo le forti scosse registrate nel Paese, aveva messo in guardia sulla possibilità di onde per le coste entro 300 chilometri (186 miglia) dall’epicentro, nonché per Porto Rico e le Isole Vergini. “La minaccia di tsunami derivante da questo terremoto è cessata e non sussiste alcun ulteriore pericolo”, ha dichiarato il centro in un aggiornamento.
A Caracas si scava tra le macerie degli edifici crollati
A Caracas già si scava nelle macerie. Secondo le prime stime sarebbero almeno una decina gli edifici crollati nella capitale dopo il terribile terremoto che ha sconvolto il Venezuela. In rete circolano già immagini di agenti di polizia e vigili del fuoco al lavoro, mentre isolano le aree colpite, pur di cercare di salvare la vita a chi è rimasto sotto i calcinacci. “Le pietre dei muri che crollavano volavano in aria da tutte le parti. Il boato è stato terrificante”, raccontano alcuni testimoni.
Venezuela: giocatori in fuga durante partita baseball a Caracas
Un video di un minuto e ventidue secondi postato su X mostra il drammatico momento del sisma che hanno colpito il Venezuela, avvertito in campo durante una partita di baseball nello Stadio Universitario di Caracas. Mentre il lanciatore si stava preparando a riprendere il gioco, l’arbitro posizionato dietro il battitore si è allontanato allarmato, guardando il cielo. A un certo punto le immagini mostrano il terreno tremare e i giocatori mettersi in fuga, seguiti dal pubblico sceso dalle tribune per cercare riparo.
Venezuela, il governo invita la popolazione a lasciare gli edifici
Il ministro dell’Interno del Venezuela, Diosdado Cabello, è apparso alla televisione di Stato e ha invitato la popolazione a mantenere la calma e ad abbandonare gli edifici danneggiati. “Chiediamo alla popolazione di lasciare le proprie abitazioni e gli edifici, poiché diverse strutture hanno subito danni durante il terremoto iniziale”, ha dichiarato Cabello. “Le successive scosse di assestamento potrebbero sfruttare queste debolezze strutturali”, ha aggiunto.
Gravi problemi nelle comunicazioni telefoniche dopo il terremoto in Venezuela
In queste ore, successive alle scosse di terremoto, si stanno verificando gravi problemi ai sistemi di comunicazione a Caracas, Miranda e La Guaira. Le difficoltà nell’effettuare chiamate e nell’accedere ai servizi dati, informa la stampa locale, hanno complicato la comunicazione tra i familiari, soprattutto per i venezuelani residenti in altri stati del paese e all’estero, che cercano di avere notizie dei propri cari nelle zone colpite. Le interruzioni dei servizi di telecomunicazione sono frequenti dopo terremoti di forte intensità come questo a causa dell’elevata domanda simultanea sulle reti e dei potenziali danni alle infrastrutture. Tuttavia, nessuna compagnia di telecomunicazioni ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale in merito alle cause delle interruzioni.
Machado ai venezuelani dopo il sisma: “Oggi più uniti che mai”
La leader dell’opposizione venezuelana e Premio Nobel per la Pace María Corina Machado ha espresso solidarietà ai cittadini colpiti dal forte terremoto in Venezuela. In un messaggio pubblicato sui social network, Machado ha rivolto un pensiero alle famiglie coinvolte nell’emergenza. “Il mio cuore, il mio abbraccio infinito e le mie preghiere sono con ogni famiglia venezuelana in queste ore di angoscia”, ha scritto. La dirigente ha inoltre invitato la popolazione a mantenere calma e spirito di solidarietà di fronte alla crisi. “Che la forza, la serenità e la solidarietà prevalgano tra noi in questo momento difficile”, ha affermato, sottolineando l’importanza dell’unità nazionale. “Che Dio protegga ogni venezuelano, le nostre famiglie e le nostre case. Oggi più uniti che mai”, ha aggiunto.
Usgs: “Probabili numerose vittime e ingenti danni nel terremoto in Venezuela”
“È probabile che il disastro sia di vasta portata” e potrebbero seguire anche forti scosse di assestamento. Lo afferma l’Usgs, il servizio geologico degli Stati Uniti, stimando la possibilità – riporta la Cnn – che si registrino numerose vittime e danni ingenti.
L’epicentro della seconda scossa
L’epicentro della seconda scossa, quella più violenta, di magnitudo 7.5 è stato a 23 chilometri a sud est di Yumare, un centro di circa 20mila abitanti, vicino alla costa, a circa 300 km a ovest di Caracas. Questa seconda scossa è stata preceduta, 39 secondi prima, da un’altra di magnitudo 7,2.
Danni all’aeroporto di Maiquetía, passeggeri nel panico
Danni anche all’aeroporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, principale scalo del Paese, situato a circa 20 chilometri da Caracas. Le immagini riprese all’interno dello scalo documentano momenti di forte tensione tra passeggeri e personale: persone in fuga dai terminal, viaggiatori che cercano riparo all’aperto e scene di confusione durante l’evacuazione delle aree interessate. In diversi filmati si vedono controsoffitti danneggiati, detriti a terra e passeggeri che abbandonano rapidamente gli edifici mentre il sisma è ancora in corso.
Caracas, crolla il terzo edificio: “Molti feriti sotto le macerie, è un disastro”
“Un edificio è crollato completamente, ci sarebbero molti feriti all’interno. È un disastro”, afferma un testimone in un filmato rilanciato online. Le immagini diffuse in rete mostrano diverse scene di panico tra i residenti, persone in fuga dagli edifici, nuvole di polvere provocate dai crolli e danni a facciate, abitazioni e infrastrutture in diverse zone della capitale venezuelana.
L’allerta tsunami per Porto Rico e le Isola Vergini
Il forte terremoto che ha colpito oggi il Venezuela ha spinto il Centro di allerta tsunami del Pacifico (Ptwc) a emettere avvisi per diverse isole dei Caraibi, successivamente revocati per Aruba, Curaçao e Bonaire. Rimane invece un’allerta per Porto Rico e le Isole Vergini, dove le autorità monitorano il rischio di forti correnti e onde anomale lungo le coste.
Le raccomandazioni della Croce Rossa colombiana
La Croce Rossa colombiana ha diffuso una serie di raccomandazioni alla popolazione su come comportarsi in caso di scosse sismiche. In un video pubblicato sui social, l’organizzazione ha invitato i cittadini a mantenere la calma e, se si trovano all’interno di edifici antisismici, a ripararsi sotto mobili robusti o accanto a pareti interne, proteggendo testa e collo fino al termine della scossa. In caso contrario, è consigliata un’evacuazione ordinata secondo i piani di emergenza. La Croce Rossa raccomanda inoltre di non utilizzare ascensori, di tenersi lontani da finestre, scaffali e oggetti sospesi che potrebbero cadere e, se all’aperto, di raggiungere aree aperte lontane da edifici, alberi e linee elettriche. L’organizzazione ha infine invitato la popolazione a seguire esclusivamente le indicazioni delle autorità e dei soccorritori prima di rientrare nelle abitazioni o nei luoghi di lavoro.
Il precedente nel 2018
L’ultimo terremoto di intensità analoga risale al 2018, quando un sisma di magnitudo 7.3 colpì lo Stato di Sucre. In questo caso la scarsa profondità rende il terremoto particolarmente distruttivo.
La seconda scossa di terremoto a distanza di 40 secondi: magnitudo 7.5
Le scosse in Venezuela registrate dal servizio geologico statunitense (Usgs) sono state due, entrambe catastrofiche, a distanza di 40 secondi: la prima di magnitudo 7.2 e la seconda di 7.5. Sono avvenute in posizione e profondità diverse, a ovest di Caracas.
Epicentro e profondità della prima scossa
Secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs), l’epicentro del sisma è stato localizzato nel nord-ovest del comune di Montalbßn, nello Stato di Carabobo, a circa 300 chilometri dalla capitale, con una profondità di 13,2 chilometri.
Crollano edifici a Caracas
Almeno due edifici sono crollati nel quartiere di Los Palos Grandes, nel comune di Chacao, nell’area metropolitana di Caracas, dopo il forte terremoto di magnitudo 7,1 che ha colpito oggi il centro del Venezuela. Lo riferiscono media locali e residenti della zona, che hanno segnalato i crolli lungo la Primera Avenida, tra l’Avenida Francisco de Miranda e la Primera Transversal.
La scossa avvertita anche in Colombia
Numerosi residenti hanno segnalato sui social media il terremoto anche in Colombia e le autorità hanno riferito che la scossa è stata percepita in diverse città, tra cui Bogotà, Barranquilla e Bucaramanga, dove alcuni cittadini hanno riferito oscillazioni prolungate di edifici e abitazioni.
