Referendum Costituzionale (22-23 Marzo 2026)

L’ultima consultazione in ordine di tempo ha riguardato la riforma dell’ordinamento giurisdizionale e l’istituzione della Corte disciplinare. A differenza dei referendum abrogativi, per questo tipo di votazione non è previsto un quorum (ovvero non è necessario che voti il 50% + 1 degli elettori affinché il risultato sia valido).

I Risultati

  • Affluenza finale: È stata sorprendentemente alta per un referendum, attestandosi al 58,9% a livello nazionale, con picchi oltre il 60% in diverse regioni del Centro-Nord (come la Liguria al 62,2%).
  • Esito: Ha prevalso nettamente il “NO”. I cittadini hanno bocciato la proposta di modifica costituzionale, confermando l’attuale assetto della magistratura e respingendo le innovazioni proposte dal governo in materia di sanzioni disciplinari per i magistrati.

Nota: Molti osservatori politici hanno interpretato questo voto non solo nel merito tecnico della giustizia, ma come un segnale politico di difesa dell’assetto costituzionale vigente.


2. I Referendum del 2025 (Lavoro e Cittadinanza)

Per completezza, è bene ricordare i cinque referendum abrogativi che si sono svolti l’8 e 9 giugno 2025. In quel caso, il tema centrale era il contrasto tra la volontà dei votanti e il mancato raggiungimento della soglia legale di partecipazione.

I 5 Quesiti e l’esito

I quesiti riguardavano quattro temi sul lavoro (promossi dalla CGIL, tra cui la reintegra per i licenziamenti illegittimi e la sicurezza negli appalti) e uno sulla cittadinanza (per dimezzare i tempi di residenza necessari per richiederla).

Tema del QuesitoRisultato dei VotantiAffluenzaEsito Legale
Licenziamenti (Reintegra)87,6% SÌ29,8%Nullo (No Quorum)
Indennità Piccole Imprese86,0% SÌ29,8%Nullo (No Quorum)
Contratti a Termine87,5% SÌ29,8%Nullo (No Quorum)
Sicurezza Appalti85,8% SÌ29,8%Nullo (No Quorum)
Cittadinanza65,3% SÌ29,9%Nullo (No Quorum)

Nonostante la schiacciante vittoria dei “Sì” tra chi si è recato alle urne, nessuna delle riforme è passata perché l’affluenza è rimasta ben al di sotto del 50% richiesto dalla legge per i referendum abrogativi.


3. Il caso dell’Autonomia Differenziata

Va menzionato che nel gennaio 2025 la Corte Costituzionale aveva dichiarato inammissibile il referendum contro l’autonomia differenziata (Legge Calderoli), impedendo ai cittadini di esprimersi direttamente su quel tema poiché il quesito era stato giudicato “poco chiaro” dopo alcuni interventi parziali della stessa Corte sulla legge.

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