“Nel prossimo decreto sul Coronavirus misure a favore dello sport”

E’ la richiesta di Paolo Serapiglia, presidente dell’Endas, al premier Giuseppe Conte

Un pacchetto di misure a favore del mondo dello sport e in particolare delle migliaia di associazioni sportive, società sportive, palestre e impianti, costrette a fermarsi in queste settimane a causa del blocco delle attività imposto dall’emergenza Coronavirus.

E’ quanto ha chiesto in una lettera inviata al premier Giuseppe Conte, Paolo Serapiglia, presidente nazionale dell’Endas (il più antico ente di promozione sportiva italiano riconosciuto dal Coni).

Nella lettera aperta destinata a Conte, Serapiglia ha ricordato come il settore sportivo sia “l’attività “produttiva” che per prima è entrata in trincea in questa battaglia, chiudendo centomila sedi, non erogando servizi a venti milioni di italiani e lasciando a casa un milione di tecnici ed addetti”.

“La definisco produttiva – ha precisato Serapiglia – proprio perché produce la materia prima di cui oggi abbiamo bisogno più di ogni altra: salute, benessere e inclusione sociale.

Contribuendo ad abbattere i costi del servizio sanitario nazionale con il miglioramento dello stile di vita dei cittadini, lo sport è di fatto il primo presidio di accoglienza per i nostri figli ed è veramente incalcolabile il valore sociale dell’operato delle affiliate, dei tecnici e dello stesso Ente di Promozione Sportiva che, pur appartenenti alla grande famiglia Coni, afferiscono tutti alla Sport e Salute S.p.A”.

“In virtù di queste peculiarità – ha sottolineato il presidente di Endas nella lettera indirizzata al presidente del Consiglio – va da sé che Asd, Ssd, palestre e impianti sportivi di ogni genere e tipo, ancorché costituite con altre forme societarie, dovranno essere tenute nella giusta considerazione, con i distinguo del caso ma alla stregua delle piccole e medie imprese. Come sappiamo, su venti milioni di praticanti ben dodici sono tesserati con gli Enti di Promozione Sportiva ed in questo momento, dotati di autodisciplina accresciuta proprio dalla pratica sportiva, si sono fermati di colpo nell’interesse del Paese”.

“Non possiamo dimenticare – ha aggiunto Serapiglia – il vero motore dello Sport Italiano, i tecnici, gli operatori e gli addetti, un milione di italiani che in questo terribile momento hanno cessato di percepire compensi, non potendo essere, loro malgrado, accanto ai nostri figli”, rivendicando il loro diritto a “non sentirsi abbandonati”.

“É nostro dovere e delle Istituzioni dello Stato – ha proseguito Serapiglia – riattivare l’impresa sportiva italiana, facendo in modo che, al termine dell’emergenza sanitaria, i cittadini possano trovare tutte le strutture sportive in ordine e pronte ad accoglierli nel migliore dei modi, rammentando che lo sport contribuisce precipuamente al rafforzamento delle difese immunitarie di cui tutti necessitiamo anche per scongiurare l’eventuale ripresa del comune nemico, che certo batteremo ma che non vorremmo mai più combattere ad armi impari”.

“Il decreto ‘Cura Italia’ – ha concluso Serapiglia – è un importante segnale del Governo ma confido nel prossimo, al pari delle altre nazioni europee, affinché nel capitolo Sport e Terzo settore si possano leggere misure più incisive che permettano appieno la ripresa delle attività al tempo della rinascita, così come dovrà accadere per tutti i comparti”.

Nel pacchetto di misure posto dall’Endas all’attenzione del presidente del Consiglio dei Ministri figurano, tra le altre proposte, un contributo mensile di mille euro fino al 31 dicembre 2020 per tutti i tecnici ed operatori dello sport che risultino tesserati da almeno due anni; l’accesso alle forme di solidarietà che saranno indicate dal Governo, dalle Regioni e dagli Enti Locali, per tutto il personale, in parte afferente ai Ccnl, ma in maggioranza collaboratori di cui alla L.289/02 art. 90; la cassa integrazione in deroga per i dipendenti, a tempo indeterminato e determinato, impiegati in tutti i tipi di associazioni sportive e del terzo settore; l’azzeramento, con decorrenza immediata, di tutti i canoni di locazione e mutui accesi per gli impianti sportivi pubblici e privati e di qualsiasi area adibita alla pratica sportiva fino al 31 dicembre 2020; l’apertura di una linea di credito che consenta, agli operatori dello sport, il pagamento dei canoni di affitto senza interessi a partire dal 01 gennaio 2021 al 31 dicembre 2021; la destinazione agli enti di promozione sportiva dei fondi del 5X1000, non utilizzati ed accantonati relativi alle annualità 2018/2019, entro il 30 settembre 2020 per attività di promozione sportiva, sociale e di volontariato; il contributo Sport e Salute per l’anno 2021, relativo alla consistenza 2020, finalizzato esclusivamente alle spese di funzionamento, slegato dai dati del registro Coni, in grado di consentire le normali attività amministrative, il pagamento degli stipendi, le spese generali sia delle sedi centrali che di quelle territoriali, supportando anche le associazioni affiliate ed i tesserati.

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