Fincantieri, Parigi nazionalizza Stx. Telefonata “cordiale” Macron-Gentiloni

MILANO – Il governo francese ha deciso di nazionalizzare i cantieri navali Stx: la conferma arriva direttamente dal ministro dell’economia Bruno Le Maire, dopo le indiscrezioni pubblicate da Le Monde. Il quotidiano attribuisce la svolta direttamente al presidente francese Emmanuel Macron e arriva a poche ore dalla scadenza per lo Stato (sabato) per esercitare il diritto di prelazione sull’azienda (attualmente partecipata dal pubblico francese a un terzo del capitale) e la cui maggioranza era stata assegnata all’asta a Fincantieri.

L’intenzione francese, ha argomentato il ministro in conferenza stampa, è quella di garantire che “le competenze straordinarie dei cantieri navali di Saint-Nazaire e i loro lavoratori restino in Francia: il nostro obiettivo è difendere gli interessi strategici”. Si tratta in ogni caso di una nazionalizzazione “temporanea”, che nel disegno di Parigi non sospende le trattative con l’Italia e allarga la finestra utile a trovare un nuovo partner industriale. Le Maire ha anzi detto che martedì prossimo farà visita ai ministri Padoan e Calenda per riaprire il dossier. La speranza di Le Maire è che “ci sia un accordo con l’Italia nelle prossime settimane”. “Siamo disponibili a un confronto con i francesi, ma non c’è motivo per cui Fincantieri debba rinunciare al controllo di Stx”, diceva soltanto ieri in una nota Padoan.

La svolta anticipata da Le Monde è arrivata di sorpresa, una completa inversione a U solo pochi minuti dopo che il portavoce del governo, Christophe Castaner, aveva detto che l’obiettivo “non è di nazionalizzare” il cantiere di Saint Nazaire. Quest’ultimo era stato rilevato all’asta da Fincantieri, la partecipata statale italiana, unica a fare un’offerta nell’ambito dello spezzatino del gruppo coreano Stx, che controllava appunto Saint Nazare e che ha dovuto vendere i suoi pezzi più pregiati. Un lungo tira e molla con la presidenza Hollande aveva portato a una quadra che avrebbe portato gli italiani ai due terzi del capitale, la parte rilevata dai coreani, e lasciato il resto alla Francia.

Dopo l’elezione, però, il neo-presidente Macron ha iniziato un braccio di ferro pensionando i precedenti accordi: il dossier è stato riaperto e nei giorni scorsi il governo francese ha chiesto di compartecipare i cantieri al 50%, estendendo piuttosto la partnership al campo militare. Proprio quello è il dossier più caldo, sia per l’importanza strategica della materia che per le prospettive di affari miliardari nel settore. Lo stesso Macron ha chiamato nel pomeriggio il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: è stata una telefonata – che fonti di Palazzo Chigi hanno definito un “cordiale colloquio” – sui temi migratori, la Libia e proprio la questione Fincantieri- Stx Saint-Nazaire.

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Prima della notizia rilanciata dal quotidiano francese, il portavoce Castaner aveva sottolineato che è in corso “una forma di negoziazione” con l’Italia e il governo “vuole riaffermare gli interessi della Francia”. Insomma, un mostrare i muscoli per spuntare una situazione di controllo che andasse bene anche a Parigi, ma che sembrava potesse sfociare in una intesa.

Sembrava un ammorbidimento dei toni rispetto a quanto emerso negli ultimi giorni, in particolare dopo che il ministro francese dell’economia, Bruno Le Maire, aveva lanciato una sorta di ultimatum: o l’Italia accetta di dividersi il capitale alla pari con la Francia oppure lo stato francese eserciterà il proprio diritto di prelazione che scade sabato e nazionalizzerà il sito. Invece Castaner ha definito i partner italiani “importanti” aggiungendo che “Stx fa parte degli interessi nazionali sia per i dipendenti che rappresenta sia per la particolarità di questi cantieri, che hanno un know-how unico. Pertanto quando si negozia con partner internazionali è normale che lo stato possa alzare i toni. E’ come in diplomazia, bisogna far vedere le armi e mostrare che le armi ci sono. Questo permette di negoziare meglio”. Alla domanda se il governo francese abbia scelto una forma di protezionismo, Castaner ha risposto: “No, si tratta di una forma di negoziati con i partner italiani. Si vuole riaffermare il posto che compete alla Francia, gli interessi nazionali della francia in Stx, in questi grandi cantieri navali che sono fondamentali per la nostra economia nazionale”. Castaner ha concluso che “il mondo dell’economia è un pò come la politica, non è un mondo tutto rose e fiori. Di tanto in tanto bisogna accettarlo”.

Le rose e fiori sono diventati spine vere e proprie con l’ufficializzazione dell’esercizio della prelazone francese. E alle novità transalpine seguono le reazioni italiane: “Ci aspettiamo una chiara e immediata presa di posizione della Commissione europea. Se questo è il nuovo corso della Francia mi pare evidente che si vada verso un periodo buio e difficile della storia europea”, attacca in una nota il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia. “Noi non accettiamo ultimatum: lo hanno detto i nostri ministri, vediamo cosa farà la Francia”, ha rincarato il ministro degli Esteri, Angelino Alfano.

Intanto il titolo Fincantieri vede vanificato in tentativo di recupero dal tracollo della vigilia, quando è arrivato a perdere oltre 13 punti percentuali lasciando alla fine sul parterre poco meno del 9% e 150 milioni di capitalizzazione. Alla fine, perde un altro 2,6%.

Fonte: Repubblica.it

 

 

 

 

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