Tour de France, il riscatto di Boasson Hagen. Froome mantiene la maglia gialla

Il norvegese, entrato nella fuga di giornata, chiude trionfando da solo e ‘vendicandosi’ del fotofinish che lo aveva condannato contro Kittel. Alla vigilia della crono decisiva, tutto immutato nella generale.

SALON DE PRONVENCE – Un ferita di appena sei millimetri che non riusciva a rimarginarsi. Edvald Boasson Hagen in testa aveva ancora il fotofinish di Nuits-Saint-Georges, quando solo una tecnologia impietosa (in altre epoche il pari merito sarebbe stato scontato) lo aveva giudicato perdente contro Marcel Kittel. Shock superato con la terapia migliore, la vittoria. Il norvegese c’è sempre nelle fasi salienti. Prima una fuga lunga, con venti uomini, poi una un più corta con nove, poi una cortissima, a due. Rotonda ad una manciata di km dal traguardo, l’accelerazione di Boasson Hagen è di quelle che fanno il vuoto: gli si attacca alla ruota Nikias Arndt. E’ un tedesco abituato alla pista, di quelli che si sanno muovere. Il prode Edvald però se lo toglie di ruota senza neanche scattare, per di più in pianura.

Numero d’alta scuola, momento tecnicamente migliore di una frazione che non dice molto, anzi nulla per gli uomini di classifica. Spieghiamo il concetto parlando di Dieter Didi Senft, in arte il diavolo. Gli appassionati di ciclismo, in particolare quelli di Tour, lo conoscono bene visto che da una vita si esibisce in tenuta ‘da lavoro’ accanto ai ciclisti. La giornata ‘stressante’ di Froome è tutta in una immagine: Didi a bordo strada e la maglia gialla, non sempre delicatissima con gli estranei, che gli dà il cinque. Tranquillità è un concetto relativo al Tour, però l’approdo in Provenza ha caratteristiche oggettivamente più dolci rispetto a tante avventure passate.
Fonte:Repubblica

Andrea Vetromile

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