Airbnb, 1,2 miliardi di giro d’affari in Italia: le tasse valgono 250 milioni

Secondo una stima di «Italianway», i 120mila «host» italiani del portale Usa ricavano in media 10mila euro l’anno. Scarantino: «Senza tasse è concorrenza sleale»

Oltre un miliardo. Potrebbe essere questo l’imponibile dei 120 mila «host» di Airbnb. La cifra, indicativa, è stimata dai property managers, le società che gestiscono professionalmente la case date per locazioni brevi. «Un appartamento a Milano ha un tasso di occupazione medio dell’83% e un rendimento oscillante tra i 12.000 e i 24.000 euro annui — dice Davide Scarantino, fondatore di Italianway — . Posso stimare che una gestione meno intensiva fatta da un host privato possa portare a un’occupazione intorno al 60% e un reddito tra gli 8mila e i 18 mila euro annui a seconda della tipologia di appartamento e della zona. In media 13 mila. Considero Milano un ottimo mercato, la media nazionale dovrebbe scendere intorno a 10 mila euro all’anno. Le località turistiche hanno tassi di occupazione più bassi ma tariffe più alte, quindi possono stare nella stessa media». Stimando 10 mila euro di reddito all’anno per ognuno dei 120 mila host, Airbnb genera un mercato di circa 1,2 miliardi l’anno. Se il portale americano facesse da sostituto di imposta come prevede la nuova legge dovrebbe versare circa 250 milioni di euro in tasse. Il governo pensa di ricavare 80 milioni di gettito quest’anno (l’obbligo di fare da sostituto di imposta per gli intermediari immobiliare come Airbnb è scattato dal primo giugno) e 140 milioni l’anno prossimo.

Fonte:Il Corriere

Andrea Vetromile

 

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