Milan, Donnarumma a un passo dal rinnovo: accordo raggiunto

MILANO – La trattativa per il contratto di Donnarumma avrebbe subito una accelerazione improvvisa. Positiva: secondo le indiscrezioni il portiere resterà al Milan. Sarebbe stato raggiunto l’accordo totale tra le parti sul nuovo contratto: adesso mancano solo l’ufficialità e la firma. Il rinnovo, ormai quindi a un passo, è da 6 milioni all’anno per 5 anni, un milione in più dell’offerta rifiutata a giugno dal 18enne portiere e dal suo agente, Mino Raiola. L’accordo prevederebbe anche una clausola rescissoria da 100 milioni di euro, dimezzata in caso di mancata qualificazione del Milan alla Champions. Inoltre il club rossonero si sarebbe impegnato a ingaggiare anche il fratello maggiore di Donnarumma, Antonio, come portiere di riserva. Donnarumma, per rimanere al Milan, avrebbe rifiutato una maxi offerta dal Paris Saint Germain. Oggi era emersa la possibilità di un ulteriore confronto tra Raiola e la famiglia Donnarumma per decidere quale linea tenere. E si pensava che la riunione con il club potesse andare in scena anche dopo l’esame di maturità del portiere che inizia il 5 luglio.

ASSENTI SOLO IN QUATTRO – Intanto oggi è partita la marcia di avvicinamento al raduno in programma mercoledì. Test fisici a Milanello per quasi tutta la rosa. Mancano solo i reduci da Confederations Cup ed Europeo Under 21: Andrè Silva, Calabria, Locatelli e lo stesso Donnarumma. Calhanoglu ha superato le visite mediche in mattinata e, in serata, ha firmato il contratto che lo legherà al club rossonero fino al 30 giugno 2021. “Per me è la prima volta in Italia, qui a Milano e al Milan tutto è bellissimo ha detto il neo acquisto ai microfoni di Sky -. Questo è un club prestigioso, che ha vinto parecchi trofei. Ricordo alcuni giocatori top di questa squadra, come Ronaldinho e Maldini. Spero di poter fare tanto anche io qua. Sono grato per l’accoglienza ricevuta: è davvero importante per me esser così ben voluto. Cercherò di fare il meglio per non deludere tutti questi tifosi”.

 

Fonte: Repubblica

 

 

 

 

 

 

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