I mercati confidano nella ripresa: Pil Usa oltre le attese, fiducia Ue ai massimi dalla crisi

MILANO – Ore 15:00. I mercati europei trattano deboli mentre arrivano segnali di forza dai principali blocchi economici del globo. Al termine di un mese difficile i listini mondiali sono comunque indirizzati il miglior avvio d’anno dal 1998, con un guadagno dell’11 per cento – nota Bloomberg – che li ha portati ai livelli massimi di sempre. Milano, partita in rialzo, cede lo 0,5% nel primo pomeriggio, nonostante la giornata ancora positiva per le banche: sono deboli i titoli industriali e l’energia. Parigi lima lo 0,9%, Francoforte gira in rosso dello 0,65% e solo Londra riesce a tenere in positivo dello 0,13%. I future su Wall Street sono contrastati dopo la miglior seduta dallo scorso aprile.

Gli investitori stanno cogliendo i segnali provenienti dalle Banche centrali sulle prossime mosse in direzione di una normalizzazione della politica monetaria e confidano nel fatto che i fondamentali economici siano sufficientemente buoni per reggere a uno scenario di tassi più elevati. La continua crescita delle valutazioni, unita ai focolai di possibile tensione che vanno dalla tenuta della presidenza Trump ai conflitti geopolitici, hanno sollevato in alcuni i dubbi che presto si possa registrare una profonda correzione dei corsi azionari.

Gli effetti di questa impostazione si sono visti recentemente sui cambi: l’euro si è rafforzato ai massimi da oltre un anno dopo che il governatore Mario Draghi ha parlato della fine di scenari deflazionistici. Parole che secondo la Bce sono state interpretate con un eccesso di foga dagli operatori, che vi hanno scorto un indizio di una fine accelerata del Qe. Non sono convinti della toppa in Abn Amro, dove sottolineano che “c’è stato un netto cambio nei toni” del discorso del presidente. Dopo la pausa di ieri, la valuta unica è ancora in rialzo nei confronti del dollaro: è salita fino a 1,1419 dollari, posizionandosi ai massimi dal giugno 2016. In rafforzamento pure la sterlina, che si è irrobustita dopo le parole del governatore Mark Carney sulla possibilità di procedere a una stretta monetaria. Lo spread tra il Btp e il Bund tedesco scende intanto sotto la soglia di 165 punti base.

Dal fronte macroeconomico sono giunti segnali positivi per la forza delle principali economie. Il Pil degli Usa è cresciuto nel primo trimestre oltre le attese, con un balzo dell’1,4% che supera le attese degli analisti, che scommettevano su una crescita dell’1,2%. E’ superiore anche alle due precedenti stime preliminari che indicavano una crescità dell’1,2% in seconda lettura e dello 0,7% in prima lettura. La fiducia dei consumatori in Germania che è vista in crescita a luglio: secondo il barometro Gfk salirà a 10,6 punti da 10,4 punti in giugno e 10,2 in maggio. Segue il passo dell’andamento della congiuntura nel paese, definita da Gfk “eccellente”. Si segnala in rosso anche il clima di fiducia per consumatori e produttori in Europa, che tocca i massimi da prima della crisi: a giugno l’indicatore del sentimento economico (ESI) della Commissione Ue è aumentato di 1,9% punti nella zona euro e di 1,6 punti nella Ue-28, raggiungendo il livello più alto dall’ agosto 2007. L’ESI è cresciuto soprattutto in Germania (+2,4), Francia (+2,2) e Olanda (+1,6), e leggermente in Spagna (+0,5) mentre in Italia è rimasto piatto. Di nuovo negli Usa, ha deluso le aspettative l’andamento dei sussidi per la disoccupazione cresciuti a 244mila unità nell’ultima settimana monitorata.

In mattinata, le Borse asiatiche hanno chiuso in rialzo: Tokyo ha terminato gli scambi in apprezzamento dello 0,45%. Sul mercato valutario lo yen ha proseguito la fase di svalutazione sul dollaro, raggiungendo quota 112,20. In territorio positivo anche Hong Kong (+0,9%), Shanghai (+0,3%), Shenzhen (+0,4%) e Seul (+0,6%). In Giappone si segnala la brusca frenata delle vendite al dettaglio, che a maggio hanno segnato un -1,6% rispetto ad aprile, quando erano salite dell’1,4%. Gli analisti si aspettavano un ribasso più contenuto e pari a -1%.

Segnali di fiducia anche sul fronte delle materie prime, con il barile di petrolio Brent con consegna ad agosto che ha aperto in rialzo di mezzo punto percentuale sul mercato dei futures di Londra a 47,55 dollari. Oro in rialzo sui mercati asiatici: il metallo prezioso passa di mano a 1.252,56 dollari l’oncia (+0,27%).

Fonte: Repubblica.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *