Londra, la premier May sigla l’accordo “salato” con i nord-irlandesi

Giuseppe Ruggieri

Il piccolo partito unionista nord-irlandese ha accettato formalmente di fornire il suo sostegno al governo britannico della premier conservatrice Theresa May. “L’accordo è stato firmato” ha detto un portavoce di Downing Street, ufficializzando così un patto sul quale si è giunti più volte a un passo dall’annuncio ma mai finora definitivo. In base all’accordo, siglato dalla stessa May e la leader del partito ultraconservatore, Arlene Foster, i 10 deputati del Dup voteranno a favore del programma conservatore del governo May, il cui partito ha ottenuto solo 317 seggi parlamentari alle elezioni dell’8 giugno contro i 326 necessari per formare una maggioranza. Voti quindi decisivi per la sopravvivenza stessa del governo tory.

La stretta di mano prevede anche un ricco pacchetto economico a favore di Belfast, con uno stanziamento complessivo di fondi pari a 1,5 miliardi di sterline (1,7 miliardi di euro), denaro che, come dichiarato dalla Foster, “sarà usato per dare impulso all’economia della regione e investire in nuove infrastrutture, nell’educazione e nella sanità”.

“Saluto questo accordo che ci permetterà di lavorare assieme nell’interesse dell’intero Regno Unito, per darci la certezza di cui abbiamo bisogno mentre ci apprestiamo ad uscire dall’Unione Europea, e aiutarci a costruire una società più forte ed equa”, così il comunicato del primo ministro britannico Theresa May. Il Dup, si legge ancora nella nota, si è impegnato a sostenere il governo “sull’approvazione del discorso della Regina, il bilancio, le leggi relative alla Brexit e la sicurezza nazionale”.

L’intesa, il cui testo è stato pubblicato online, è valida per i cinque anni della legislatura. In allegato vi è anche il dettaglio della parte finanziaria, il miliardo di sterline di fondi per i prossimi due anni, che si aggiungono ai 500 milioni già stanziati per i quali vi sarà una maggiore flessibilità di spesa.

Duro il commento del leader labour Jeremy Corbyn: “L’accordo tra i Tory e il Dup non è affatto nell’interesse nazionale ma soltanto un modo per Theresa May di restare aggrappata al potere”. E aggiunge: “L’austerità ha fallito e i servizi essenziali devono essere ripristinati in tutto il Regno Unito, non solo in Irlanda. Il governo deve immeditamente rispondere a due domande: da dove arrivano i soldi per l’accordo Tory-Dup? E poi, quando anche il resto del regno Unito riceverà le risorse aggiuntive ottenute dall’Irlanda del Nord?”.

E l’accordo è quasi naufragato quando si è parlato di accettare la richiesta degli unionisti su una speciale copertura sociale per le famiglie dei militari e dei reduci alla quale si oppongono invece i repubblicani del Sinn Fein perchè temono che così vengano premiati soldati che hanno preso

parte al conflitto nordirlandese. E intanto a Belfast prosegue l’altro cruciale negoziato, quello per ricostituire un governo di unità nazionale fra unionisti e repubblicani dopo la crisi che deve essere risolta entro la scadenza indicata da Londra per il 29 giugno.

Fonte: Repubblica

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