20 mila dollari in un’estate riparando iPhone: ecco come fanno i teenager americani

Giuseppe Ruggieri

Chiamatela come volete: generazione Y, generazione millenial, oppure chiamateli “i 2000” come va di moda fra i meno attempati. E sebbene in parte diano manforte a tormentoni in tangenziale e fenomeni estivi inspiegabili per chi ha spento qualche candelina in più, in generale sono il futuro. E non è un futuro fatto solo di Rovazzi e fidget spinner, ma anche di ragazzi che vogliono lasciare il segno: ci sono sempre più miliardari giovanissimi negli USA, e quelli di cui parliamo in questa pagina non saranno probabilmente i nuovi Zuckerberg o i nuovi Spiegel (Facebook e Snapchat) ma sono assolutamente esempi da seguire.

A riportare un interessante fenomeno che sta accadendo negli States è il Wall Street Journal, che ha condiviso quattro chiacchiere con Grayson Shaw, un sedicenne che ha racimolato 24 mila dollari solamente nella scorsa estate amando il proprio lavoro anche se lo ha costretto ad evitare il divertimento della calda stagione: “A volte quando i tuoi amici sono lì a godersi le onde può essere frustrante. Dall’altra parte a farmi forza c’è la parcella di 189,99 dollari che richiedo per riparare un iPhone 7 Plus rotto, e il fatturato di quasi 24.000 dollari raccolto la scorsa estate riparando fino a nove smartphone al giorno”, le sue parole. “Amo il mio lavoro”.

Il fenomeno è alquanto diffuso fra i giovani statunitensi, con il Journal che ha avuto modo di contattare anche un diciottenne, chiamato Joseph Kokenge, che ha addirittura scelto di abbandonare il suo lavoro nell’azienda del padre per riparare iPhone. Il motivo? Con il suo lavoretto autonomo riesce a raggranellare più soldi. Kokenge ha imparato la sua nuova professione guardando video e tutorial su YouTube, applicando gli insegnamenti nella “vita reale”. Ma non è sempre tutto oro quello che luccica, come riporta il caso di un altro teenager, Jack Hancock, che ripara iPhone dall’età di 15 e ammette che alcune volte le operazioni svolte sono in perdita.

“Una volta ha erroneamente tagliato un cavo presente sull’iPhone, danneggiando in maniera irreparabile il sensore di impronte”, scrive la fonte parlando di Jack. “E ha dovuto dare al cliente 400 dollari per l’acquisto di un nuovo smartphone”. Ammette la diffusione della pratica anche iFixit, celebre sito di riparazioni e probabile fonte di ispirazione per questi giovani: “Sono portato a pensare che in ogni high school americana sareste in grado di trovare qualcuno che ha deciso di aprire questa attività cercando di fare profitti riparando iPhone”, sono state le parole di Kyle Wiens, responsabile di iFixit, riportate dal Journal.

Fonte: hwupgrade.it

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