OnePlus 5, il ritorno dello smartphone cinese potente e low cost

SIAMO ai limiti. Oltre comincia una storia già nota e, di fatto, poco interessante. Quella di aziende come Huawei, partite offrendo smartphone dalle ottime prestazioni e a costi molto accessibili e finite ad imitare Samsung e Apple alzando i prezzi di anno in anno. Ma la OnePlus, startup di Shenzhen è nata appena quattro anni fa da un’idea di Carl Pei e Pete Lau: costruire telefoni con il massimo delle prestazioni al minor prezzo possibile.

Per il OnePlus 5 però, che da oggi si può ordinare online e che dal 27 giugno arriva concretamente sul mercato, servono 499 euro per il modello da 64Gb e 559 per quello da 128Gb. Come vedremo fra poco non sono affatto tanti per uno smartphone del genere, ma sono comunque molti di più dei 299 euro che servivano per il primo modello lanciato nel 2014. Qualcuno ha polemizzato sostenendo che il 5 sia troppo simile all’iPhone 7. In realtà di simile, anzi identico, c’è solo la forma della doppia fotocamera posteriore.

“Abbiamo realizzato 100 prototipi prima di produrre questo modello. Non abbiamo copiato nessuno”, fanno sapere dall’azienda. E hanno ragione, in buona parte. Il OnePlus 5 è un telefono sottile (7,2 millimetri), elegante, con la scocca su retro che sfuma sui bordi verso lo schermo. Schermo che prende quasi tutto il telefono nella parte frontale. Non siamo alla raffinatezza del design dell’S8 della Samsung, ma siamo comunque distanti dalle forme dell’ultimo modello di Apple. La doppia fotocamera ha la più alta risoluzione oggi disponibile: due sensori Sony da 16 e 20 megapixel sul retro e uno anteriore sempre Sony da 16 megapixel. Notevole la qualità, veloce l’auto focus, con la possibilità di scattare in manuale impostando più o meno tutto. Il risultato finale è una qualità che va ben oltre quel che si può avere con l’iPhone 7, supera il P8 di Huawei, eguaglia lo ZX di Sony. Con la differenza che tutti questi modelli costano almeno il doppio.

Il processore è uno Snapdragon 835, il più veloce, che consuma il 40% in meno dell’821. Ben 8Gb di ram ddr4 quando i modelli più avanzati in genere ne hanno 4. Il software è l’OxygenOs basato su Android 7.1, abbastanza pulito e funzionale migliorato rispetto alla versione precedente, ma da questo punto di vista si è visto di meglio in giro. Divertente il fatto che si possano personalizzare perfino le vibrazioni del telefono quando squilla. Assicurano dalla OnePlus che se cade in acqua e lo si tira fuori prima di dieci secondi non succede nulla. No, non abbiamo fatto la prova. Lo schermo da 5,5 pollici è un amoled full hd di alto livello. Non sfigura messo a confronto con altri più definiti, ma non si avvicina alla bellezza del display dell’S8 o a quello del Sony ZX Premium. “Su schermi di queste dimensioni la differenza fra full hd e 2k quasi non si nota”, obbiettano dalla OnePlus. Eppure solo il P8 di Huawei, fra quelli che giocano in serie A, continua ad usare questa risoluzione.

Quando abbiamo chiesto come mai un prezzo così “alto, dalla OnePlus hanno risposto: “In quei 499 euro c’è il nuovo servizio assistenza per i clienti. Ora in Italia qualsiasi problema il telefono abbia lo mandiamo a prendere in 24 ore”. Sanno però bene che superare i 500 euro per un’azienda agile nata con l’idea di “uccidere i modelli di punta” degli altri con costi molto più accessibili, è una soglia significativa. Superarla sgonfierebbe perdere la propria identità. Insomma, la OnePlus smetterebbe di essere quella che tutti conosciamo

 

Fonte: Repubblica.it

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