Caso Eluana, il Consiglio di Stato: la Regione risarcisca il padre

Giuseppe Ruggieri

Il Consiglio di Stato, respingendo il ricorso della Regione Lombardia, ha detto sì al risarcimento a Beppino Englaro, confermando quanto aveva già deciso il Tar. La Regione non si fece carico del ricovero di Eluana, in stato vegetativo per 17 anni, in una struttura sanitaria adeguata per la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione come richiesto dal padre. Per questo Eluana fu poi trasferita dalla casa di cura di Lecco alla casa di riposo la Quiete di Udine dove morì il 9 febbraio 2009. A Beppino Englaro la Regione dovrà risarcire quasi 133.000 euro. Nonostante Maroni avesse inizialmente annunciato di non voler ricorrere contro la decisione del Tar, in seguito il ricorso era stato fatto, in particolare in base al passaggio in cui il Tar faceva a riferimento alla «natura dolosa del rifiuto della Regione, che ha reso ancora più gravosa la condizione del ricorrente (Beppino Englaro, ndr)».

L’incidente nel 1992
Passo indietro al 18 gennaio del 1992, quando Eluana, a 21 anni, ha un brutto incidente d’auto mentre torna da una festa: riporta gravi danni al cervello e alla colonna vertebrale. La sua vita si ferma qui, a 21 anni: resterà in stato vegetativo, appunto, per 17 lunghissimi anni. Fino alla morte, il 9 febbraio del 2009 alle 20.10, in una clinica di Udine. Tre giorni prima i medici le hanno sospeso l’idratazione e l’alimentazione artificiale che la facevano sopravvivere. Per arrivare a questo punto, il padre Beppino e la madre Saturna (che si è spenta nel dicembre 2015 per un male incurabile) hanno dovuto lottare per 11 anni nelle aule dei tribunali. E nelle piazze: il caso di Eluana e la battaglia della sua famiglia per far rispettare la volontà della ragazza hanno scatenato feroci polemiche politiche e numerose manifestazioni dei gruppi contrari alla libertà di rifiutare l’accanimento terapeutico.

Fonte: Corriere

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