La Cassazione: sì al ricorso Ma Romeo resta in carcere

Rinvio ad altra sezione del Tribunale. I legali: punto a nostro favore.

Per adesso resta in carcere. Ma nelle prossime settimane, grazie al verdetto emesso ieri dalla Cassazione, l’imprenditore Alfredo Romeo, in carcere dal primo marzo con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta Consip, potrebbe tornare in libertà. La VI sezione penale, infatti, ha annullato con rinvio la decisione con cui, lo scorso 22 marzo, i giudici della Libertà di Roma avevano stabilito che rimanesse in una cella del carcere di Regina Coeli. Significa che la questione dovrà essere esaminata nuovamente da una diversa sezione del Tribunale, che, alla luce della decisione della Corte, potrebbe fare valutazioni diverse.

L’annullamento con rinvio dell’ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare nei confronti di Alfredo Romeo segna un punto a favore della difesa dell’imprenditore, per il quale ad ottobre è già stato fissato il processo con rito immediato. L’accusa è quella di aver versato circa 100 mila euro, a partire dal 2012, al dirigente Consip Marco Gasparri per essere agevolato nelle gare bandite dalla centrale appaltante della Pubblica amministrazione. La reclusione di Romeo a Regina Coeli era stata decisa dal gip di Roma lo scorso primo marzo. Tra circa un mese i supremi giudici depositeranno le motivazioni del loro verdetto e solo allora si saprà realmente quale deficit argomentativo o indiziario hanno trovato nella sentenza del tribunale del Riesame di Roma.

La Procura della Cassazione aveva invece chiesto l’inammissibilità del ricorso di Romeo. La stessa sesta sezione, in passato, aveva scagionato l’imprenditore da un’altra inchiesta. «È ovvio che aspettiamo di leggere le motivazioni della Cassazione, ma certamente con la decisione di questa sera possiamo pensare che l’annullamento con rinvio della custodia cautelare di Alfredo Romeo sia dovuto a ragioni di merito per evidenti illegittimità delle prove, delle intercettazioni e dei documenti». Così l’avvocato Alfredo Sorge, difensore di Romeo in Cassazione assieme ai colleghi Giovan Battista Vignola e Francesco Carotenuto, ha commentato l’accoglimento del ricorso dell’imprenditore napoletano contro le misure coercitive.

«Adesso l’impianto accusatorio scricchiola – ha sottolineato Sorge – e le osservazioni della difesa sono state ritenute fondate, sicuramente la Cassazione fisserà dei paletti di segno favorevole alle nostre tesi». Romeo in carcere, a Regina Coeli, vedrà i suoi avvocati che ancora non hanno potuto comunicare con lui. «La detenzione di Romeo è ingiusta e le prove, compresi i verdetti di assoluzione emessi a suo favore in altre vicende, sono stati interpretati a rovescio dai giudici che hanno confermato la custodia cautelare», ha concluso Sorge.

Fonte: Corriere

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