«Sì ai vaccini, ma no all’imposizione» Liguria e Veneto contro il decreto

Venezia – «I vaccini sono una conquista delle società civili per il debellamento di alcune malattie letali, ma l’approccio non può essere la coercizione»: lo dichiara la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale in Consiglio regionale rispondendo a una interrogazione. Viale ha incontrato una delegazione di manifestanti contrari al decreto del Governo che introduce l’obbligo vaccinale per i bambini per poter essere ammessi a scuola e prevede pesanti sanzioni per i trasgressori.

«Dico “no” all’imposizione dei vaccini fino ad arrivare addirittura alla sospensione della potestà genitoriale – dice Viale – e dico “sì” ad un intervento di educazione, per accompagnare le famiglia a chiarire un momento della loro vita che riguarda la salute dei figli». Viale annuncia che «la Liguria porterà la sua posizione in Conferenza delle Regioni» per chiedere al Governo una correzione del decreto.

Inoltre secondo l’assessore alla Sanità «i documenti ministeriali sulle vaccinazioni agli immigrati non sono sufficienti per accompagnare i nostri operatori negli obblighi di sorveglianza contro la diffusione delle malattie infettive». Perciò ha «dato incarico all’azienda sanitaria regionale Alisa di costituire un gruppo di lavoro misto insieme all’Asl 1 imperiese, all’Asl 3 genovese e all’ospedale Galliera di Genova per predisporre una migliore procedura di gestione delle vaccinazioni dei migranti, che troppo spesso non risiedono nello stesso territorio il tempo adeguato per completare il ciclo vaccinale».
La Regione Veneto farà un passo in più: come ha annunciatoil presidente Luca Zaia farà ricorso contro il decreto che prevede l’obbligatorietà dei vaccini.

Secondo il governatore il rischio è di avere «una fuga» dalle vaccinazioni come risposta a fronte di un modello veneto «basato sull’ascolto che funziona, come dimostra il 92,6% di copertura che abbiamo». «La nostra scelta – ha tenuto a precisare il governatore – non mette in dubbio l’importanza e l’utilità dei vaccini».

La giunta regionale del Veneto ha dato mandato all’Avvocatura di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il decreto del Governo. Zaia ha specificato che l’impugnativa sarà pronta entro una o due settimane e riguarderà non solo l’eventuale legge di conversione approvata dal Parlamento, ma anche lo stesso decreto. «Non mettiamo assolutamente in discussione i vaccini – ha spiegato Zaia -, ma alcuni aspetti del decreto».

«Il Veneto, che non ha l’obbligo vaccinale, così come 15 Paesi europei importanti (dalla Germania alla Spagna, dal Regno Unito ai Paesi del nord Europa), ed è l’unica regione ad avere un’anagrafe vaccinale digitale, ha dimostrato, con una performance del 92,6%, che non è l’obbligo a risolvere il problema, quanto il dialogo con le mamme e le famiglie. Le multe, per di più, sono sperequative, dicendo in pratica che chi ha 7500 euro da spendere può rifiutare il vaccino e chi non li ha no. La nostra preoccupazione è che l’effetto della coercizione crei un abbandono più che fisiologico della vaccinazione. E non agiamo certo per soldi, ma per una questione di principio».

Il M5S: «Il decreto Lorenzin è irricevibile»

«I vaccini sono uno strumento di prevenzione fondamentale, ma serve informazione, non metodi coercitivi, il Decreto Lorenzin è irricevibile». Sono d’accordo con il vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale i consiglieri regionali del M5S Gabriele Pisani e Andrea Melis, che hanno illustrato la loro posizione stamani a Genova a margine dei lavori dell’assemblea. L’M5S Liguria ha presentato una proposta di legge a prima firma Pisani a favore della `farmaco-vigilanza´. «Non viene messa in discussione l’importanza fondamentale della prassi vaccinale come strumento di prevenzione, semmai la scelta di utilizzare un approccio coercitivo, che sta provocando una pericolosa spaccatura nel nostro Paese. – spiega Melis – Purtroppo davanti ai dubbi e alla disinformazione della popolazione non si è intrapreso un percorso di dialogo, ristabilendo un rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, ma si è scelto di intervenire con l’imposizione.

Si è addirittura prevista la possibilità di segnalare i genitori inadempienti rispetto al calendario vaccinale al tribunale per i minori». «In Regione Liguria, come M5S, abbiamo intrapreso un percorso diametralmente opposto, fatto di ascolto, confronto e accompagnamento della popolazione. – continua Pisani – A questo scopo abbiamo presentato una proposta di legge che prevede la creazione di un Centro Unico Regionale di consulenza prevaccinale e di sorveglianza degli eventi avversi a vaccinazione, denominato Canale Verde Liguria, seguendo l’esempio della Regione Veneto».

Paita: quella della Viale è una convenienza elettorale
«Il vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità Sonia Viale è contro i vaccini obbligatori solo per convenienza elettorale». Così la capogruppo del Pd in Consiglio regionale Raffaella Paita critica la presa di posizione di Viale contro il Decreto Lorenzin. «L’assessore Viale si schiera contro il decreto vaccini del governo. La Lega Nord getta la maschera su questo tema così delicato. – sottolinea Paita – Ma lo sa Viale che il decreto governativo nasce dopo l’allarme lanciato dai medici e della comunità scientifica sul preoccupante calo dei vaccini sotto la soglia di sicurezza nel nostro Paese?» «L’obbligo imposto dall’Esecutivo è una misura fondamentale per garantire la salute dei nostri figli e impedire ad alcune malattie che consideravamo debellate, proprio grazie ai vaccini, di tornare a far paura. – continua – L’assessore alla Salute sta cambiando spesso posizione sul tema della vaccinazione, tanto da farci venire il dubbio che quest’ultimo cambio di rotta abbia a che fare con i ballottaggi imminenti».

Fonte: www.ilsecoloxix.it

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