Mercati deboli, pesa il crollo del Nasdaq. Lo spread scende a 175

MILANO – Ore 14:00. I mercati azionari europei trattano deboli a inizio settimana, dopo la violenta correzione del Nasdaq che venerdì sera ha cambiato improvvisamente colore perdendo l’1,8%: è stata la peggior seduta da metà marzo e una inversione di tendenza che con simile violenza non si vedeva da oltre un anno. Secondo gli analisti, in particolare quelli di Goldman Sachs, il fatto è che le “FAANGtastic Five” – Facebook, Amazon, Apple, Netflix e Google – hanno corso troppo nel corso degli ultimi tempi, flirtando con il rischio di aver gonfiato una bolla.

Milano lima lo 0,75%, Londra arretra dello 0,13%, Francoforte dello 0,89% e Parigi dello 0,99%. Sulla scorta del tracollo di venerdì sera, quando il Dow Jones ha comunque toccato nuovi livelli record, gli scambi in asia sono stati incerti: Tokyo ha ceduto lo 0,52%, sotto il peso dei titoli tecnologici che hanno sofferto in tutta l’area, compresi colossi quali Tencent o Samsung. A Piazza Affari, è soprattutto Stm a pagare da questo punto di vista, mentre Carige scivola dopo la sfiducia all’ad Bastianini.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi conferma l’esaurimento della fiammata delle scorse settimane e scende verso 175 punti base, per un rendimento al 2% sul mercato secondario: era dal gennaio scorso che il debito italiano non rendeva così poco. Pare ormai tramontata l’idea di un voto al rientro dalle vacanze e le elezioni amministrative hanno riportato in auge un sistema a due poli. Sul Financial Times, Peter Schaffrik di RBC Capital Markets connette direttamente gli acquisti sul debito italiano con il ridimensionamento del Movimento 5 Stelle alle urne, proiettandolo sull’eventuale voto politico dei prossimi mesi. Più cauti da Barclays, secondo i quali il movimento guidato da Beppe Grillo avrebbe toccato il picco di popolarità presso gli elettori, ma non va affatto incontro a un declino quanto a un continuo testa a testa con il Pd per la leadership nel Paese. Ecco perché, dalla banca britannica si paventa il rischio di un Parlamento bloccato – a maggior ragione stanti le attuali regole elettorali – in vista delle prossime elezioni. Il Tesoro ha intanto venduto tutti i 6,5 miliardi di euro di Bot a un anno, con tassi in calo al nuovo minimo storico. Il rendimento medio è sceso a -0,351% da -0,304% di maggio. La domanda ha raggiunto i 10,29 miliardi di euro con un rapporto di copertura sceso a 1,58 da 1,73 precedente.

Gli investitori stanno monitorando attentamente le ripercussioni delle ultime tornate elettorali: dopo la sconfitta di fatti di Theresa May, alcuni suoi generali starebbero lavorando ad ammorbidire le posizioni in vista dei negoziati di Brexit, mentre dalla Francia la vittoria schacciante di En Marche! di Emmanuel Macron spiana la strada a una maggioranza solida. Negli Stati Uniti l’attenzione si biforca tra la vicenda politica che segue la testimonianza di James Comey, ex numero uno del Fbi, sulle interferenze russe nella campagna elettorale di Donald Trump, e l’attesa per un rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione di questa settimana.

Dopo il tracollo post elettorale, la sterlina resta debole sul mercato valutario in area 1,27 sul dollaro. L’euro tratta in rialzo sul dollaro sulla scia delle legislative francesi: passa di mano a 1,1213 dollari e 123,59 yen. Oggi, in Italia, l’Istat ha segnalato la debolezza della produzione industriale italiana. La crescita dell’economia francese dovrebbe accelerare allo 0,5% nel secondo trimestre dell’anno, dopo essersi attestata allo 0,3% nel primo: è la stima confermata da parte della Banca di Francia. Il superindice dell’Ocse, che mira ad anticipare i punti di svolta dell’attività economica rispetto al trend nei 6-9 mesi nell’area dei 35 paesi industrializzati, continua a puntare a un cammino di crescita stabile.

Tra le materie prime, i prezzi del petrolio sono in rialzo in Asia dopo le dichiarazioni dei sauditi e dei russi che prevedono una stabilizzazione del mercato. I future sul Wti guadagna 30 cent a 46,13 dollari al barile mentre quelli sul Brent avanza di 32 cent a 48,47 dollari al barile. Oro stabile sui mercati asiatici a 1.267,27 dollari segnando un progresso dello 0,05%.

 

Fonte: Repubblica.it

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