Dopo il flop legge elettorale si naviga a vista, Renzi ora chiama Pisapia

Fallito per colpa dei grillini e di altri franchi tiratori l’accordo per la legge elettorale ora si naviga a vista, senza che qualcuno abbia in mano gli strumenti per tracciare una rotta. Apparentemente Renzi avrebbe accantonato il sogno di andare a votare alla fine di settembre e starebbe accarezzando l’idea di una alleanza con Pisapia per presentarsi insieme al Senato e divisi alla Camera. È un progetto che riconquisterebbe consensi a sinistra, ma è molto difficile da realizzare perché le ruggini con gli scissionisti e in particolare con D’Alema hanno origini antiche e ragioni strutturali. Non si capisce come possano essere superate. Anche se in politica ogni tanto avvengono queste magie. Una alleanza con Pisapia e la sinistra escluderebbe qualunque rapporto con Alfano e Berlusconi, anche se il ministro degli Esteri e leader di Ap – alla luce di quanto è accaduto alla Camera – vorrebbe mantenere in piedi la maggioranza e la legislatura fino alla fine. Potrebbe avere ragione, nel senso che si è capito che una vastissima platea di parlamentari di tutti gli schieramenti, grillini compresi, non ha alcuna intenzione di privarsi di sei mesi di stipendio e farà di tutto per andare al voto a scadenza di legislatura. Ma in autunno o nel febbraio 2018, con quale sistema elettorale si andrà al voto? Qui entra in gioco il Quirinale, che non sarebbe contrario ad anticipare le urne, ma vuole assolutamente che il Parlamento arrivi a una legge senza rischi di incostituzionalità e armonica tra Camera e Senato. Al momento così non è: si andrebbe a votare con le due leggi frutto di altrettante sentenze della Corte Costituzoonale, diverse tra Montecitorio e Palazzo Madama. Difficilmente Renzi, scottato dall’esperienza di ieri, proporrà di andare avanti con il patto con i grillini. Per lui si potrebbe votare anche con i Consultellum. Comunque, in attesa di capire quando si voterà, il Pd si prepara cominciando dalla Rai. Mario Orfeo, giornalista di grande esperienza e direttore del Tg1, è il nuovo direttore generale al posto di Campo Dall’Orto. Unico a contrastarlo è stato Carlo Freccero, indipendente ma vicino ai Cinquestelle, che si era proposto per quel ruolo. Primi banchi di prova per Orfeo, molto gradito a Renzi, il tetto ai compensi Rai e l’informazione di Rai web che era stata affidata a Milena Gabanelli. Da come risolverà queste due grane si capirà come sarà la Rai di Orfeo e se a Viale Mazzini è tornata la calma.

 

Fonte: Repubblica.it

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