MotoGp, Dovizioso: ”Che gioia al Mugello. Il Mondiale? C’è tanto da lavorare”

MUGELLO – Un mondiale in 125 nel 2004, 12 vittorie nelle diverse categorie e 3 in MotoGp: a Donington sul bagnato, nell’ottobre scorso a Motegi su di una pista a metà, ieri al Mugello sull’asciutto. Per Andrea Dovizioso, 31 anni e da 16 stagioni nel motomondiale, questa del Mugello è la più bella di tutte. “Non ci sono paragoni: il pubblico, la pressione. E poi le difficoltà tecniche e fisiche della pista. Questo è uno dei circuiti dove ogni pilota sogna di poter tagliare per primo il traguardo, una volta nella vita. Insomma: c’è un buon motivo, per cui alla fine tutti i vincitori scoppiano a piangere”.

Però quella gastroenterite proprio alla vigilia…
“Non ci voleva. Sono stato malissimo, in pratica ho rinunciato al warm up della domenica mattina: ma non ero preoccupato, la moto era già a posto e non c’era bisogno di migliorare nulla. Fisicamente non è cambiato nulla: ma alla fine, non avevo più un grammo di energia”.
Che giornata esagerata.
“Una giornata particolare. Strana. Intanto perché ho vinto. Poi perché stavo male. E al secondo giro ho preso uno scossone tremendo, ma i freni della Brembo hanno retto”.
Finalmente la Gp17 si mostra in tutta la sua potenza.
“Siamo andati bene fin dal venerdì mattina e l’ho detto subito: la pista è sicuramente adatta alle Ducati, ma in questi giorni c’era un equilibrio che non avevo mai trovato, prima”.
Basta con gli equivoci: la Rossa può puntare al mondiale.
“Andiamoci piano: la base non è ancora a posto, c’è tanto da lavorare anche se siamo sulla strada giusta. Non prendetemi per un pessimista, per uno negativo: sono realista”.
Cosa non funziona, ancora?
“La percorrenza in curva. E altri problemi che saltano fuori solo in certi percorsi. Ma è vero che le cose migliorano, e che alla Ducati si lavora duramente ogni giorno”.
Dovizioso secondo, Viñales dice: “Ora è il mio avversario più pericoloso”.
“Non sono sorpreso di essere tra i primi. L’importante è che dal prossimo gran premio manteniamo quella velocità che temevamo di avere perduto. Ma in questa stagione ogni circuito – complici le Michelin – fa storia a sé”.
Ad esempio, domenica prossima a Barcellona?
“Lorenzo nei test è andato più veloce di me”.
Però ieri dopo una bella partenza Jorge si è spento lentamente: solo ottavo.
“E’ un grande pilota, ma è normale che soffra: ha bisogno di fare esperienza con questa moto, che è diversa da tutte le altre.

E poi, non dimenticatevi che prima del Mugello non lottavamo per la vittoria”.
Qui invece è stata una cavalcata imperiale.
“Però io non ero mica così sicuro di vincere! Fino all’ultima curva ho temuto che Maverick potesse riprendermi”.
Un pensierino al titolo?
“L’obiettivo è continuare ad essere competitivi. Vincere il titolo mi sembra difficile: ma lotteremo per farcela”.

Fonte: La Repubblica

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