Capri, black out elettrico. Il sindaco: “La centrale non regge più”

Il parziale black out elettrico ha avuto ripercussioni su alcune zone del territorio comunale.

Il parziale black out elettrico di stamattina, che ha avuto ripercussioni su alcune zone del territorio comunale, a Capri, e’ stato causato da un guasto a quei pochi gruppi di produzione ancora in esercizio presso la Centrale Elettrica Sippic. Lo rende noto il sindaco, Gianni De Martino, che aggiunge: “Fortunatamente gran parte dell’Isola e’ gia’ alimentata dalla nuova Stazione Elettrica di Terna, per cui il disagio e’ stato limitato, anche se ha interessato zone centrali con presenza di numerose ed importanti esercizi pubblici e commerciali”.

“Ancora una volta – sottolinea il sindaco di Capri – dobbiamo segnalare la preoccupante situazione della Centrale Elettrica che, ormai, non riesce a reggere neanche quell’ultimo ed esiguo carico che ancora le compete in attesa dell’ultimo trasferimento sulla rete Terna. Due terzi dell’Isola ricevono corrente dalla rete nazionale con risultati qualitativi e funzionali eccellenti che, inoltre, hanno sensibilmente ridotto il tasso di inquinamento atmosferico delle zone circostanti la centrale con grande soddisfazione e sollievo da parte dei residenti soprattutto di Marina Grande”.

Ma l’incidente di stamattina aumenta ancora di piu’ la preoccupazione per l’incertezza quotidiana in cui vivono le utenze tuttora dipendenti dalla Centrale, soprattutto con l’approssimarsi della piena stagione turistica e, quindi, con l’aumento della richiesta di potenza elettrica.

“E’ indispensabile l’immediato completamento del programma Terna conclude il Sindaco –

perche’ solo cosi’ potremo garantire a residenti ed ospiti dell’Isola di vivere tranquillamente ed al riparo da interruzioni elettriche che danneggiano l’immagine dell’Isola sempre sotto l’attenzione del mondo intero.
Solleciteremo tutti i soggetti coinvolti nel programma affinche’ quei termini previsti per l’alimentazione elettrica di Terna per tutta l’Isola vengano ulteriormente abbreviati”

Fonte:Repubblica

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