Trento, il Festival dell’economia si interroga su “salute, uguaglianza e giustizia”

TRENTO – Siamo tutti creati uguali, ma quando ci si ammala c’è chi è più uguale di altri. Il sempre valido adagio medico “non dirmi chi sei, ma dimmi cos’hai” viene sempre più sostituito con “non dirmi chi sei, ma che assicurazione hai”. E’ naturale che un Festival dell’economia – e quello di Trento, giunto alla sua dodicesima edizione non fa eccezione – parli di diseguaglianze. Ma non sono solo ricchezza e povertà, nonché redistribuzione del reddito, a fare la differenza tra gli uomini e le donne. Negli ultimi anni è emerso con prepotenza anche il tema della salute e dall’assistenza: perché “i divari nei tassi di morbilità e longevità non sono meno rilevanti di quelli nei livelli di reddito nel condizionare il benessere delle famiglie”, come ha spiegato Tito Boeri, direttore scientifico del Festival.

Di tutto questo si discute fino a domenica a Trento, che presta i suoi palazzi storici, il teatro Sociale e le aule della sua Università a quattro giorni di incontro e conferenze. Esperti e docenti in arrivo da vari angoli del pianeta declineranno il tema secondo diverse esperienze sociali e ricerche scientifiche. E non è detto che i paesi economicamente più avanzati siano quelli che stanno meglio: negli ultimi 15 anni nelle zone rurali degli Usa ci sono stati due milioni di morti per uso di droghe, alcool e suicidi, colpendo soprattutto giovani e bianchi di mezza età.

Si affronterà anche la realtà italiana, dove le grosse diferenze sono in questo caso territoriali. Spiega ancora Boeri: “In Italia ci sono forti differenze nella speranza di vita e nei tassi di mortalità infantile fra regioni nonostante il servizio sanitario nazionale garantisca un finanziamento uniforme della spesa sanitaria su tutto il territorio. In queste differenze pesa il contesto, il livello di reddito medio (più di quello individuale), l’incidenza della povertà, la diffusione della cultura della prevenzione, oltre che il livello medio di istruzione. In Campania quasi il 50% dei bambini fra gli 8 e i 9 anni sono sovrappeso o obesi, il doppio che in Lombardia, quasi tre volte di più che a Bolzano, e nel Mezzogiorno la mortalità infantile è del 30% più alta che al Nord”.

Ma le questioni sono molteplici. Si va dall’assistenza nelle zone di conflitto, nei paesi in via di sviluppo o ai migranti fino ad arrivare al ruolo delle grandi imprese farmaceutiche, criticate per la loro scelta di destinare una parte cospicua dei proprio guadagni non alal ricerac di farmaci sempre più efficaci ma alla distribuzione di dividendi tra gli azionisti.

Un’edizione del Festival che, forse, più di altre volte pone non solo questioni econonomiche ma anche etiche e filosofiche.

 

Fonte: Repubblica.it

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