Juventus, Allegri: ”Real favorito ma noi siamo al posto giusto al momento giusto”

TORINO – “Rispetto a due anni fa a Berlino abbiamo più convinzione: adesso bisogna portare a casa la Champions”, ordina Massimiliano Allegri, la cui missione principale è normalizzare l’attesa di una finale di Champions che rischia di divorare la Juve e intanto di richiamare certi fantasmi che si aggirano per l’Europa bianconera. “Il Real Madrid è sicuramente favorito. Ma noi siamo al posto giusto al momento giusto. Ora servirà bravura e anche un pizzico di buona sorte. L’ansia e la negatività mi danno un fastidio enorme, sono cose molto brutte”. Prima di entrare nel vivo della supersfida del 3 giugno a Cardiff, però, Allegri invita i giornalisti insardinati nella sala conferenze dello Juventus Stadium a commemorare la tragedia avvenuta 32 anni fa all’Heysel: “Oggi, nel 1985, perdevano la vita 39 persone in una serata che avrebbe dovuto essere di sport, calcio e festa e invece si trasformò in tragedia. Dedichiamo un pensiero e qualche secondo di silenzio a quelle sfortunate famiglie”.

Massimiliano Allegri, l’ottimismo è un avversario in più da combattere in vista di Juve-Real del 3 giugno a Cardiff?
“Dobbiamo preparare la partita con grande serenità, senza ansie particolari. L’ottimismo deve esserci, ma non è giusto, come sento invece dire in giro, indicare la Juve come la favorita. Il Real è squadra abituata a giocare le finali. Dobbiamo avere grande autostima, ma anche la consapevolezza che la squadra spagnola è sicuramente favorita”.

La BBC è l’antidoto migliore al superattacco del Real?
“Nella BBC c’è anche Buffon… Detto questo, sarà una grande finale. I dettagli faranno la differenza, come le qualità singole dei giocatori. Abbiamo grandi convinzioni di portare a casa la coppa, come è giusto che sia. Ma dobbiamo essere consapevoli di affrontare il Real Madrid”.

Come definisce i suoi giocatori?
“Fantastici, ringrazio tutta la rosa che ha disputato una stagione straordinaria. Vincere il sesto scudetto e la terza Coppa Italia non era affatto semplice. Ora però serve ancora un ultimo sforzo, dopodiché andremo in vacanza. Sabato le motivazioni saranno altissime, e noi dovremo averne ancora più del Real: questo è poco ma sicuro”.

Quali saranno le parole che userà di più?
“Non c’è tanto da dire, c’è da restare concentrati sul da farsi. Arriva una serata meravigliosa che ci siamo meritati. Andiamo a Cardiff fiduciosi, con più convinzione di due anni fa a Madrid. Ripeto, però, che di fronte avremo il Real”.

Ha ancora qualche dubbio di formazione?
“E’ lunedì, mancano cinque giorni, devo vedere il lavoro settimanale. Faremo una seduta di allenamento al giorno, che non sarà troppo lunga. Abbiamo una buona condizione fisica e mentale, stiamo preparando una finale di Champions: più di questo non possiamo chiedere”.

Come lavorerà a livello mentale?
“Questa squadra è migliorata sotto un aspetto: capire quando accendere o spegnere l’interruttore. Dopo l’allenamento si spegne, domattina si riaccende. Viviamo con serenità e senza ansia, che fa soltanto consumare energie. Dobbiamo affrontare la settimana come se arrivasse una partita normale, anche se quella di Cardiff dovrà diventare una serata speciale”.

Avverte una certa psicosi da finali di Champions perse?
“Dicendo che ci attende una partita importante in cui dovremo fare le solite cose fatte quest’anno. E’ vero, quando sono arrivato alla Juve c’era un alone di negatività da far paura. La negatività porta soltanto negatività. Cominciamo con il dire che la Juve non ha perso sei finali ma ne ha giocate otto. La Juve è al posto giusto nel momento giusto. Ora servirà bravura e un pizzico di buona sorte. Tutta questa ansia e negatività mi danno un fastidio enorme, sono cose molto brutte”.

Zidane avrebbe un solo dubbio: Bale oppure Isco.
“Isco è più tecnico, Bale più veloce. Loro hanno una rosa di qualità e dei cambi importanti, come Asensio e Morata. Durante la stagione sono migliorati molto. Casemiro ha dato grande equilibrio”.

Si può pensare a un’altra finale di Champions nei prossimi tre anni?
“Quando fai due finali in tre anni vuol dire che hai una rosa importante, difficile da migliorare. La società sa muoversi bene, è brava nel trovare giocatori per restare a questo livello. La Champions è una competizione di grande fascino che ti fa conoscere in tutto il mondo”.

Dybala e Higuain sono andati oltre alle sue aspettative?
“Ci è voluto un po’ di tempo perché trovassero un’intesa importante: Gonzalo aveva bisogno di giocare un po’ più da solo, là davanti, e Paulo aveva bisogno di capire come muoversi in funzione del suo connazionale”.

Higuain si toglierà di dosso l’etichetta di giocatore che non decide?
“Gonzalo magari segnerà, non serve alcuna etichetta. Già prima di Monaco si diceva che non fosse capace da fare certe cose. Io sono convinto che disputerà una grande finale”.

Davide Nicola per il voto-salvezza andrà da Crotone a Torino in bici. E lei, in caso di Champions, cosa sarebbe disposto a fare?
“In bici non ci vado più: non è uno sport che fa per me. Dopo otto chilometri in salita ho riconsegnato la bici a chi me l’aveva data. Detto questo, mi dispiace per l’Empoli ma faccio grandi complimenti al Crotone e a Nicola, perché hanno dato vita ad un’annata davvero straordinaria”.

Cosa è davvero cambiato nella Juventus rispetto a Berlino 2015?
“Nell’aria ci sono molta più positività e convizione. E’ normale, perché c’è stato un percorso di crescita e autostima. Con la squadra siamo cresciuti tutti: società, tecnico e tifosi.
Questo mi dà grande tranquillità e serenità. Sabato cercheremo di raccogliere quanto fatto in questi anni”.

In cosa si sente migliorato?
“Non lo so, ditelo voi. Sono cresciuto nella metodologia di lavoro, nell’analisi, nel confronto. E poi arrivare in finale di Champions League mi affascina e mi dà una gioia immensa per il solo fatto di essere sabato a Cardiff”.

E’ la partita più importante della sua carriera?
“E’ la seconda più importante dopo Berlino. Ma ora abbiamo più convinzione: bisogna portare a casa la Coppa. O almeno creare i presupposti per farlo”.

C’è un piano A con Isco e un piano B con Bale?
“In questi giorni ci lavoreremo, ma oggi non si fa praticamente niente (l’allenamento è a porte aperte; ndr). Con Bale loro sono più ordinati e meno fantasiosi, con Isco sono meno ordinati e più fantasiosi”.

E il Real Madrid quanto è cresciuto?
“Quest’anno è cresciuto molto nella seconda parte di stagione. Complimenti a Zidane e ai suoi, bravi a trovare un equilibrio importante anche grazie a Casemiro. Vincere la Champions al primo anno e la Liga al secondo e tornare in finale di Champions non è da tutti: Zidane ha qualità importanti. Gestire una squadra non è semplice. Ci sono tanti aspetti che possono indirizzare una stagione, nel bene e nel male”.

Equilibrio, consapevolezze e fame. Cosa conta di più?
“L’equilibrio, perché non ci sara una sfida di ritorno. Ci vorrà forza mentale per restare sempre dentro la partita. E per riuscirci dovremo passare una settimana risparmiando energie mentali”.

 

Fonte: Repubblica.it

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