Npl, il flusso delle nuove sofferenze torna ai livelli precrisi

Il tasso di ingresso in sofferenza dei crediti verso società non finanziarie (con più di 10 addetti) a fine 2016 ha segnato una netta contrazione in termini di importi, passando al 4,3% di fine 2015 al 3,7 per cento. Con una più limitata contrazione in termini di numero dei prestiti, da 3,8 a 3,7 per cento. Di pari passo, il tasso di deterioramento dei prestiti, ovvero il rapporto tra i crediti che entrano in sofferenza e lo stock complessivo dei crediti, alla fine dello scorso anno è sceso in modo sensibile, dal 3,3 al 2,3 per cento, tornado ai livelli pre-crisi (6% il picco raggiunto tra il 2009 e il 2013). Sono questi i principali trend che emergono dall’outlook Abi Cerved, l’osservatorio sulle sofferenze delle imprese italiane, pubblicato oggi e che conferma la fase di ripresa dell’economia nel paese e di contrazione dei flussi dei crediti deteriorati in atto ormai da qualche mese.

Ulteriore miglioramento atteso tra il 2018 e il 2018
L’indagine evidenzia, inoltre, un forte miglioramento atteso per il prossimo biennio. «I modelli Abi-Cerved, in base a uno scenario che prevede una crescita per l’economia italiana dello 0,9% nel 2017 e dell’1,1% nel 2018 – si legge nel documento – indicano che il tasso di ingresso in sofferenza per le società non finanziarie dovrebbe ridursi al 3,3% a fine 2017 per poi scendere ulteriormente al 2,7% a fine 2018». In base ai dati dell’outlook, nel 2016 si è registrato un miglioramento dei tassi di ingresso in sofferenza per le Pmi (dal 3,1% al 3% per le piccole e dal 2,5% al 2,4% per le medie) e per le grandi società (da 1,9% a 1,8%). Un peggioramento invece è emerso per le microimprese, che hanno fatto registrare un picco negativo nel 2016, al 4,1 per cento. In particolare, i tassi di ingresso in sofferenza sono aumentati al Centro (da 4,3 a 4,7 per cento) e al Sud (da 5,2 a 5,4 per cento).

Si restringerà anche il gap tra Nord e Sud
Proprio su questi aspetti, ovvero il divario tra fasce dimensionali e aree geografiche in cui sono dislocate le imprese, il gap tenderà a chiudersi, secondo le stime, nel biennio 2017-2018. «Il calo delle sofferenze riguarderà tutte le fasce dimensionali, con miglioramenti più marcati tra le società di minore dimensione, per cui ancora non si sono manifestati cali delle nuove sofferenze», si legge.I modelli indicano per il prossimo biennio anche un restringimento dei divari territoriali, con miglioramenti nel Centro-Sud più marcati di quelli delle imprese del Nord.

Fonte:Il sole 24 ore

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