Vaccini, adesso è caos: 75mila bimbi all’anno “fuorilegge” sul morbillo

In queste ore in molte famiglie italiane si sta rovistando freneticamente in cassetti e armadi chiusi da anni, tra foto della cresima e vecchie bollette.

Si cercano i libretti delle vaccinazioni di figli ormai grandicelli per capire se tutto è in regola. Altrimenti, in base al decreto varato pochi giorni fa dal governo, che ha allargato il numero di vaccini obbligatori e ha fissato regole severe per chi i «portoghesi» delle immunizzazioni, dovranno mettersi in regola per iscrivere i pargoli al prossimo anno scolastico. E per non incorrere in multe che vanno dai 500 ai 7.500 euro. Con conseguente segnalazione alla Procura dei minori che potrebbe arrivare a sospendere a mamma e papà anti vaccino perfino la potestà genitoriale.

Ma quanti bambini italiani sono diventati fuorilegge da venerdì? Numeri precisi non ce ne sono, ma secondo Gianni Rezza, epidemiologo e direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, ogni anno quindici bambini su cento dribblano, non certo per loro scelta, la vaccinazione anti morbillo, che ha una copertura dell’85 per cento. E dal momento che nascono ogni anno circa 500mila bimbi, sono circa 75mila quelli che ogni anno finiscono per non essere protetti dalla più nota delle malattie esantematiche. Di questi non sono pochi quelli che contraggono poi la malattia. «Normalmente un migliaio l’anno – calcola Rezza – Quest’anno siamo a oltre 2.300 casi. E alcuni sfuggono, dunque questo potrebbe essere un dato sottostimato. Ecco perché è difficile fare una stima accurata dei bambini da vaccinare». Numeri che sono più o meno in linea con quelli elaborati e pubblicati ieri dal quotidiano Repubblica sulla base dei dati del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità: considerando la materna, le elementari, le medie e i primi due anni delle superiori, che sono gli anni per cui vige l’obbligatorietà, gli studenti non vaccinati contro il morbillo sarebbero addirittura oltre 816mila, con punte di 287mila nei cinque anni delle elementari. Dati di evasione inferiori per l’esavalente, all’incirca il 6-7 per cento ogni anno. «Sono molto buoni i dati di copertura sull’antimeningococco C – aggiunge Rezza – Mentre per la varicella la stima sarebbe non accurata perché non tiene conto dei casi dei bimbi che hanno contratto la malattia».

Il nuovo decreto ha fissato l’obbligatorietà soltanto per i bambini da 0 a 6 anni, quindi quelli che frequentano asili nido e scuole materne. Chi è fuori non potrà essere iscritto a meno che non si metta in regola. Per i successivi dieci anni (cinque di elementari, tre di medie e i primi due anni delle superiori) la mancata vaccinazione farà scattare una semplice ancorché salata sanzione pecuniaria nei confronti dei genitori, ciò che non piace alla comunità scientifica, secondo cui è aberrante barattare il diritto alla salute del bambino e soprattutto quelli dei bambini altrui con una somma di denaro. Il decreto ha anche portato da 4 a 12 i vaccini obbligatori, aggiungendo ad antipolio, tetano, epatite B e difterite, il morbillo, la parotite, la rosolia, la varicella (tutti compresi nel cosiddetto Mprv), la pertosse, il meningococco B, il meningococco C e l’emofilo B.

Polemiche politiche anche sulla minaccia di togliere la potestà genitoriale a chi non vaccina i figli. «Io i miei figli li ho vaccinati – protesta il leader della Lega Matteo Salvini – ma in un Paese libero non puoi togliere la patria potestà a genitori che, per motivi medici e scientifici, pensano di fare scelte diverse. Andassero nei campi rom a togliere la patria potestà a chi sfrutta i bambini, invece di entrare nelle case degli italiani». Non piace a Salvini nemmeno l’idea della multa, che di fatto crea una «odiosa discriminazione tra poveri e ricchi. Se puoi permetterti una multa di 7mila euro, puoi evitare di vaccinare i tuoi figli, invece se fai l’operaio non puoi scegliere. Mi fa schifo un governo che discrimina tra ricchi e poveri, soprattutto quando c’è di mezzo la salute dei bambini. Ma neanche a Cuba o in Unione sovietica avevano un approccio statalista e classista, così volgare».

Fonte: www.ilgiornale.it

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