Manovra, il governo anticipa il taglio delle slot machine

Il taglio di un terzo degli apparecchi installati viene anticipato al 30 aprile 2018, da fine 2019. La commissione Bilancio della Camera approva gli indici di affidabilità fiscale e apre alla rottamazione delle liti fiscali ai tributi locali. Web Tax: “Possiamo recuperare 1 miliardo”.

MILANO – Il governo accelera sul preannunciato taglio del 34% del numero di slot machine installate (per un massimo di 265mila), anticipandolo al 30 aprile 2018, rispetto al 31 dicembre 2019. Lo ha annunciato in commissione Bilancio della Camera il sottosegretario all’Economia, Pier Paolo Baretta, illustrando l’emendamento al dl Manovra che detta i tempi di questa riduzione. “In questi mesi il governo – ha detto nel corso della seduta – ha valutato, a seguito di incontri con gli enti locali, di dare un segnale di coerenza rispetto all’impostazione generale condivisa dal parlamento e conferenza unificata, quella di avviare un percorso di ristrutturazione e riduzione dell’offerta in materia di giochi”. La proposta di modifica depositata dal governo prevede, ha spiegato il sottosegretario, due passaggi: la riduzione dagli attuali oltre 378mila apparecchi a 345mila entro la fine di quest’anno, per arrivare all’obiettivo entro il prossimo 30 aprile. Baretta ha inoltre fatto rilevare che il taglio originariamente fissato al 30% sarà pari a un effettivo 34%, a seguito dell’aumento del numero delle apparecchiature registrato negli ultimi mesi. “Si tratta di un passo importante per il governo – ha concluso – nella direzione di marcia in cui vogliamo andare”.

Tra le altre modifiche alla manovra, la Commissione bilancio ha approvato l’emendamento che introduce gli indici sintetici di affidabilità fiscale, che sanciscono l’abbandono graduale degli studi di settore, a partire dall’anno di imposta 2017 (e non 2018). L’emendamento votato, riformulato, è stato presentato da Michele Pelillo (Pd) e Maurizio Bernardo (Ap), gli stessi firmatari della analoga proposta di legge depositata nelle settimane scorse in commissione finanze a montecitorio. Una scala da uno a dieci definirà l’affidabilità delle partite iva (in termini di normalità e coerenza della gestione aziendale e professionale) con un corrispondente, crescente, regime di premialità basato su minori adempimenti e accertamenti meno stringenti.

Dalla commissione è arrivato anche il via libera all’estensione della rottamazione delle liti fiscali ai tributi locali. Tre emendamenti alla manovra prevedono la possibilità di definizione agevolata per le controversie tributarie in cui è parte l’ente territoriale. Finora il decreto prevedeva di definire esclusivamente le controversie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, lasciando fuori le liti fiscali comunali. Ciascun ente territoriale potrà stabilire entro il 31 agosto 2017 se applicare la misura o meno. “Non voglio dire mai. La proposta ha fondamento, ma il parere resta contrario”, ha invece detto il vice ministro dell’Economa, Enrico Morando, rispondendo alle proposte avanzate dai gruppi parlamentari sulla riapertura dei termini della rottamazione delle cartelle esattoriali di Equitalia.

Di un altro provvedimento, la web tax, è tornato a parlare il proponente Francesco Boccia (Pd), secondo il quale con il balzello in forma transitoria si può incassare “almeno 1 miliardo”: a Mix24 ha ricordato che la base imponibile erosa “secondo i nostri calcoli ammonta a oltre 30 miliardi” e sottolineando che a regime la web tax, se diventasse obbligatoria, “ci darebbe dai 4 ai 5 miliardi l’anno”.

Fonte:Repubblica

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