I mercati toccano nuovi massimi con il recupero del petrolio

MILANO – Ore 11:45. Il recupero del prezzo del petrolio, in vista di un’estensione dei tagli alla produzione di Opec e Paesi vicini al cartello come la Russia, continua a tenere su di giri i listini, che pur senza variazioni di particolare entità in questi giorni hanno più volte ritoccato al rialzo i propri record. Oggi i mercati europei trattano cauti: Milano gira in frazionale rialzo dopo un’apertura in rosso, con Atlantia ancora positiva dopo la proposta di nozze formalizzata ad Abertis e nonostante il taglio dell’outlook sul gruppo italiano da parte dell’agenzia Standard&Poor’s, che pure benedice operativamente il progetto. Londra sale dello 0,56%, Parigi resta in rosso dello 0,35% e Francoforte cede lo 0,1%.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi si è leggermente allargato in area 185 punti base per un rendimento intorno al 2,25% sul mercato secondario. Oggi è la seconda giornata di collocamento al retail dell’undicesimo Btp Italia, che nella giornata di debutto ha già superato 1,6 miliardi di ordini.

Sui mercati si registrano le reazioni del comparto automobilistico dopo il calo delle vendite europee di aprile: -6,8% sul 2016, dovuto alle festività pasquali e a una nuova tassazione che penalizza le vendite del Regno Unito. Per Fca si è vista una limatura dello 0,5% delle vendite, ma la quota è conseguentemente salita al 7,3%. L’agenda è ricca di appuntamenti: si comincia dalla lettura preliminare del Pil del primo trimestre da parte dell’Istat, che segnala una crescita italiana allo 0,2% in linea con le attese. Brusca frenata dei prezzi al consumo in Francia ad aprile rispetto al mese precedente con un rialzo dello 0,1% rispetto allo 0,6% di marzo, ma in accelerazione su base annua all’1,2% (contro l’1,1% di marzo 2016). Accelera invece la corsa dei prezzi nel Regno Unito, complice il calo-sterlina a seguito di Brexit: sono cresciuti ad aprile del 2,7% su anno. A marzo l’inflazione tendenziale si era fermata al 2,3 per cento. Dalla Germania, l’indice Zew sulla fiducia di analisti e investitori verso l’economia sale a maggio, ma meno delle attese: 20,6 punti contro i 22 attesi. Dagli Stati Uniti arrivano infine i dati sul settore edilizio e la produzione industriale di aprile. Di nuovo in Italia si segnalano l’assemblea di Leonardo, quella dell’addio di Mauro Moretti, e la relazione Antitrust al Parlamento.

Il nuovo scandalo che colpisce il presidente Usa Donald Trump e le sue relazioni con la Russia, cui avrebbe rilevato informazioni segrete, colpisce il dollaro sui mercati internazionali. L’euro si apprezza così sopra 1,1 biglietti verdi. Si indebolisce lo yen, scambiato a 113,6 rispetto al biglietto verde, e a quota 125,4 sull’euro.

In Asia, un iniziale rally è andato via via disperdendosi. La Borsa di Tokyo ha comunque terminato la seduta in lieve rialzo, dopo i dati in chiaroscuro dal settore manifatturiero in Usa e le prese di profitto scattate al mattino. L’indice Nikkei è salito dello 0,25% a quota 19.919,82, con un guadagno di 49 punti: si è portato ai massimi da 17 mesi. Sul mercato valutario lo yen si è andato indebolendo sul dollaro, trattando a un livello di 113,40, e a quota 124,70 sull’euro. Il piano infrastrutturale cinese, presentato a Pechino, non è bastato a dare la giusta spinta ai mercati azionari: Shanghai è in frazionale ribasso e Hong Kong cede circa mezzo punto percentuale, dopo la buona prova di lunedì.

Ieri sera Wall Street ha chiuso in rialzo con S&P500 e Nasdaq, che hanno chiuso a livello record; a dare la spinta sono stati i titoli energetici (+0,6%) e delle materie prime (+0,8%). Mentre il petrolio sale in attesa dell’ufficializzazione dei nuovi tagli Opec del 25 maggio, gli investitori continuano a scommettere che l’economia Usa sia abbastanza forte per portare la Fed ad alzare i tassi a giugno. Il Dow Jones ha aggiunto lo 0,4%, a quota 2.0981,94. L’S&P500 ha guadagnato lo 0,5%, a quota 2.402,32. Il Nasdaq è salito dello 0,5%, a quota 6.149,67.

Sul fronte delle materie prime, come accennato il petrolio Wti è tornato a macinare rialzi sopra 49 dollari al barile e il Brent si è portato sopra 52 dollari. Secondo l’Agenzia internazionale dell’Energia, il mercato mondiale è vicino all’equilibrio dopo che la produzione globale è scesa a marzo. Ma si prevede che gli Usa avranno un output di greggio superiore alle stime precedenti, con una crescita di 790mila barili al giorno, ovvero 100mila barili in più rispetto alla precedente previsione. La debolezza del dollaro spinge le quotazioni dell’oro: il metallo con consegna immediata sale dello 0,3% a 1234 dollari l’oncia.

 

Fonte: Repubblica.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *