Kim Rossi Stuart: fare l’eroe è un bel macigno

Dal commissariato di Roma al ritorno alle radici, a Trapani. Quello di Dario Maltese è un viaggio alla ricerca delle radici, per indagare sul misterioso suicidio del padre (ma è stato davvero un suicidio?) e sulla nuova mafia che si arricchisce col narcotraffico. Kim Rossi Stuart veste i panni di un investigatore che non piega la testa nella nuova serie Maltese – Il romanzo del commissario di Gianluca Maria Tavarelli, da lunedì 8 maggio su Rai1, ambientata nel 1976.

I poliziotti sfrecciano sulle Alfette, Rossi Stuart sembra l’ispettore Callaghan. “Io ho avuto un percorso diverso rispetto a quello che mi capita di solito. Sono portato sempre a ponderare moltissimo, mentre in questo caso ci siamo accordati su un’idea di massima, che si ispirava al modello Piovra, e due anni dopo, a poche settimane dalle riprese, mi sono ritrovato con questa sceneggiatura” racconta l’attore. “Ho sentito questo macigno meraviglioso di avere a che fare con un essere umano disposto a mettere in gioco la sua vita, non in base al narcisismo, ma per una spinta misteriosa che è quella che porta le persone a sacrificarsi. Mi sono reso conto di quanto poco conoscessi quelli che sono i nostri eroi nazionali recenti. Facendo ricerche su Internet mi sono imbattuto nella storia di Ninni Cassarà. C’era tanto di lui in Maltese. Di fronte a un esempio tanto alto e commovente, per me questa fiction è diventata quello che a volte il mio mestiere mi permette di fare, un percorso liturgico. Mi sono soffermato anche su cose più istintive, ho riguardato le fotografie di Falcone e Borsellino, le loro espressioni e i loro sorrisi. E ho riguardato La piovra…l’ho trovata un capolavoro ancora oggi”.

Coprodotta da RaiFiction e Palomar, scritta da Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, la serie comincia col ritorno di Maltese a Trapani. Quando il suo migliore amico, commissario anche lui, viene ucciso, Maltese decide di restare a Trapani: prenderà il suo posto e continuerà le indagini. La parte melò è sviluppata attraverso il rapporto con una fotografa (Rike Schmid) che lavora col giornalista Mauro Licata (Francesco Scianna). “L’elemento che mi ha aiutato di più è il riferimento a Mauro Rostagno, una figura che conoscevo in minima parte” dice Scianna “ho fatto riferimento anche alle interviste di Falcone e Borsellino, io vivevo in quelle zone all’epoca; la bellezza del personaggio di Licata è la sua grande integrità”.

Alfette che sfrecciano, telefoni a gettoni, pantaloni a zampa d’elefante: il colpo d’occhio su un’epoca è notevole. Nel cast, tra gli altri, Antonio Milo, Roberto Nobile, Eros Pagni, Michela Cescon. Valeria Solarino interpreta Giulia Melendez, signora dell’alta borghesia, la cui famiglia è legata alla mafia. “E’ una donna completamente schiacciata dalla famiglia, non ce la fa a rompere gli schemi, è vittima della sua fragilità”. “Maltese per noi è un punto di arrivo e di svolta. Abbiamo scelto di chiudere questa stagione con un prodotto che consideriamo un’eccellenza” spiega la direttrice di RaiFiction Tinni Andreatta. “Il protagonista ci racconta la solitudine delle scelte etiche e morali”.

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