Milan, per Kessie non è ancora fatta. L’Atalanta: ”C’è la Roma e piace tanto anche a Conte”

MILANO – Il Milan del nuovo corso vuole iniziare da Kessie. Ma l’Atalanta ricorda ai rossoneri che il giocatore non piace solo in Italia. Lo ha messo in chiaro il direttore sportivo dei bergamaschi, Giovanni Sartori: “Il calciatore vuole aspettare la fine del campionato per prendere una decisione anche perché è attratto dalla Premier League visto che piace molto al Chelsea”, dice Sartori intervistato da Itasportpress. Alla finestra resta sempre la Roma: “Ai giallorossi piace moltissimo – continua il dirigente atalantino – l’offerta ci potrebbe soddisfare visto che non siamo lontani dall’accordo. Ancora non c’è nulla di concreto e poi il calciatore deve fare le sue valutazioni con il club capitolino a livello economico e se ne sta occupando il suo agente. Al Milan piace anche ma il club rossonero non ha ancora presentato una vera offerta”.

APPUNTAMENTO PER SUSO – Il punto è chiaro: va bene l’accordo con l’agente del calciatore, ma bisogna anche trovare l’intesa con l’Atalanta. Appuntamento per un nuovo incontro tra rossoneri e bergamaschi dopo lo scontro diretto in programma tra una settimana a Bergamo. A Milano ci sono anche agente e padre di Suso, il calciatore spagnolo in attesa di rinnovo del contratto in scadenza nel 2019. Tra lunedì e martedì della prossima settimana è in programma l’incontro con la nuova dirigenza per affrontare la questione relativa all’ex Liverpool (in corsa per il Premio Gentleman che sarà assegnato il 22 maggio a Milano). Di sicuro il Milan dovrà muoversi a colpo sicuro in questa campagna acquisti. Facendo due conti tra aumento di capitale da 120 milioni e mercato di importo simile (50 coperti dal bond di Elliott) significa che il Milan della nuova proprietà andrà a investire a breve circa 200 dei 350 milioni in tre anni promessi col preliminare di agosto con l’allora Sino Europe. Tenendo conto che la cifra non è stata riproposta nel contratto definitivo, perché (secondo le parti) avrebbe dovuto già essere diminuita dalle spese per la gestione correnti degli otto mesi intercorsi tra i due accordi, significa che dopo questa prima tornata di investimenti resteranno nelle riserve inizialmente a disposizione di Yonghong Li circa 70/80 milioni.

INCONTRO CON SALA – Oggi pomeriggio primo incontro a Palazzo Marino tra un rappresentante della nuova proprietà rossonera e il sindaco Sala: a incontrare l’ex dg di Expo è stato Han Li insieme a Marco Fassone (Yonghong Li non ha ancora fatto ritorno in Italia dopo “closing” e derby). Nel comunicato successivo del Milan, Han Li è definito “Executive Director” del club, carica che si somma quindi a quella di consigliere di amministrazione (sempre in attesa di informazioni sul curriculum di questo 35enne cinese di cui non si sa praticamente nulla). La nuova dirigenza rossonera ha condiviso la necessità di tornare a sedersi al tavolo tecnico comune per il rinnovamento di San Siro insieme a Comune e Inter. Non si è entrati in dettagli più approfonditi di eventuali progetti del Milan che saranno al centro di incontri successivi. Ma è opinione comune che lo stadio debba essere ulteriormente ammodernato, soprattutto in caso di ritorno in Europa di una o di entrambe le milanese. Il sindaco Sala ha insistito molto su questo aspetto: la necessità di rivedere Inter e Milan sul palcoscenico internazionale, per il bene dell’immagine della città fuori dai confini italiani. Fassone e Han Li hanno ricordato che la nuova proprietà intende subito tornare in Europa League. E centrare la qualificazione in Champions League al termine del campionato 2017-18.

INZAGHI SENZA PAZIENZA – Intanto oggi Pippo Inzaghi è tornato a parlare della sua avventura al Milan: “Nelle grandi squadre non c’è pazienza, ma è normale che sia così – ha detto l’allenatore del Venezia a Sky Sport – quello non era un Milan che poteva vincere, non avevamo uomini per vincere, però le aspettative del presidente erano quelle di vincere, ed era impossibile…però questa è una scelta sua, io non ho problemi. E chiaro che spero adesso, quando arriverò ancora lì, e spero di arrivarci, di avere la possibilità di poter lavorare, di poter esprimermi e di poter dimostrare le mie qualità, tutto qua”. Per Inzaghi quell’avventura resta una lezione: “Il Milan, Berlusconi, Galliani, sono stati la mia fortuna in assoluto. Io ho fatto 15 anni lì fantastici, ho vinto tutto, mi hanno dato questa grande possibilità di allenare il Milan. Penso che quell’anno sarà l’anno fondamentale per la mia carriera da allenatore perché è stato si un anno difficile, ma lì è stato difficile per Allegri, per Mihajlovic, è stato difficile per chiunque, per cui non è che quell’anno abbia scalfito le mie convinzioni. Anzi, le ha rafforzate”.

 

Fonte: Repubblica.it

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