Siria, Mosca per zone a tensione ridotta

Sono in gran parte donne e bambini, alcuni dei quali sgozzati, le vittime dell’attacco compiuto nella notte tra lunedì e martedì dall’Isis contro un campo di profughi siriani e iracheni nei pressi della frontiera dei due Paesi. Lo riferisce all’ANSA Luca Magno, responsabile del progetto sanitario di Un Ponte Per (Upp), un’organizzazione non governativa italiana che opera nell’area dell’attacco

Ad Astana intanto si registra un “serio progresso”. Lo ha detto l’inviato speciale dell’Onu in Siria Staffan de Mistura dopo un incontro con la delegazione dell’opposizione armata siriana e consultazioni con la delegazione americana. Lo riportano sia Interfax che Ria Novosti. De Mistura prende parte al vertice di Astana sulla Siria in qualità di osservatore. Gli Usa “sostengono” l’idea della Russia di creare delle ‘zone cuscinetto’ in Siria – aree a ‘tensione ridotta’ o de-escalation zones, ha detto Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa con Erdogan – anche lui d’accordo all’ipotesi – affermando di averne discusso con Donald Trump nella telefonata di ieri. Putin ha poi detto di sperare che le zone vengano istituite al termine del vertice di Astana. Erdogan ha confermato di aver discusso con Putin la creazione di una zona a tensione ridotta a Idlib. Putin si è inoltre detto aperto all’ipotesi di una sorta di no-fly zones in Siria in relazione alle ‘zone cuscinetto’ proposte dalla Russia. I voli nei cieli di queste zone saranno infatti “cancellati” nel caso in cui non vi siano “attività militari”, ha spiegato secondo quanto riportato dalla Tass.

I membri dell’opposizione avevano trasmesso un comunicato ai partecipanti per dichiarare la sospensione del loro coinvolgimento nei negoziati, aveva riferito una fonte vicina ai negoziati a Interfax spiegando che era stata posta come condizione per il ritorno al tavolo negoziale la fine dei raid delle forze governative siriane in una serie di regioni della Siria.

La Russia si è presentata ai negoziati di Astana di oggi con una proposta: la creazione di ‘quattro zone a tensione ridotta’ in Siria, a quanto pare appoggiata sia da Damasco che dalle forze di opposizione. Lo riporta il quotidiano russo Izvestia. Le zone – provincia Idlib, Homs, Ghouta orientale e Siria meridionale – serviranno a evitare “provocazioni” e “schermaglie” tra le truppe governative e quelle ribelli. Saranno poi creati dei corridoi tra le diverse zone – controllati dalle forze russe – per evitare gli scontri diretti e dei “check-point” per garantire la circolazione dei civili e le forniture degli aiuti umanitari. Damasco, sostiene il deputato siriano del partito Bath Saji Taama, non sarebbe pronta ad accettare truppe Onu sul proprio territorio e al contrario chiede che siano le forse russe a controllare le future ‘zone a tensione ridotta’.

Il direttore del Dipartimento kazako dell’Asia e Africa Aidarbek Tumatov ha confermato che le parti riunite ad Astana per i negoziati sulla Siria stanno discutendo di un documento proposto dalla Russia sulla creazione di quattro zone di ‘de-escalation’ in Siria. “Sì, il documento relativo a queste zone è in discussione”, ha dichiarato a Interfax. Saranno poi creati dei corridoi tra le diverse zone – controllati dalle forze russe – per evitare gli scontri diretti e dei “check-point” per garantire la circolazione dei civili e le forniture degli aiuti umanitari.

Fonte: ANSA

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