Torino, Belotti: “Penso solo a fare gol, la clausola non mi condiziona”

TORINO – Il gol nel sangue, la testa sulle spalle. Andrea Belotti ha convinto tutti a suon di gol e adesso su di lui sono puntati gli occhi dei migliori club italiani ed europei. Il presidente Cairo si è tutelato con una clausola da 100 milioni di euro, ma la cifra da capogiro non sembra condizionare Belotti: “Nel mondo di oggi cifre esorbitanti sono all’ordine del giorno. Vai a pagare tanti giocatori anche settanta, ottanta milioni, o arrivi anche ai cento. Il valore del mercato si è alzato a dismisura rispetto agli ultimi anni – spiega l’attaccante del Torino e della Nazionale -. Questa cosa per me non è un peso, e nemmeno per mio papà, perché seguendo il mercato si sentono spesso cifre eccessive. Non mi sono mai soffermato a pensare alla pesantezza di questi cento milioni, sono convinto di dover dimostrare il mio valore sul campo e il campo darà il suo giudizio”. Nel Palermo giocava al fianco di Pualo Dybala, altro pezzo pregiato del mercato e punto di forza della Juventus: “L’ho conosciuto nell’anno della serie B a Palermo. Si vedeva che aveva qualità eccezionali, numeri comuni a pochi giocatori. Però in serie B non riusciva a essere incisivo. Poi siamo arrivati in A e mi ricordo che appena è iniziato il ritiro sembrava un giocatore che si era completato. Aveva acquistato sicurezza nei propri mezzi e una personalità che gli ha permesso di arrivare dove è adesso. Mi sarebbe piaciuto giocare con lui, ci sono state poche occasioni perché al suo fianco veniva schierato Vazquez. Da lui, però, ho imparato tanto. E’ un bravo ragazzo, un vero professionista. Un po’ di rimpianto c’è, ma certe cose nel calcio succedono e vanno accettate”.

“SHEVCHENKO UN IDOLO” – Cuore rossonero, il suo idolo è sempre stato Shevchenko. “Correvo come un pazzo e sognavo di diventare come Sheva, era ed è rimasto un idolo. La sua fame in campo, la sua tranquillità e la sua capacità di essere professionista fuori. Ce ne sono stati pochi di giocatori del suo livello. L’ho visto piu’ che altro tv, ogni tanto andavo a guardare qualche partita perché mi ci portavano mio papà e mio fratello, ma la maggior parte erano studiate da casa. Non l’ho mai incontrato, ma c’è stata una sorpresa che mi hanno fatto la mia ragazza e il ragazzo che mi cura l’immagine: il giorno del mio compleanno mi hanno fatto avere un messaggio di auguri da parte sua. E mi ricordo che ero felice come un bambino, al punto che mi sono messo a piangere di gioia. Ho sentito fare tanti paragoni, ma credo che ogni giocatore sia diverso da tutti gli altri. Magari ci possono essere piccole caratteristiche in comune, ma ogni calciatore è unico nel suo genere, unico nelle proprie caratteristiche. Io sono Belotti e spero che un giorno possa essere ricordato come Belotti“.

“IN NAZIONALE GRUPPO COESO” – Nei pensieri di Belotti ci sono Champions e Mondiali: “Il Campionato del Mondo è un sogno per qualsiasi giocatore, così come la Champions League. Sono i due trofei che quasi tutti i calciatori vorrebbero vincere. Quando ho varcato la soglia di Coverciano da giocatore della Nazionale maggiore, la prima sensazione che ho avuto è stata quella di un gruppo coeso. Anche dopo un Europeo dove siamo usciti in malo modo con la Germania, il gruppo non si è disunito. Secondo me c’è stato un fattore importante, l’inserimento di giovani forti che possono crescere ancora tanto grazie all’aiuto del mister e dei senatori. I più ‘vecchi’ possono darci numerosi consigli per affrontare al meglio il Mondiale”.

 

Fonte: Repubblica.it

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